25 ottobre 2017 - Primo contatto

Evoluzione GT

Era il 2013 quando iniziò a girare sul web il rendering a computer di quella che avrebbe dovuto essere la “nuova Lancia Delta” o, per lo meno, un sincero tributo alla regina dei rally anni ’80. L’opera si fece notare prepotentemente e, forse per la completezza del lavoro, per la forza delle linee e per il grande affetto che gli appassionati nutrono per il “deltone”, la discussione attorno a quelle immagini si fece intensa e arrivò perfino sulla stampa di settore. Dall’anno scorso, grazie al lavoro di Enrico Cerfena e dell’imprenditore Luigi Renna, esiste una vettura funzionante ispirata a quel design: la Evoluzione GT.
Abbiamo avuto il piacere di farci raccontare dallo stesso Cerfena, preparatore di vetture da competizione a ruote coperte, kart e formule , come questa vettura sia solo il primo passo. Lo Step1.

Partiamo giustamente dal principio: chi sono gli artefici iniziali del progetto (dal "foglio bianco") e qual è stato il loro percorso precedente a questo?

L’autore del primo concept tridimensionale fu Angelo Granata. Ne venni a conoscenza tramite un amico e contattai Granata con l’idea di realizzare un modello in scala 1:5. Cercando delle aziende che avrebbero potuto supportarci, però, queste spinsero per qualcosa di più. Durante una gara nel Salento conobbi Luigi Renna, proprietario di WEB Composites e RAV Aerospace nonché grande appassionato di auto. Aveva già letto del nostro progetto su Elaborare e vide che c’era una buona base di partenza per costruire qualcosa, nonché l’indispensabile serietà e volontà. Nacque così l’idea di creare una piccola linea di produzione automotive in Puglia a partire dall’infrastruttura di RAV e WEB Composites.
In 85 giorni realizzammo il modello da presentare alla manifestazione “Regina per sempre”, dedicata appunto alla Lancia Delta, a Jesolo.

Il primo passo fu l’ingegnerizzazione della vettura (ovvero il passaggio dal disegno al prototipo reale). Scegliemmo come base il telaio della Fiat Stilo, per le proporzioni, in versione tre porte, per la maggiore rigidità. Progettare un’auto dovendola adattare ad una base già esistente è forse più difficile che partire da zero: abbiamo portato il telaio a nudo (e in questo modo si può capire come la struttura della Stilo, in realtà, non sia affatto male) e studiato come reinventare tutti gli attacchi dei componenti interni e della carrozzeria. Questo comportava uno studio di industrializzazione, ovvero di come produrre materialmente il prototipo.
Bisogna specificare che non si è trattato di una casa automobilistica che ha usato tecnologie aerospaziali, ma di un’azienda aeronautica che ha costruito un’automobile. Si tratta di un progetto open-source a cui ha collaborato una squadra di volontari qualificati. Potremmo parlare di un centro stile “delocalizzato” in cui tante persone aggiungono mano a mano i vari pezzi.

Questo modello è stato denominato Step1 e ci ha permesso di testare le capacità industriali delle due aziende nel passaggio da aerospace ad automotive, nonché organizzare le mansioni interne. Il risultato è un prodotto industriale completo, “le portiere si aprono e si chiudono” ed è possibile usarla per i test delle sospensioni come dei vari materiali compositi.
Abbiamo avuto alcune richieste da vari collezionisti per una piccolissima serie. Ovviamente i numeri dovrebbero essere sufficienti, se non per coprire la spesa, almeno per ammortizzarla. Infatti la produzione di queste vetture “quasi one-off” è molto costosa. In ogni caso si tratta di una vettura omologabile per l’uso stradale o utilizzabile in pista.

Avete presentato pochi giorni fa il modello in scala della Step2. Cosa succederà ora?

Partendo dall’esperienza fatta e ascoltando anche i pareri ricevuti dalla rete, abbiamo evoluto il concetto “quasi Delta”, o comunque di quel tipo di vetture degli anni ’80, cercando di avvicinarci ai commenti degli appassionati e svincolandoci nelle forme con un telaio completamente nostro. Si tratterà della prima vettura quattro posti con un telaio monoscocca in carbonio e motore posteriore. Questa unicità sarà un aspetto su cui faremo leva aggiungendo altri materiali compositi, di derivazione aeronautica, più economici ma altrettanto resilienti.

