8 ottobre 2017 - Primo contatto

Gizmo GZ1

Si sente, non così lontano, il rombo dei motori all’autodromo di Monza per la fine del venerdì di prove libere. Si deve disputare la tappa brianzola del campionato GT Open e dei campionati di contorno, ma sono qui per una categoria diversa.
Sono all’RC Vedano per assistere ad una gara endurance di tre ore “DTM” per automobili radiocomandate in scala 1:10. Ad aspettarmi c’è Guillaume (pron. ghiom) Herve, un ingegnere meccanico franco-texano che è al Politecnico di Milano per proseguire gli studi. È stato lui a farmi scoprire questo “motorsport in miniatura” che si disputa con modelli molto lontani dai semplici giocattoli.
Infatti si tratta di veri e propri gioielli di ingegneria di dimensione ridotta: praticamente ogni parametro meccanico che può essere regolato su un’auto vera può esserlo anche qui: camber, caster, toe, rigidità di molle e ammortizzatori, rigidità torsionale del telaio, distribuzione dei pesi, aerodinamica…

Piuttosto che perderci in una lunga introduzione per i neofiti, però, è meglio iniziare subito presentando la co-protagonista di questo servizio: una Gizmo GZ1, vettura di classe “Modified”, la più estrema.
Il telaio in fibra di carbonio (ebbene sì, altro che modellini di plastica!) offre una soluzione unica sul mercato: il piccolo motore elettrico è montato trasversalmente al centro della vettura, mentre di solito si trova asimmetricamente e longitudinale. Questo permette un ottimo bilanciamento della vettura grazie anche alla migliorata tecnologia delle batterie che consente di usarne una più piccola. La trasmissione, invece del consueto ed economico albero, utilizza due ruote dentate collegate a due pulegge per le rispettive cinghie anteriore e posteriore. Le automobili RC (remote controll)touring car” sono infatti a trazione  integrale.
Questa rivoluzione brevettata dalla Gizmo ha riportato in vita la compagnia, fallita qualche anno fa: un garage e macchine CNC in grado di tagliare la fibra di carbonio. Guillaume, “G-man” nell’ambiente, è in pratica un pilota ufficiale Gizmo Racing in quanto collabora allo sviluppo del mezzo con tanto di modelli CAD e, ovviamente, prove in pista.
Quella di oggi è una gara informale, in cui l’obbiettivo è soprattutto divertirsi, e mentre G-man mi illustra i servo-sistemi della sua GZ1, intorno a noi la tensostruttura di lato della pista continua a riempirsi di nuovi arrivati. Questi iniziano ad allestire le proprie postazioni con piastre di riferimento per il montaggio, mini-banchi di misura per il set-up, scatole di componenti e di attrezzi… un armamentario davvero notevole.

Guillaume ha iniziato a correre con i modelli radiocomandati dotati di motore a scoppio (0.12 cmc e 1,5 cv) dieci anni fa. Erano molto meno “user friendly” di quelli elettrici perché richiedevano una messa a punto molto più attenta sul lato motore e anche la manutenzione era di conseguenza più minuziosa. Finita la prima tornata di studi e iniziato il lavoro G-man ha deciso di tornare alla sua grande passione in miniatura ma, nel frattempo, l’evoluzione delle batterie LiPo aveva spostato l’ago delle prestazioni (e del mercato) a favore dell’elettrico.
Si può quindi intuire come, oltre alla parte meccanica, ci sia una rilevante componente di elettronica che aumenta ulteriormente le possibilità di settaggio: sensibilità dei comandi sul rilascio di potenza e sulla frenata, sensibilità dello sterzo, parametri di controllo della radio…
E se le scatole di diversi pneumatici, molle, pistoni, olio per i differenziali e alettoni non vi bastassero ce n’è anche per i chimici: a seconda del tipo di tracciato si usano, infatti, degli additivi da spalmare sugli pneumatici per attivare le migliori caratteristiche della gomma. Queste sostanze possono esser acquistate pronte ma c’è anche chi si prepara la sua “salsa” personale di gara in gara.  <It’s a war – dice Guillaume – This is Breaking Bad!>
L’ambiente, anche quando è competitivo, rimane però molto solidale e piacevole: si conoscono persone con la stessa passione e ci si scambiano consigli o utensili.

