23 agosto 2017 - Primo contatto

Praga R1R

Torniamo “a tutto gas” dalla breve pausa estiva e, per ravvivare questa ripartenza, torniamo a parlarvi di quelle vetture pazzesche di cui vorremmo avere quantomeno il modellino sulla mensola in camera.
Negli ultimi tempi vi abbiamo raccontato di auto elettriche, auto volanti e innovazioni simili. Oggi invece vi portiamo a scoprire un'auto che è sì un concentrato di tecnologia, ma soprattutto è un'auto costruita con il semplice scopo di essere velocissima: la Praga R1R.

Si tratta della versione street legal della vettura da corsa Praga R1 e qualcuno ha osato definirla “l’auto da strada più veloce al mondo”, sebbene chiunque avesse in mano il libro dei Guinness World Record o un qualsiasi motore di ricerca sosterrebbe il contrario. Il costruttore non riporta, infatti, la velocità massima di questo modello, ma quasi sicuramente non raggiunge il meglio di Bugatti, Hannessey, Koenigsegg e compagnia. Ma allora perché questa affermazione?
Sostanzialmente perché (e se siete dei veri esperti di automobili non potete negarlo) la velocità massima di una vettura è un dato di per sé insufficiente (per non osare a dire “irrilevante”) . Infatti i record più o meno ufficiali del “club dei 400km/h” vengono raggiunti su circuiti di collaudo immensi o su piste di decollo lunghissime. Non è certo un parametro da “vita reale”.

La velocità che si intende qui non è un numero ma un’attitudine, un modo di essere più che un risultato.
La R1R è spinta da un motore Renault Sport 4 cilindri turbo derivato dalle monoposto di Formula 2.0 litri del 2010. Eroga 390 cv e 530 Nm per 670 kg: 557 cavalli per tonnellata, che garantiscono uno 0-100 km/h in meno di 3 s. Il cambio è sequenziale Hewland JFR a sei marce sequenziale semi-automatico montato longitudinalmente come il motore.
Ma non è solo il motore ad essere da corsa, come dicevamo l’intera auto deriva interamente da un prototipo track-only che ha già colto diverse vittorie e record in competizioni per vetture GT “open”, ovvero le classi in cui i regolamenti sono più liberi. In campionati come il DMV GTC la Praga ha potuto confrontarsi anche con la Pagani Zonda GR.
L’esperienza maturata dagli ingegneri di Praga nei prototipi LMP2 a Le Mans, con nomi come Sebastian Loeb e Lotus, ha dato origine ad un telaio interamente in carbonio con un’aerodinamica raffinata, estrema e bellissima da vedere. La R1R potrebbe viaggiare capovolta già a 200 km/h, il che la rende dannatamente veloce in curva. La R1R genera fino a 3G di accelerazione laterale.
Inutile dire che l’esperienza nelle competizioni fa si che gli standard di sicurezza siano elevati al pari delle prestazioni.

Ora, non si tratta di certo della prima auto da corsa “convertita” all’uso stradale. La Radical basa su questo mercato la sua intera offerta e la Ford è arrivata a vendere la FF200, una versione stradale con tanto di fari della sua formula monomarca. La costante di queste vetture è che, come diceva il Drake “non serve siano belle, basta che vincano”. Ebbene la R1R è anche bella. Certo, a modo suo, ma l’aerodinamica ha tracciato linee aggressive ma anche sensuali. I due componenti del frontale si gonfiano come razze in caccia sui fondali marini, mentre il posteriore rastremato come su una monoposto mette in risalto la meccanica delle sospensioni, velata appena dal passaruota. Gli specchietti retrovisori montati sopra il parabrezza e l’alettone a tutta larghezza sono altri dettagli entusiasmanti visto che di solito in queste versioni “castrate” si tende a limitare certe soluzioni.
Ma è proprio questo il punto: la R1R non appare per nulla castrata rispetto ad un’auto da corsa, eppure ha partecipato anche a viaggi di centinaia di chilometri come il Gunball 3000 e quel pazzo di Jon Olsson, lo sciatore conosciuto sul web per le sue supercar incredibili, l’ha portata pure su una pista di sci innevata.
È stato lui a dire, seduto in una versione monoposto della R1R, che “a confronto una Lamborghini sembra un comodo autobus”. Detto da uno che ha messo circa 1000 cv su una Audi RS6 e guidato in lungo e in largo una Ultima GTR Rebellion è un signor complimento.


