5 novembre 2017 - Primo contatto

Hennessey Venom F5

La velocità ha il suo fascino indiscusso. Osserviamo un’auto e affastelliamo numeri per scoprire quanto possa essere cattiva, per conoscere quali vette possa raggiungere ed è più forte di noi, la nostra attenzione è irrimediabilmente catturata. Ecco allora che scopriamo una nuova hypercar, sviluppata in America, di cui dobbiamo assolutamente informarci.

In questo caso si tratta della Hennessey Venom F5; ci fiondiamo on-line per scoprirne i segreti e, mentre attendiamo che la prima immagine appaia rallentata da un grigio buffer di caricamento, l’aspettativa cresce. Ci immaginiamo un design futuristico, spettacolare… Finisce il buffering, si esaurisce l’attrazione. Appare un’auto che almeno a prima vista non sembra proporci nulla di nuovo, può capitare, ma ancor peggio appare un po’ datata. Non dimentichiamoci che qualche mese addietro abbiamo parlato della medesima classe di auto. In quel caso, la scelta era ricaduta sulla Apollo di cui era bastato qualche bozzetto ad emozionare. Le linee sembrano un’unione della Saleen S5R del 2007 e la SSC Tuatara del 2013, anche se meno elegante.

D’accordo, l’estetica ha una componente soggettiva, va bene, non giudichiamo un libro dalla copertina. Allora cerchiamo informazioni vere e cerchiamo di vedere cosa ha da offrirci questo nuovo progetto dagli ingenti costi.

La Venom F5, la prima hypercar americana nata da un progetto completamente inedito, è stata presentata al Sema a Las Vegas. L'intero sviluppo di questo veicolo è quello della velocità massima: 301 miglia orarie, pari a circa 482 km/h. L’unico obiettivo di quest’auto è infatti quello di divenire l’auto stradale più veloce al mondo.

Interessante? Fino ad un certo punto. Un secolo fa avrebbe sicuramente fatto la differenza costruire un’auto in grado di infrangere un record di velocità, anche di poche decine di km/h, ma oggi basterà aspettare il nuovo modello della Bugatti, Koenigsegg, Apollo… e il record sarà modificato. Ed è qui il punto, quest’auto è stata volutamente costruita con l’unico, sottolineo unico, scopo della velocità di punta. Segue che nell’esatto istante in cui un qualunque modello cancellerà, fosse anche di 1 km/h questo primato, l’auto perderà ogni ragione d’essere.  

Per quanto riguarda le tecnologie impiegate, non troviamo, di nuovo, particolari passi avanti. La vettura è dotata di un V8 biturbo di 7.4 litri totalmente di alluminio capace di erogare oltre 1.600 cv, abbinato ad un cambio automatico a sette marce con frizione singola e paddle al volante; la trazione è posteriore. L’auto è costituita da una monoscocca in fibra di carbonio, il peso complessivo è contenuto e si attesta sui 1338 kg. Da qui l’aspirazione al record che sicuramente otterrà, un motore leggero, ma potente, su un’auto leggera. Un classico che non muore mai. Purtroppo al momento non riesco a convincermi che Hennessey sia lo Shelby del nuovo millennio.

Tutti si stanno affrettando a fare il confronto con la Bugatti Chiron da 1500 cv, 2.400.000€ e velocità massima stimata di 470 km/h. Ed è il confronto che alla Hannessey stanno cercando, come già fu per la Venom contro la Veyron (somiglianza voluta anche nel nome? Chi può dirlo.).
Potrebbe essere più giusto però affiancarle invece la Apollo Intensa Emozione, di cui vi avevamo parlato in anteprima, e che è stata svelata anch’essa in questi giorni. Serie ultralimitata di vettura da “prestazione pura” con prezzo a sette cifre. La particolarità della Apollo è di non essere omologabile per la strada e, quindi, utile solo per i track-day. Un giocattolo.

Ebbene sì, perché anche se i vertici della casa hanno affermato che questa vettura non voglia inseguire record ma offrire una guida performante e pura, rimane un capolavoro di ingegneria, capace sicuramente di correre al pari delle GT1 anni ’90 cui si ispira, ma dedicata solo a quello.

Ora, senza iniziare a snocciolare dati e caratteristiche, chiariamo il messaggio: siamo appassionati di motori e l’idea dell’auto “perfetta”, della pura e semplice dedizione alla velocità, ci scalda e ci eccita. Ma c’è qualcosa di intrinsecamente disturbante in queste belve milionarie di carbonio ed elettronica che ambiscono a iscrivere il proprio nome nella storia dei record o a rendere tributo a icone del passato. C’è qualcosa che stona nel processo che porta a creare un’auto senza limiti, senza vincoli… e senza scopo. Perché se si trattasse di auto da competizione, creata per sfidare in pista le rivali e dare lustro al proprio marchio ed emozionare il pubblico, il senso sarebbe ben diverso ed ogni appassionato lo sa. Invece la F5 e la IE finiranno nei garage di miliardari sconosciuti che magari le useranno su piste private lontano da rumorosi spettatori. Non sembra esserci alcuna sfida nel creare un prodotto che semplicemente non ha obbiettivi da raggiungere, nè richieste da soddisfare, che può permettersi di costare qualsiasi prezzo tanto ci sarà sempre qualche speculatore disposto a far vedere quanto può permettersela, che muoverà pochi dibattiti per qualche tempo tra i più informati e che verrà presto dimenticata, come lo fu, ad esempio, la Lotec C1000 (la prima omologata per la strada con oltre 1000 cv, ben prima della Veyron).

Diciamola tutta: interessa la prestazione? La sensazione di guida “originale”? L’emozione senza filtri? Bene, per uno zero in meno a questo prezzo si possono acquistare vetture da Formula 1 originali e con quello che si avanza le si può portare in pista con meccanici specializzati in eventi o in campionati come il BOSS. Qui su mementoexclusives potete comprare per 46.800£ il telaio della BAR Honda del 2001 di Vilneuve o una Jordan EJ13 per 420.000£ con tanto di motore e cambi originali. Dovrebbe essere un’opzione da tenere in conto, no?
Purtroppo queste super-sportive puntano ad essere vere e originali, ma sanno profondamente di finto, di parodia di leggende che sono entrate nei cuori della gente per ben altri motivi.

In conclusione è per noi chiaro che un’auto vera sia qualcosa di più dei numeri sulla carta e non riusciamo a comprendere il significato di quest’auto. Hennessey ha investito milioni per un progetto il cui unico risultato è un’auto datata, fredda e adatta ad un unico scopo. Un esercizio di stile, ma gli esercizi di stile non hanno mai conquistato davvero il pubblico, neanche dopo infuocati momenti di eccitazione momentanea. Forse sembrerà banale, ma appare niente più che il desiderio di una dimostrazione di forza in stile americano. Ad ogni modo sembra che uno sparuto gruppo di persone, forse più ricche che innamorate delle auto e delle emozioni, potrà comprarsela. La Hennessey ha previsto 24 esemplari in consegna dal 2019, a partire da 1,6 milioni di dollari, pari a circa 1.375 milioni di euro al cambio attuale.      

di Ivan Buffagni
e Enrico Gussoni

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