20 settembre 2017 - Primo contatto

Techrules Ren

Uscita allo scoperto al Salone di Ginevra di marzo 2017, è il simbolo dell’auto sportiva di lusso e della tecnologia elettrica. La sua importanza e rivoluzionarietà, specie per la presenza di turbine di origine aeronautica, ne fanno una delle auto più attese sul mercato. Coloro che potranno permettersela, potranno sognare in grande perché, dopo l’uscita in versione “pista”, la Ren verrà convertita ad uso “cittadino" ma, ahimè, con sole 10 unità annue.

Per i semplici fan, quale sono anch’io, cercherò di farvi “assaggiare”, passo dopo passo, le potenzialità e la bellezza di questa belva di macchina, di proprietà cinese ma di progettazione ed eleganza italiani. La Ren nasce dalla combinazione della ricerca dell’azienda cinese Techrules, che ha sviluppato il sistema TREV (Turbine-Recharging-Electric-Vehicle), della progettazione aerodinamica e del design ad opera di Fabrizio e Giorgetto Giugiaro e della produzione torinese Gianetti.

La scelta del nome “Ren” spiega l’anima e l’essenza dell’auto. “Rén” infatti è una parola cinese, introdotta dal filosofo Confucio, costituita dal radicale “uomo” a sinistra e dal segno “due” a destra, che significa che l’uomo non è mai solo ma è sempre accompagnato. L’uomo, per Confucio, diventa tale solo quando si pone in relazione con gli altri. Il fatto che quest’auto sia stata chiamata Ren ci anticipa, involontariamente, la relazione armoniosa fra meccanica, dinamica ed estetica, ossia “un tutt’uno”. La carrozzeria, in carbonio monoscocca, integrata e progettata in funzione della meccanica che va a rivestire, ottiene livelli di efficienza aerodinamica fra i più alti mai registrati. Degno di nota è l’estrattore inferiore che copre tutta la larghezza dell’auto. I gruppi ottici al laser, quelli anteriori, e al LED, quelli posteriori, le donano uno “sguardo” unico e inconfondibile.

Dal punto di vista propulsivo abbiamo 4 motori elettrici, fra loro indipendenti, da 160 KW ciascuno, due anteriori e due posteriori, che consentono alla vettura di sfrecciare con una dinamica perfetta (bilanciamento ben riuscito, grazie alle coppie fornite alle singole ruote e non a coppie di ruote anteriori-posteriori o interne-esterne); oltre ad un motore range-extender dato dalla turbina a regime costante, avente un massimo di 97000 giri/minuto e rapporto di compressione sempre elevato. La riuscita del progetto a turbina si deve al cambio di strategia radicale effettuato da Techrules: ha slegato i giri di turbina dai giri delle ruote; un vincolo che faceva calare irrimediabilmente il rapporto di compressione ogni qualvolta che la corsa veniva arrestata o anche solo frenata, con conseguenti consumi spropositati ed insostenibili. La turbina, situata in zona centrale e posteriore, è alimentata da due serbatoi da 45 litri, localizzati nella zona centrale. L'assetto è gestito da sospensioni derivanti dall’ingegneria della Formula 1, con molle orizzontali e regolabili secondo le necessità.

Permettetemi ora una piccola digressione sul TREV system.

Il TREV (Turbine-Recharging-Electric-Vehicle) è un sistema ibrido di propulsione, che sfrutta un generatore, su una microturbina. La turbina muove un generatore, che va ad alimentare una batteria, la quale alimenta i motori elettrici responsabili della trazione. Inoltre, l’aria fredda che confluisce verso la turbina attraversa uno scambiatore di calore che le trasferisce il calore dei gas di scarico col fine di migliorarne il rendimento, prima di essere compressa a valle della camera di combustione. Il successivo innesco del carburante (in questo caso il diesel) genera un flusso ad altissima velocità, che, mentre in aeronautica  è direttamente sfuttabile per aumentarne la velocità di volo, in campo automobilistico, deve subire ulteriori passaggi. Una volta avvenuta l’espansione, il flusso di gas combusto passa per lo scambiatore e cede all’aria fresca il calore, prima di essere definitivamente espulso in atmosfera. Tutto ciò però non è ancora sufficiente: la turbina, infatti, ruotando fa muovere sul suo stesso albero un generatore che produce energia elettrica. L’energia elettrica prodotta viene immagazzinata dalle batterie agli ioni di litio, che a loro volta alimentano i singoli motori. La decisione cardine, che ha fatto di questo tentativo un successo, è stata quella di non convertire l’energia chimica del carburante in energia meccanica per far muovere le ruote, ma di rendere le due azioni indipendenti, trasformando l’energia meccanica in energetica utilizzabile da motori elettrici. L’elevata efficienza risultante da ciò è dovuta ai minimi attriti interni, mentre la condivisione dell’albero fra turbina e generatore consente una riduzione di momenti torcenti (ruotano alla stessa velocità) e di peso.

Tornando alla nostra Ren, guardiamo più da vicino i dettagli interni: il pilota ha a sua disposizione un volante da competizione che, per questioni di sicurezza, ha funzioni ridotte rispetto alla versione corsaiola. Fra gli aspetti regolabili vi sono la trazione (TCS), le modalità di lavoro dei motori elettrici e, ovviamente, i giri di turbina. Fra le opzioni proposte per la configurazione passeggeri vi sono quella monoposto centrale, due o tre posti affiancati.
Un’auto di questo livello è di fatto personalizzata secondo le richieste dei facoltosi clienti e, a fronte della versione base decapottabile ed elettrificata in perfetto stile “Top Gun”, vi è anche una variante totalmente scoperta ed utilizzabile solo a basse velocità. Anche i tessuti interni rientrano nelle opzioni personalizzabili e c’è solo l’imbarazzo della scelta fra un cuoio artigianale, l’Alcantara, il Denim della Pantaloni Torino e molti altri ancora.

Il peso complessivo è di 1680 kg, con un rapporto peso/potenza di 1.75 kg/KW che rende esplicito lo spirito sportivo di Ren, capace di raggiungere i 100 km/h in soli 2.5 secondi. La velocità massima è limitata a 320 km/h sulla versione stradale, a causa della tipologia di pneumatici adottabili. L’autonomia di è di 1160 km, con valori di emissione di CO2 che rispettano già le normative 2022 (106 g/km); le sole batterie agli ioni di litio forniscono un’autonomia di 200 km.

L’azienda Techrules ha già annunciato che, in futuro, verrà presentata e commercializzata una versione full-electric della Ren, nota molto positiva, dato che dal punto di vista ecologico la versione ibrida diesel-elettrico non è fra le più idilliache. 

di Rebecca Rossi

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