1 ottobre 2017 - Primo contatto

Una lotta fra "giganti"

Questa volta ho deciso di togliermi una curiosità personale e di condividerla con voi.

Ho deciso di mettere a confronto alcuni modelli di SUV secondo le seguenti caratteristiche: trazione integrale 4x4, alimentazione a diesel e cambio automatico, nella versione più “economica”.

 

I modelli analizzati sono:

-        Audi Q5 (2.0 TDI quattro)

-        BMW X3 (xDrive 20d)

-        Jeep Renegate (2.0L MultiJet 4x4 low)

-        Jeep Nuova Compass (2.0 MultiJet II 140 CV AT 4WD)

-        Land Rover Discovery (2.0 Td4 Diesel Ingenium 180 CV)

-        Mazda CX-3 (1,5 6 AT diesel)

-        Mercedes GLC (GLC 220 d 4MATIC)

-        Mitsubishi ASX (Diesel 2.2 litri automatic)

-        Skoda Kodiaq (2.0 TDI SCR 150 CV)

-        Volkswagen New Tiguan (2.0 TDI BlueMotion Technology 4MOTION 150 CV)

 

Anzitutto si nota che le cilindrate delle vetture hanno un valore piuttosto omogeneo, che si aggira nell’intorno dei 1973 cmc, con alcune eccezioni: il picco Mercedes (2143 cmc) e i due cali di Mazda (1499 cmc) e Mitsubischi (1560 cmc). Con ciò ci si rende subito conto che le qualità che fanno del SUV un vero gigante sono ben altre.

 

 Grafico "Cilindrate"

 

Scaldiamo dunque i motori e lanciamoci in una sfida dove i muscoli mostrano tutta la loro potenza e fanno raggiungere alla propria auto la loro massima velocità. Sul podio salgono subito i colossi tedeschi, Audi Q5 (211 km/h), BMW X3 e Mercedes GLC (210 km/h). Noti per il lusso, ma soprattutto per le grandi prestazioni, non lasciano nulla al caso, cercando di convincere i loro possibili clienti con primati di forza assoluta. Resta sempre all’ultimo posto la CX-3 di Mazda, che si ferma a 172 km/h. Dopotutto i suoi 105 CV di potenza massima sono forse un po’ troppo pochi per poter competere con i più esperti del mestiere. La Mitsubishi ASX invece, grazie ad una potenza di ben 150 CV, riesce a fare un bel piazzamento, arrivando a toccare i 190 km/h. In questa gara si mette in mostra, pur senza eccellere, un’altra tedesca, la New Tiguan, che sfreccia a 200 km/h. Infine, se per quanto riguarda le due Jeep e la Skoda, i risultati ottenuti sono anch’essi di tutto rispetto e in linea con le previsioni, ci si aspettava un po’ di più di grinta dal Land Rover Discovery, fermo a 189 km/h al pari della Jeep Compass, per via dell’enorme differenza di prezzo.

 

 Grafico "Velocità massima"

 

Già che abbiamo toccato il fattore economico, diamo un occhio ai prezzi di partenza di queste configurazioni di base. Dal grafico, più che trarne una conclusione, otteniamo una constatazione: la casa inglese Land Rover, abituata agli standard regali, detiene il primato con una richiesta di € 54200, che dovrà essere giustificato con la classe e l’eleganza del caso; seguono, senza troppo distacco, Audi, BMQ e Mercedes. Fra le più accessibili abbiamo la Mazda e le Jeep. Fra i prezzi di fascia intermedia rientra la Volkwagen, accompagnata dalla Skoda e dalla Mitsubishi, che tuttavia non garantiscono le medesime prestazioni della New Tiguan.

 

Grafico "Prezzi"

 

A fronte delle fasce di prezzo appena definite, proseguiamo la nostra indagine sulle prestazioni più significative per la scelta di un’auto.

 

Analizzando la reattività, che viene banalmente verificata nel test di velocità da 0 a 100 km/s, ritroviamo più o meno lo stesso andamento avuto nel test delle velocità massime. Ancora una volta ci tocca segnalare una prova poco soddisfacente del Discovery: penultimo, troppo lento per la sua fascia di prezzo. Il Land Rover infatti prende un distacco da 1.6 a 2.2 secondi dal podio tedesco, che conferma così l’alta qualità dei propri mezzi. 