È difficile "categorizzare" una vettura come la vostra, ma, se si dovesse, in che settore la collochereste? Chi sarebbero i vostri clienti?

La fascia di mercato sarà medio-alta, anche se sarà disponibile una versione più accessibile come prezzo. Sicuramente non è semplice dare una valutazione economica ad un prodotto la cui connotazione simbolica e passionale è così marcata: non si tratta di vedere quanto si è speso, dividere per il numero di vetture e basta.

Cosa si può dire, più precisamente, rispetto al contenuto tecnico e prestazionale della Evoluzione GT-Step2, denominata Evoluzione GT4 Heritage?

Innanzitutto c’è in progetto una trazione ibrida con un motore posteriore termico assistito da un’unità elettrica che stiamo sviluppando. La soluzione prevede di riutilizzare il surplus di potenza del motore termico per ricaricare le batterie quel tanto che basta per dare una spinta aggiuntiva nei momenti di necessità. Il tutto sarà gestito dalla centralina ma prevediamo che la Step2 potrà percorrere anche brevi tratti (ad esempio in città) in modalità solo elettrica.
Al momento il motore che stiamo adottando è un 4 cilindri turbo di produzione italiana, ma non essendo noi dei costruttori di motori stiamo ancora valutando la scelta migliore. Siamo in contatto con varie case per discutere i termini di utilizzo. Un aspetto cui dovremo fare attenzione sarà quello delle prossime norme anti-inquinamento. Per dare un ordine di grandezza possiamo dire di essere intorno ai 300 cv.
Il sistema di sospensioni sarà a quadrilatero con ruote indipendenti. Utilizzeremo l’Ergal di derivazione aeronautica per una maggiore resistenza a parità di masse sospese.
La distribuzione dei pesi cui puntiamo è 50:50 ma dipenderà dall’unità elettrica e, in particolare, dalla disposizione delle batterie.

Abbiamo detto giustamente che il significato di questa vettura ovviamente fa sì che il discorso attorno ad essa non sia solo economico, ma come si concilia un progetto di questa portata con una piccola serie? Immaginiamo che la natura di WEB Composites, legata all'ambito aerospace (quindi relativamente pochi pezzi molto complessi e costosi), sia particolarmente adatta in merito. Avete soluzioni particolari a riguardo?

L’investimento finora è stato cospicuo, sì, ma Renna è interessato (e ci sta riuscendo) a creare un indotto produttivo locale per poter realizzare altri progetti simili in futuro. Il punto di partenza sarà la piattaforma altamente versatile offerta dal nostro telaio altamente versatile (seppur non possiamo ancora darne tutti i dettagli) in carbonio. Possiamo realizzare altre vetture a quattro posti ma anche delle supercar a due posti. Ciò fa sì che tutto il lavoro che abbiamo fatto finora potrà essere applicato ad altri progetti senza dover riprogettare completamente il telaio.
Sulla scia di questa esperienza è nato il Centro Stile e Gusto Italiano. Si tratta di un’occasione di incontro tra progettisti o designer e aziende. Tra i partner di evoluzione GT se ne contano, oltre alle due già citate, almeno altre 16, con anche grandi nomi del calibro di Brembo, Continental e Sparco.
WEB Composites, poi, sta già lavorando al progetto Mantis, una sportiva in serie limitata nata da una richiesta dai paesi arabi.

È giusto, a questo punto, fare una riflessione sul fatto che, oltre agli entusiasti, in molti si sono espressi riguardo a questo progetto con scetticismo o forti critiche. Però rimane il fatto che c’è chi si è dato da fare per realizzare davvero qualcosa affrontando problemi reali e trovando soluzioni vere. Cosa ti senti di dire in proposito?

Io, personalmente, ci tengo a dire che ho investito questi ultimi cinque anni, oltre al mio lavoro e alle mie attività nel motorsport, per partire da zero. Letteralmente da zero: ho pure dovuto cambiare il portatile per stare al passo con la mole di lavoro dei miei collaboratori. Alla fine, però, abbiamo realizzato un prototipo finito partendo semplicemente da un’idea a computer e penso di poterne andare fiero. Ora, però, voglio condividere tutto ciò con altri che vogliano fare lo stesso.

di Enrico Gussoni

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