23 luglio 2017 - Primo contatto

Hyundai i30 N

Con uno sguardo attento ai mercati europei e, senza dubbio, per comunicare una qualità e appetibilità che forse ancora Hyundai non detiene appieno, la casa coreana è ora pronta a svelare i nuovi modelli firmati N. Seppur la lettera non appaia particolarmente significativa in un settore governato dalle solite R ed S, molte aspettative sono riversate per l’uscita della i30 N, la prima nata che andrà ad arricchire il segmento delle hot-hatch.

Sarà forse una considerazione sovrabbondante, tuttavia, se penso a questa divisione N come un’occasione di immagine per Hyundai, direi che forse avrebbero potuto tentare di essere più creativi nel nome. Certo una volta spiegato, si scopre come abbia addirittura molti significati. Originariamente nasce come l’iniziale di Namyang, città in cui ha sede la sezione R&D di Hyundai, ma allo stesso tempo richiama il Nürburgring, dove i modelli di serie si trasformano in piccoli bolidi e infine la N, che nel logo è tondeggiante, rappresenta una chicane e il divertimento alla guida. Direi che è tanta filosofia per una sola lettera! Per questo credo meriti approfondire citando i principi di questo progetto: l’uso di tecnologia sviluppata nel reparto corse, il bilanciamento delle prestazioni dell’auto e le emozioni alla guida. Tutto promettente.

La base su cui è sviluppata l’auto è appunto la i30, giunta alla terza serie, che si inserisce nel segmento C. Molte hot-hatch si distinguono per il look più appariscente rispetto alle loro versioni base: la N presenta alcuni accorgimenti in chiave sportiva quali il paraurti anteriore con prese d’aria maggiorate e dettagli a contrasto rossi, così come le pinze freno rosse su cui svetta la N, disponibili con il Performance Package. Al posteriore si ha un nuovo estrattore e una luce di stop triangolare che richiama quella delle corse e si aggiungono alcune “pieghe” al già movimentato design. Anche tra i colori vi è una novità: il performance blue, che sarà disponibile solo per le versioni N e richiama in parte la livrea delle Hyundai WRC. È chiaro che i dettagli non mancano. Tuttavia, complessivamente, l’auto non appare particolarmente più vistosa come nei casi di alcune concorrenti quali ad esempio la nuova Honda Civic type R o la Ford Focus RS, bensì predilige una linea più pulita e vicina alle scelte di Volkswagen per la Golf GTI.

Gli interni oltre a presentare gli equipaggiamenti della berlina saranno arricchiti dai sedili sportivi, da finiture blu e dal display da 8 pollici che, oltre a garantire piena interattività con le applicazioni smartphone, presenterà dati aggiuntivi su prestazioni e telemetria potendo anche registrare i tempi sul giro in un track day. Tra i dispositivi in dotazione, atti a migliorare la performance dell’auto, ci sono: il differenziale elettronico a slittamento limitato, per migliorare l’aderenza e la gestione della potenza in curva, il launch control per le partenze da fermo e il sistema Rev Matching che, accelerando automaticamente, esegue sostanzialmente una doppietta in fase di scalata per migliorare la fluidità delle cambiate. L’auto sarà gestita, inoltre, da 4 modalità di guida differenti e preimpostate cui si aggiunge una quinta personalizzabile del guidatore. Agendo sul selettore al volante, permettono di selezionare diversi settaggi influenzando motore, sterzo, ammortizzatori e sospensioni, il tutto per offrire la miglior esperienza in ogni situazione.

È previsto un unico motore 2.0 benzina a iniezione diretta da 353 Nm, disponibile con 250 o 275 cv se si sceglie il Performance Package e, come deducibile dal Rev Matching, esclusivamente abbinato ad un cambio manuale a 6 marce. Le prestazioni dichiarate per l’accelerazione 0-100 sono rispettivamente di 6.4 s e di 6.1 s, mentre la velocità di punta è per entrambe limitata a 250 km/h.

Le differenze tra le due versioni appaiono, almeno per il momento e prima di poter verificare il listino ufficiale, alquanto minime. Questo fa presupporre come da un lato la versione leggermente meno sportiva fungerà da prodotto allodola: in quanto leggermente meno costosa invoglia gli acquirenti, ma allo stesso tempo, devia l’attenzione sull’altra, forte del fatto che per qualche euro in più si potrà avere la versione più completa. Dall’altro lato è però da notare come i 250 cv offrano la possibilità di evitare il superbollo, abbattendo i costi di mantenimento, scelta che rappresenta un punto di forza per la entry level. 

Cercando di raccogliere le idee, risulta evidente il grande interesse e impegno di Hyundai che ha portato ad un proficuo risultato dato che la i30 appare convincente e che sarà solo la prima di altre versioni di cui ancora non si hanno notizie. Sul successo specifico della i30 N è invece difficile esprimersi. Sicuramente è una manovra vincente nell’attirare l’attenzione degli appassionati e dimostrare il valore di casa Hyundai, tuttavia, il segmento delle hot-hatch è già piuttosto denso e per questo sarà difficile per la i30 conquistarsi una posizione di primo piano.
Se da un lato la novità colpisce sempre, dall’altro è difficile smuovere le preferenze di consumatori che fanno parte di un segmento così specifico, in cui competono da molto tempo marchi noti proprio per queste produzioni. Di fatto, la i30 è perfettamente in linea per dar battaglia alle rivali senza però avere un tratto marcatamente distintivo. Almeno per il momento. Il prezzo non è ancora ben definito (dovrebbe essere attorno ai 30000 €) e probabilmente la Hyundai cercherà “l’undercut” sulle rivali lanciando la i30N ad un prezzo relativamente contenuto per il segmento. 

Il futuro è sempre avvolto dalla nebbia e dal mistero, perciò non resta che attendere, sicuri comunque che la i30 non avrà molto da invidiare alle sue concorrenti. 

di Ivan Buffagni

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