9 luglio 2017 - Primo contatto

Elemental RP1

Da qualche tempo il mondo dell’automobile è diventato ancora più inglese con l’arrivo sulla scena della Elemental RP1, una nuova sportiva in puro stile british: due posti, niente tetto né parabrezza, roll-bar, leggera e scattante. Solita storia?


Ovviamente no: la Elemental vuole portare innovazione ed aumento di prestazioni in un ambiente che, se per quanto riguarda le prestazioni non si è mai fermato, anche a livello tecnologico ormai è in una nuova era. Se infatti fino a qualche anno fa “sportiva inglese” era sinonimo di “variante della Lotus 7” ormai la lotta tra le trak-day car omologate sa di Star Wars più che di Master and Commander: la BAC Mono è una monoposto a tutti gli effetti, la Radical RXC500 è un prototipo da corsa con la targa e anche la messicana Vuhl 05 sembra più vicina alla versione Can-Am dell’ultima Honda NSX che ad una Lotus Elise.
Come la KTM X-Bow, la Ariel Atom e la Zenos E10 (che, anche se è “vissuta” solo un paio d’anni, ha portato l’economica e resistentissima carrozzeria di carbo-plastica) anche la RP1 è mossa da un Ford Ecoboost 2.0 litri, spinto a 320 cv o 1.0 litri da 180 cv. Il motore è montato longitudinalmente e più in basso del normale insieme al cambio a sei marce Hewland.


La vera forza della Elemental sta però sotto la vettura, nell’aerodinamica del fondo e del diffusore: 200 kg di downforce a 160 km/h che si sommano ai 580 kg della vettura. Con il 2.0 (1.0) la velocità massima sarà di circa 265 Km/h (230 km/h) e lo 0-100 km/h sarà coperto in 2.8” (3.2”). Bisogna parlare al futuro (e i dati sul sito ufficiale sono ancora segnati come “expected”) perché la casa sottolinea che quello presentato a Le Mans e a Goodwood sia ancora un prototipo, anche se un cliente ha già ricevuto la sua FP1 (full production car 1).


Ovviamente non manca, a questo punto, il sedile in fibra di carbonio monopezzo e i paddle del cambio al volante (ad azionamento pneumatico, non elettronico) e le Michelin Pilot Supersports da 18 pollici.
Lo sterzo da due giri e mezzo non è assistito e il controllo di trazione regolabile.
Il prezzo parte da 82.250 £ (93.350€) più IVA che, se comparato con i 143.500 £ (163.000€) della Radical RXC500 o i 130.000$ (114.000€) della BAC Mono, le dà comunque un senso.


Vedremo come se la caverà questa nuova lady da pista, più che altro perché di piccole case “garagiste” ne sono nate poche di più di quante ne siano fallite (Zenos e Vuhl ne sono un esempio), ma la Elemental Group Ltd, nata nel 2012 ad Hambledon, ha dalla sua “120 anni di esperienza umana” messa a disposizione di un team di sei persone provenienti da ogni ambito dell’automotive design. Tra tutti John Bengley, fondatore e direttore tecnico, che è stato in McLaren dove ha lavorato sull’aerodinamica delle F1, alla SRL, 12C e P1. Ma a sfogliare il curriculum dei suoi colleghi non è l’unico con simili esperienze e si capisce da dove arrivi tutta quella fine aerodinamica e quel guscio centrale in stile LMP2 (ma che ricorda, come filosofia, anche la 12C).


Ci riserviamo di valutare la cartina di tornasole tra un po’ di tempo. Diciamo al Festival of Speed di Goodwood 2018.

di Enrico Gussoni

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