17 dicembre 2017 - Primo contatto

Land Rover Defender

All’incirca due anni fa salutavamo la Land Rover Defender, quella originale nata negli anni ’40, e l’anno prossimo, per i suoi 70 anni, la pietra miliare del fuoristrada tornerà in versione totalmente moderna. La base sarà la concept Defender DC100 del 2011 che offrirà due piattaforme da 90 in (228 cm) e 110 in (279 cm) di interasse. La sfida più grande per la nuova Defender non sarà scalare vette, ma arrampicarsi nelle vendite sulle chine di un mercato che non chiede meno di 100.000 vendite all’anno per sopravvivere. Cinque volte il picco massimo raggiunto dalla sua progenitrice.

Se fino al 2016 si era trattato di aggiornare un concetto appena post-bellico, ora si tratterà di attualizzare un prodotto iconico come fatto già da Fiat con la 500 o da BMW con il marchio Mini. Il design ricorderà in vago modo l’originale, ma si tratterà della Land Rover più tecnologica di sempre. L’obbiettivo è di offrire prestazioni degne del suo nome, se non superiori. Si partirà dal Terrain Response II che aggiorna quanto attualmente disponibile sulla Discovery. L’agilità nel fuoristrada sarà garantita dall’altezza da terra e dagli angoli di attacco, ovvero gli angoli delle massime pendenze affrontabili a partire dalla posizione in piano.

Sicuramente l’obbiettivo è quello di interfacciarsi con le attuali economie di scala di Jaguar e Land Rover, utilizzando per quanto possibile la stessa tecnologia e componentistica offrendo però un prodotto più adatto ai “puristi” che non trovano nella Evoque o nella Velar ciò che cercano. In compenso, rispetto alla precedente Defender, si cercherà di offrire uno stile aggressivo e caratteristiche appetibili anche ad un pubblico più vasto, sempre per il piano d’affari di cui dicevamo nel primo paragrafo. La prossima Land Rover non potrà permettersi di essere un modello di nicchia.

L’architettura sarà una versione di quella in alluminio del gruppo JLR, la D7u condivisa con Range Rover Sport e Discovery. Sarà possibile sfruttare questa piattaforma per modelli hard-top e soft-top e forse anche pick-up, senza trascurare eventuali versioni speciali, sia nel lusso che nelle prestazioni. Dalle dichiarazioni del capo progettista Gerry McGovern sembra che non saranno necessari snorkel o file di fari supplementari, sicuramente puntando ad un mercato più “elegante”, o “premium” come si suol dire. Insomma, magari ne vedremo una versione Bowler alla Dakar ma probabilmente sarà poco usata dai pastori delle Highlands e anche nell’esercito ormai i requisiti sono ben altri.

La nuova Defender dovrà affrontare, comunque, i suoi rivali storici: la Mercedes Classe-G, 3.0 litri V6 turbodiesel da 563 cv e 759 Nm, e la Toyota Land Cruiser, 2.8 litri da 177 cv e 450 Nm. A questi si aggiungono nuovi e vecchi concorrenti a seconda della fetta di mercato a cui si è interessati: fuori strada duro e puro o dominio del marciapiede nelle vie più esclusive del centro? Perché sì, sappiamo che, comunque vada, questo è un tipo di performance che non può essere trascurato…

di Enrico Gussoni

Le foto

Altri articoli