Dopotutto stiamo comunque parlando di uno sport con campionati nazionali e internazionali: i week-end di gara vedono a volte centinaia di contendenti divisi in varie categorie e turni con prove libere, qualificazioni, eliminatorie e finali. Le gare sono solitamente delle “flat-out” di 3 o 5 minuti in cui le batterie e i motori vengono spremuti al massimo. Addirittura le batterie vengono caricate con voltaggi superiori a quelli di targa: alla fine della gara sono da buttare ma le prestazioni sono pazzesche. Mentre le Stock toccano i 70 km/h circa, le Modified possono sfrecciare anche a 110 km/h sui rettilinei più lunghi. Su YouTube ci sono vari video di  tizi che hanno messo una action-cam su una Modified: cercatelo per avere un’idea dell’accelerazione laterale!
I piloti guidano queste schegge da una balconata che domina il tracciato, sopra la “corsia box” dove si discutono le modifiche di assetto. La difficoltà sta nel fatto che il pilota è fermo mentre la macchina gira, quindi la destra e sinistra relativa cambiano in continuazione. Bisogna prenderci la mano.
Vero è che l’osservare da fuori la vettura permette di valutarne meglio il comportamento.

La gara di oggi è per vetture “Rally Legend”, più semplici della GZ1, con componenti in metallo e plastica. Le carrozzerie sono riproduzioni in scala di modelli reali, mentre di solito nelle classi Stock, Super-stock e Modified le carrozzerie sono inventate dal costruttore. Le varie categorie differiscono per le limitazioni regolamentari su peso, dimensioni, potenza del motore. Un caso a parte è la categoria Formula 1, molto popolare in Italia, con repliche della massima formula a sola trazione posteriore. Molto leggere e molto potenti.
Mentre in pista già si fanno prove su prove (che bello vedere una Alfa Romeo 155 V6 in lotta con una Peugeot 406 ST!), sui tavoli si continua a montare e settare. Il Team Joest, con la Opel Astra di Keke Rosberg, a fianco a noi lavora alacremente, ovvero senza esitare qualche martellata, per mettere in pista il proprio modello mentre di fronte a noi il compagno di squadra di Guillaume sta riempiendo di lubrificante la Lexus GT3 alla guida della quale si alterneranno questa sera.

Ma parliamo di costi: è una disciplina meno dispendiosa del karting ma richiede comunque un certo investimento di denaro e tempo per farlo fruttare. <È un hobby – continua Guillaume – e quindi ognuno può spenderci quanto desidera scegliendo una categoria più o meno estrema.>
L’auto di per sé costa qualche centinaio di euro ma il grosso, come nelle competizioni vere, sta negli “annessi e connessi” come utensili, pezzi di ricambio, telai di scorta o di prova con relative carrozzerie, batterie, gomme, caricatori e tutta la componentistica elettronica. <Oggi si sarebbe corso anche sul bagnato>  mi dicono, ma Guillaume aggiunge che <Di solito si evita, perché se friggi un controllo di velocità con l’acqua sono oltre 200€ di spesa.>

Il mondo è bello perché è vario, anche nelle dimensioni. Per questo, se vi capiterà di andarvi a vedere qualche prova libera a Monza il venerdì,  consiglio di fare un salto all’RC Vedano per conoscere di persona questo divertente e interessante mondo delle competizioni a quattro ruote. Se poi non avete il budget per competere nell’Italiano GT, questa potrebbe comunque essere una buona palestra per affinare le vostre doti da futuro ingegnere di pista o anche solo per condividere in modo più tecnico e profondo la vostra passione con tanta altra gente a dir poco simpatica.

di Enrico Gussoni
foto di Enrico Gussoni

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