11 febbraio 2018 - Primo contatto

New Stratos

In attesa del Salone di Ginevra che aprirà l’8 marzo, nella sua 88ma edizione, che vedrà un’esposizione di ben 106000 metri quadrati, le anticipazioni di certo non mancano. Complice qualche assenza di marchi per così dire “comuni”, quali Opel, Chevrolet, Infiniti…, resta molto più spazio per i piccoli costruttori mono prodotto (o quasi) che potranno esporre le loro serie limitate o modelli unici; alcuni dei quali come Hennessey e Polestar, già oggetto di nostri articoli. Ma tra le protagoniste ci sarà anche una vettura che ha origine nella storia dell’automobilismo italiano: la New Stratos.

Verso la fine del 2010 Michael Stoschek riportò in vita il mito della Lancia Stratos, creando una sportiva con meccanica Ferrari e look ispirato alla dominatrice dei rally degli anni 70. La commissione iniziale fu affidata a Pininfarina per la realizzazione di un modello unico su base Ferrari. Stoschek, tuttavia, puntava alla realizzazione di una piccola serie inizialmente bloccata per il diniego dei partners coinvolti e la mancata cessione della licenza per una produzione di terzi. Ad ogni modo, il progetto dell'imprenditore tedesco avrà finalmente vita: la Manifattura Automobili Torino, infatti, ha da poco annunciato di aver ottenuto la licenza per produrre una serie limitata di 25 esemplari della New Stratos. La MAT negli ultimi anni si è già dedicata a progetti esclusivi come ad esempio la SCG003S, la supercar stradale nata sulla base della SCG003C da competizione dell’imprenditore americano James Glickenhaus, e la Apollo IE, nata sulle ceneri dell’originaria Gumpert Apollo. Il Salone si propone perciò come occasione per esporre le diverse varianti della New Stratos, inoltre, saranno rivelati anche i prezzi e le tempistiche per le consegne. 

Il prototipo si basava sulla meccanica della Ferrari 430 Scuderia: il telaio, realizzato in estrusi di alluminio, aveva un passo più corto di 20 cm, così da riprendere le proporzioni della Stratos originale. Dietro all'abitacolo era presente lo stesso V8 4.3 litri della Scuderia, modificato e portato a 540 CV di potenza. Tuttavia, non potendo più utilizzare come base il pianale modificato ed il motore della Ferrari, la nuova Stratos si baserà su altre soluzioni che porteranno alla creazione di diverse versioni di Stratos. Nello specifico: “la piattaforma base che verrà utilizzata da Manifattura Automobili Torino permetterà la creazione di una GT, di una versione Safari e di una supercar adatta all’utilizzo quotidiano”.

La versione che sarà presentata a Ginevra avrà  550 CV e 519 Nm e il propulsore della versione di produzione si abbinerà a un cambio sequenziale a sei rapporti che permetterà alla sportiva di scattare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi, raggiungendo i 200 km/h in 9,7 secondi e toccando una velocità massima che, a seconda della versione, spazierà tra i 274 e i 330 km/h. L'impianto frenante, con dischi carbo-ceramici da 398x36 mm all'anteriore e da 350x34 mm al posteriore, rispettivamente abbinati a pinze a sei e quattro pistoncini, permetterà alla sportiva con carrozzeria di fibra di carbonio di fermarsi dai 100 km/h in soli 2,2 secondi. Grande attenzione alla leggerezza costruttiva dato che la New Stratos peserà solo 1.247 kg a secco così da ottenere un rapporto peso potenza di 2,3 kg/cv.

Certo è invece lo stile che resterà inalterato, con gli evidenti richiami alla Stratos originale: il tipico profilo appuntito, la coda tagliata, cofano anteriore e posteriore con apertura al contrario e lo spoiler sul tetto. Stile che non manca della possibilità di trasportare, all'interno di appositi vani creati nelle portiere, due caschi, così da sottolineare l'impostazione sportiva di questa vettura.

La produzione è limitata a 25 esemplari per altrettanti 25 facoltosi clienti, tuttavia, la MAT con la sua partecipazione al Salone potrà far ammirare la propria creazione ad un pubblico decisamente più vasto di appassionati e sognatori. Perciò, ci auguriamo che la New Stratos possa confermare le aspettative, che non si dimostri solo un eccentrico capriccio, soprattutto considerando che essendo il progetto originario datato 2010, potrebbe correre il rischio di rivelarsi un modello già vecchio e superato per questo evento 2018

 

di Ivan Buffagni

Le foto

Altri articoli