22 ottobre 2017 - Primo contatto

Polestar 1

Oggi, dopo il cambiamento radicale iniziato nel 2010 con l’acquisizione da parte del gruppo cinese Geely, Volvo intende alzare l’asticella delle proprie ambizioni. Coniugando stile europeo, potenza ibrida e tecnologia innovativa, mira ad attestarsi quale eccellenza nel mondo delle alte prestazioni. Per raggiungere l’obiettivo, Volvo e Geely hanno annunciato un notevole investimento dell’ordine di 600 milioni di euro per sostenere la fase iniziale di sviluppo di Polestar. Fino ad ora, la Stella polare è stata una divisione speciale di Volvo, come M per BMW o AMG per Mercedes, con il compito di sviluppare ulteriormente le auto di serie. Ora però Polestar sarà un marchio a sé stante e a Shangai è giunto il primo modello in anteprima che dovrebbe approdare sulle strade nel 2019.

La Polestar 1 sarà prodotta in Cina nello stabilimento di Chengdu. La base è la piattaforma Scalable Platform Architecture (SPA) di Volvo, tuttavia la neonata casa afferma che oltre il 50% della tecnologia a disposizione dell’auto è del tutto inedita. Lo stesso CEO Thomas Ingenlath ha più volte rimarcato come Polestar debba essere considerato un marchio del tutto autonomo. Tra alcune soluzioni degne di nota segnaliamo: il telaio in fibra di carbonio, sospensioni elettroniche a controllo continuo di Öhlins e la presenza del doppio motore elettrico al posteriore per distribuire indipendentemente la potenza sulla singola ruota al posteriore. I freni sono firmati Akebono, e dovrebbero garantire una tempestiva forza frenante con pinze a sei pistoncini all'avantreno e dischi ventilati da 400 mm di diametro.

Dunque lasciamoci prendere dall’entusiasmo nel leggere alcuni dati sulla propulsione di questa lussuosa coupè. La Polestar 1 può contare su 1000 Nm di coppia e una potenza complessiva di 600 cavalli, garantiti dai due motori elettrici, montati appunto sull'assale posteriore (218 cavalli totali), che lavorano congiuntamente ad un motore termico quattro cilindri 2 litri da 320 cavalli, quest'ultimo montato sull’asse anteriore. Complessivamente si ha perciò una vettura a trazione integrale in grado di raggiungere una velocità di punta limitata a 250 km/h con un’accelerazione sullo 0-100 di 3,8 secondi. In accordo con la visione e l’immagine del gruppo per raggiungere l’obiettivo di auto a zero emissioni, i tecnici affermano che la vettura è in grado di percorre 150 km in modalità completamente elettrica e di poter raggiungere i 160 km/h senza l’intervento del motore termico.   

La Polestar 1 mostra uno stile in comune con i più recenti modelli Volvo, soprattutto nel frontale e nel cofano. Internamente, i posti anteriori appaiono spaziosi, mentre quelli sul divano posteriore potrebbero risultare meno confortevoli dato che parliamo comunque di un coupè 2+2. Quel che è certo è che sarà confermata la ricercatezza e l’eccellenza di materiali e rifiniture richieste dal segmento. Di contro il bagagliaio sembra offrire una buona capacità di carico, verosimilmente una caratteristica ereditata dal marchio Volvo.

Non volendo far mancare nulla in termini di desiderio del nuovo, non solo l’auto ma anche la formula di vendita risulta particolare. La Polestar 1 rimarrà anzitutto un prodotto non comune dato che la produzione è fissata in un massimo di 500 esemplari l'anno. Ad ogni modo nel caso ci si stesse domandando il prezzo di acquisto, ogni stima è superflua perché in realtà Polestar ha previsto la formula dell'abbonamento con rata mensile comprensiva anche dei servizi. Si parla di contratti della durata di due o tre anni di utilizzo, dopo i quali bisogna restituire la vettura o rinnovare il contratto. L’importo della rata mensile non è nota. L’auto potrà essere visionata nei Polestar Spaces, ma tanto la configurazione quanto l’ordine sarà esclusivamente on line. Inoltre sarà disponibile la tecnologia Phone-As-Key, con cui il proprietario sarà anche in grado di condividere la vettura con altre persone senza il passaggio della chiave. Al momento gli ordini sono aperti, sfortunatamente l’Italia è però ancora esclusa dai paesi in cui sarà commercializzata; perciò anche se l’auto sarà disponibile dal 2019, in Italia forse si dovrà attendere ancora di più per poterla avere o ammirare.

di Ivan Buffagni

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