3 dicembre 2017 - Prova su strada

BMW Serie 5 GT

Appena premo il pulsante Sport i toni del quadro di bordo si fanno rossi, quel rosso aggressivo e fantascientifico che si intona con un’ammiraglia BMW di ultima generazione. Alla ripartenza dal primo stop, la ripresa si è fatta subito sorprendentemente veloce e la berlina da quasi 5 metri, prima morbida e composta, si getta sulla strada con quello che un normale gentiluomo definirebbe “un impeto d’orgoglio”.
Il termine “ultima generazione” è appropriato, in quanto mi trovo a bordo del modello che chiude l’attuale capitolo della Serie 5, prossima ad essere sostituita dalla nuova Serie 6. Si tratta, però, del modello GT che anticipa, come già in passato per altri modelli con questa denominazione, la serie che verrà.
Il termine gran turismo, su questa vettura, è legato al suo significato ancestrale di auto confortevole, affidabile e devota con eleganza ai lunghi viaggi, più che al senso più moderno di sportività.
A guardare le dotazioni e gli allestimenti le due parole che si ripetono più spesso sono “confort” e “efficient”.

La versione che sto guidando è spinta dal 520d, il 4 cilindri diesel biturbo da 190 cv e 400 Nm che offre un consumo di circa 4,5 l/100km ed emissioni di CO2 di 119 g/km. Le doti parche (ed ecologiche) della modalità Confort sono esasperate in quella Eco, ottima per la marcia in autostrada, mentre possono essere messe in secondo piano in modalità Sport. In questa modalità il Dynamic Damper Control tara gli ammortizzatori mentre il cambio Steptronic ad 8 marce gestisce gli innesti in modo più rapido e massimizzando la performance invece che l’efficienza, sia in automatico che quando si azionano i paddle al volante. Si apprezza la linearità dell’erogazione in modalità Confort, ma sembra a tratti un po’ assopita, con una dinamica precisa negli effetti ma non proprio seducente. Sicuramente l’imminente Serie 6, con alettone posteriore attivo e avvolgimento dei sedili regolabile, sposterà l’ago della bilancia in un’altra direzione.

Sebbene l’accelerazione dia soddisfazione nella monotonia delle vie di periferia, si sente che si sta guidando una vettura lunga 4,94 m, larga 1,87m e alta 1,48m dal peso di oltre 1600 kg. Come dicevo, la sportività non è la vera natura di questo mezzo e i vari accorgimenti tecnici sono puntati in direzione della comodità e piacevolezza di guida. Ad esempio l’Integral Active Steering attua una demoltiplicazione che dipende dall’angolo di sterzata sull’asse anteriore e un asse posteriore sterzante. Sotto i 60 km/h le ultime sterzano (ovviamente tramite un demoltiplicatore) in direzione opposta alle anteriori per aumentare la maneggevolezza, mentre sopra sterzano nella stessa direzione per aumentare la stabilità. L’Adaptive Drive combina la stabilizzazione attiva del rollio, garantita dal sistema Dynamic Drive, con il già citato Dynamic Damper Control per bilanciare la tendenza naturale della vettura ad inclinarsi verso l’esterno in curva. Questo permette di affrontare le curve a velocità maggiore e riduce lo spazio di arresto nel caso di frenata in curva.

Seduti in un abitacolo che riflette precisione ed efficacia più che lusso, si fa fatica a tenere nota di tutti gli equipaggiamenti che questo frutto della “ricerca dell’eccellenza” bavarese mette a disposizione. Si apprezzano però alcuni dettagli, tra i molti accessori ormai scontati su questo livello di vettura, come la possibilità di sdoppiare la funzione dello schermo centrale per, ad esempio, non perdere di vista il navigatore mentre si risponde ad una chiamata o si cambia stazione radio. Azione che, tra l’altro, è possibile eseguire tramite il Gesture Control. Si tratta di un sistema alternativo al classico “manettino” sulla plancia, in grado di leggere alcuni gesti prestabiliti, come la rotazione dell’indice per il volume. Purtroppo non abbiamo tempo di settarlo e non riusciamo a provarlo appieno.

La caterva di optional a disposizione è da bestiario medievale, o quale che sia la sua versione da XXI secolo: è possibile avere il Parking Assistant (1.220 €) che assiste la manovra di parcheggio con telecamere e radar o può posteggiare in autonomia (anche nel senso opposto di marcia con il sistema Plus). Il Driving Assistant Plus (2.880 €), invece, interviene nel traffico lento (seguendo la vettura che precede), nella guida in autostrada o nei cambi di corsia pericolosi. Interessante il “Segnalatore di sorpasso pericoloso” che, grazie al radar, segnala al guidatore la presenza di veicoli nell’angolo cieco o nella corsia vicina con un triangolino luminoso nei retrovisori e una vibrazione del volante. A seguito, poi, le varie chicche come impianto audio Bowers & Wilkins, visore notturno, ionizzazione dell’aria, rinfrescamento dei sedili in giornate calde…

Il prezzo base di circa 59.000 € della versione Business che abbiamo provato include, tra l’altro, cerchi in lega da 17”, fari e fendinebbia LED, sistema multimediale con schermo da 8,8” e i comandi al volante. Questo è più grande di quello che si trova sulle versioni Sport ed M, ma non c’è da muoverlo troppo per dirigere questa signora, comunque voluminosa, in giro per la città. Per altri 1750 € si può aggiungere il tetto scorrevole in vetro, integrando l’anima “viaggiatrice” di questa Serie 5 con i 530 litri di bagagliaio.

È considerevole, in conclusione, constatare come BMW non si sia limitata a terminare la Serie 5 con un semplice restyling ma abbia invece spinto decisamente sulla novità, sicuramente pensando al prossimo passo con la già parecchio attesa Serie 6.

di Enrico Gussoni

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