 

Grafico "0-100 km/h"

 

L’autonomia, valutata nei tre casi (ciclo urbano, ciclo misto e ciclo extra-urbano), ne definisce i campi di impiego. La meno assetata è l’Audi Q5 che garantisce un’autonomia da capogiro, non solo sui tratti extra-urbani (1383 km) ma anche in città, dove non scende sotto i 1226 km. Segue la BMW X3, che tuttavia resta ferma ben 95 km prima sui tratti extra-urbani, e il distacco aumenta a 128 km nei tratti urbani; il tutto però con un’autonomia media di ben 1200 km. Al terzo posto troviamo, finalmente, il Discovery, che si dimostra un pochino più assetato in città (1069 km), mentre arriva di poco dietro alla primatista Q5 nei tratti extra-urbani (1375 km); se avete scommesso sull’auto britannica almeno potete fare lunghi viaggi in tutta tranquillità. Al quarto posto la Mercedes GLC e al quinto Volkswagen Tiguan; quest’ultima conferma di essere un’auto di grande valore e dai costi contenuti. Le auto di fascia medio-bassa come la CX-3, l’ASX e la Kodiaq hanno anch’esse autonomie molto elevate, seppur perdendo un po’ di terreno rispetto alle precedenti. Le autonomie delle due Jeep invece risultano di molto inferiori, complice di ciò il serbatoio molto meno capiente (48 e 51 litri, ossia dai 10 ai 15 litri in meno rispetto alle altre) e consumi nella media.  Il vuoto lasciato va da un minimo di 150 km ad un massimo 500 km, davvero tanti, ma almeno giustificati dal prezzo, che ricordiamo essere quello più accessibile.

 

Grafico "Autonomie chilometriche"

 

Altro elemento da tenere in grande considerazione, in un mondo che vuole e deve diventare sempre più “green”, sono le emissioni di CO2 [g/km], che ne determinano, oltre alla classe energetica, la buona riuscita pubblicitaria. Se è vero infatti che le case automobilistiche hanno nel cassetto almeno un progetto “full electric” per il 2019-2020 e che tale progetto prevede sempre la possibilità di ricarica attraverso la rete domestica, è anche vero che le grandi distanze non sono ancora percorribili con le sole energie rinnovabili; dunque è necessario che le autonomie elevate, ottenute da consumi sempre più ridotti, debbano essere accompagnate da una congrua attenzione alle emissioni di CO2 e gas combusto in genere.

 

 

Con grande amarezza notiamo i 163 g/km di CO2 emessi dal Discovery, che con tale dato risulta essere il più inquinante. Le Jeep, l’ASX e la Kodiaq, con emissioni comprese fra i 148 e i 152 g/km si pongono in una posizione neutrale. Grande attenzione invece da parte di Mazda, che riduce le emissioni a 136 g/km, mentre la New Tiguan, forse anche per le dimensioni stesse dell’auto, si stabilisce sui 139 g/km. Sempre su un altro livello la Q5, la X3 e la GLC, che certificano le loro emissioni a quota 129 e 132 g/km, dimostrando una qualità e un’attenzione al dettaglio consone al prezzo di listino.

 

Grafico "Emissioni CO2 - Ciclio Misto"

 

Le ruote e gli pneumatici di serie invece danno l’idea del carattere più o meno sportivo che assume il nostro SUV. In particolare abbiamo:

 

Auto

Diametro

Audi Q5

17’’

BMW X3

18’’

Jeep Renegade

17’’

Jeep Compass

17’’

Land Rover Discovery

19’’

Mazda CX-3

18’’

Mercedes GLC

17’’

Mitsubishi ASX

18’’

Skoda Kodiaq

17’’

Volkswagen New Tiguan

17’’

 

Si conferma la predisposizione sportiva della BMW, nota per essere una grande scalatrice. Mazda e Mitsubishi provano a mettere in campo tutta la loro aggressività a prezzi più contenuti, garantendo un buon comfort anche su strade accidentate. Ovviamente il fascino e l’esuberanza inglesi non passano inosservati con i cerchi da 19’’ di serie e tutte le possibili opzioni con diametri dai 20’’ ai 21’’, abbinati a sospensioni sportive.

 

Detto ciò dobbiamo considerare le diverse classi di comfort e la tecnologia offerti dalle configurazioni standard. In particolare, mentre per l’Audi, la BMW, il Land Rover, la Mercedes e la Volkswagen, si tratta del primo modello offerto (secondo i requisiti da noi imposti in partenza), dunque di gran lunga migliorabile, per le altre case tali requisiti rappresentano già un confort medio-alto e in alcuni casi il migliore sulla piazza. Qui se ne coglie la vera essenza del SUV e si definiscono gli obiettivi personali, secondo le proprie necessità, i propri gusti e le proprie possibilità.

 

 

Una lotta fra giganti quindi che viene suddivisa in veri e piccoli giganti, ossia fra coloro che da sempre hanno sviluppato la filosofia del SUV e che ora guidano la classifica sotto ogni punto di vista, perché intenti a soddisfare ogni necessità e capriccio dei clienti più esigenti; dall’altra coloro che, con lo scopo di offrire una filosofia differente, guardano e imitano, da lontano, la maestosità dei loro predecessori.

di Rebecca Rossi

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