Gli interni della R1R sono tipici di un’auto da corsa: si può avere un unico sedile centrale o due affiancati, il volante è da prototipo, pieno di levette e leggerissimo. Sopra i parabrezza stanno i pulsanti e le levette per l’accensione, particolare degno del Saturno V più che di una supercar ma di certo non guasta.
I sedili sono avvolgenti con cinture a sei punti di aggancio e la seduta è completamente avvolta nel carbonio del telaio per rendere tutt’uno con la vettura: il sedile è reclinato e si sta praticamente sdraiati con le ginocchia quasi all’altezza delle spalle. Allo stesso tempo le finiture sono pregiate, con il bellissimo logo Praga e il leone rampante che svettano elegantemente. È un connubio di prestazione e stile che ricorda le meravigliose creazioni di Horacio Pagani.
Per quanto entri di diritto tra le vetture di (piccola) serie con un prezzo di circa 200.000€ è comunque personalizzabile nell’allestimento: possono essere aggiunti aiuti di guida come ABS, launch control e controllo di trazione, nonché infotainment migliore e aria condizionata.

Non a caso la Praga è una casa automobilistica tra le più antiche: fondata nel 1907 a Praga, appunto, ha prodotto vetture da strada, aerei, camion, moto e perfino carri armati e trattori. Oggi prosegue nella produzione di aeroplani da turismo, go-kart da competizione e automobili. Il ritorno in questo mercato ci fu nel 2011 con la R4 da 520 cv, una GT destinata solo alle competizioni. La R1R segna il ritorno alla produzione di auto da strada dopo 68 anni e per questo ne saranno prodotte solo 68.
Se fate un giro sul sito della Praga potreste capire come mai non c’è da stupirsi se un costruttore così piccolo riesca ad unire la produzione automobili e aeroplani.

Certo, anche considerando tutto ciò,  l’affermazione “più veloce del mondo” lascia il tempo che trova. Si tratta di una interessante provocazione ma è doveroso confrontare questo formidabile generatore di entropia con due auto dello stesso tipo: la Ultima Evolution e la Radical RXC.
La prima è l’evoluzione, appunto, della famosissima Ultima GTR che, in diverse versioni dal 1999, ha vinto sulle piste e segnato record in giro per tutto il mondo. Con un prezzo base di poco più di 100.000€, 1020 cv dal V8 Chevrolet, e 950 kg sembrerebbe avere in tasca la partita. C’è comunque da dire che, pur con numeri e tempi sul giro di tutto rispetto, si tratta di una vettura con telaio tubolare in acciaio e carrozzeria in fibra di vetro che può essere assemblata anche in kit dal cliente. Anche lo stile di seduta si avvicina di più a quello di una gran turismo che di un prototipo.
La seconda è la prima vettura omologata per la strada della Radical, costruttore famoso per i suoi prototipi leggeri. La RXC, oltre ad essere impegnata essa stessa in alcuni campionati, deriva proprio dalla SR9 che ha corso a Le Mans in LMP2. Il prezzo di partenza è di circa 150.000€, ma la scelta della motorizzazione può comportare balzi di decine di migliaia di euro, senza contare la lunga lista di optional. I suoi 900 kg sono spinti, nella motorizzazione top di gamma, da un Ford EcoBoost V6 biturbo da 3.5 litri capace di 650 cv, per uno 0-100km/h inferiore ai 2.8”. Anche in questo caso il telaio è tubolare in acciaio e la carrozzeria in fibra di vetro, mentre è indiscutibile l’impostazione da prototipo più che da gt.
In questo paragone la monoscocca in carbonio della R1R vince sicuramente, sia per la qualità complessiva che per l’elevato grado di sicurezza che ne consegue. Sarebbe comunque davvero interessante veder sfidarsi queste tre “intruse” della strada evase dalle piste, ma purtroppo ad oggi i tre costruttori sono impegnati in campionati diversi.

In conclusione potrebbe davvero valere la pena di non cambiare la vostra Lamborghini e affiancarle invece una sputa-fiamme secca come il deserto lunare che vi frusta selvaggiamente ad ogni cambio di marcia verso la prossima curva. Se cercate la velocità pura e un’auto senza compromessi ne filtri tra voi e la guida assoluta allora la Praga R1R è da tenere in piena considerazione.
Sempre che siate ancora in tempo ad accaparrarvene una. 

di Enrico Gussoni

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