28 giugno 2017 - Primo contatto

Una gara per SUV sportivi

Gli appassionati di automobili adorano le corse. Questo è indubbio.
Adorano la “purezza” del veicolo da corsa liberato da quanti più vincoli possibili nella ricerca della prestazione, ma alle vetture si aggiungono i fattori più affascinanti e drammatici dell'umana specie: la strategia, la bravura… l'arte dello sport.
Così, come dei bambini che vanno a scuola con lo zainetto del loro supereroe preferito, tutti gli appassionati alla guida della propria vettura provano qualcosa “di più” se il loro mezzo, ovviamente stravolto nella meccanica e nell'essenza, compete in qualche campionato.
La commistione pista-strada è vecchia quanto l'automobile e, da quando il 16 luglio 1878 Frank.A. Shomer e Hans M. Farrand vinsero col loro veicolo a vapore la Green Bay-Madison, il richiamo della gara è stato irresistibile per singoli sportivi affamati di gloria e costruttori vogliosi di dimostrare la propria superiorità.

L'economia di guerra applicata alle corse automobilistiche ha guidato e letteralmente accelerato lo sviluppo tecnologico in ogni ambito: dalla sicurezza ai consumi, dall'aerodinamica alle prestazioni.
Ad oggi però manca forse un po' dello spirito dell'era d'oro, in cui c'erano le competizioni per auto di serie che mettevano a confronto in molteplici condizioni (dai rally alla pista) le vetture che la gente comune usava quotidianamente, le gare tra prototipi spingevano a cercare nuove soluzioni sperimentali da rimandare poi alla serie e, infine, la Formula1 e le sue corrispettive che, presa la tecnologia esistente, cercavano di portarla oltre ogni limite nel regno della prestazione senza compromessi.
Nel tempo questa situazione si è complicata dando origine a soluzioni non sempre di successo.
Ma andiamo rapidi qui, perché il concetto è un altro: sport e mercato si sono sempre spinti e inseguiti a vicenda, fosse per il Drake che vendeva auto per pagarsi le corse o per chiunque altro che correva per poter meglio vendere auto. Gli appassionati non saranno mai stanchi di versioni corsaiole delle loro utilitarie o sportive preferite (e il successo di artisti come Khyzyl Saleem lo dimostrano) e le case automobilistiche non smetteranno mai di aggiungere R o S o RS o GT ai nomi dei loro modelli (giusto per poi aggiungerci ancora GT o R o S a seconda di cosa hanno aggiunto prima...). In sostanza, nel cuore degli appassionati, l’idea dell’auto da corsa rappresenta ancora l’aspetto più “puro” dell’automobile.

Di campionati, categorie e gare ne sono stati inventati di tutti i tipi e il panorama attuale rimane sicuramente variegato. Ma a bene guardare si è aperta nell’ultimo decennio (per non dire negli ultimi cinque anni) una falla, a mio parere strana, tra il mercato e lo sport. Se vi chiedessi quale tipo di autovettura non esisteva fino al decennio scorso e che sta invece trainando letteralmente il mercato degli ultimi anni?
Ok, forse la risposta “SUV sportivo” non è così immediata, ma se ci pensate è più che sensata: la Porsche lanciò sul mercato USA il Cayenne nel 2003, alzando il livello di lusso e prestazioni nella categoria nonché suscitando parecchie reazioni contrarie e aspre critiche per questa manovra commerciale che “imbastardiva” il nobile stemma di Stoccarda.
Poi la Cayenne divenne la Porsche più venduta di sempre ed oggi eccoci qui: Bentley ha il Bentayga , Jaguar la F-Pace, Maserati il Levante, Lamborghini la Urus (o, meglio, la avrà a breve), l’Alfa Romeo lo Stelvio e Porsche ha aggiunto anche la Macan. Si potrebbe continuare il discorso con BMW, Mercedes e Audi, ma il loro caso forse è meno eclatante e le prestazioni non sempre così estreme.
Cinque anni fa parlare di un SUV Maserati sarebbe suonato ancora come un’impossibile bestemmia e sicuramente non mi avreste creduto se vi avessi parlato della Land Rover Sport SVR  provata al Nurburgring invece che in qualche sperduto sterrato.
Ormai sembra che se non si ha in gamma un SUV di lusso ad alte prestazioni, allora non si possa sfondare nel mercato. Non a caso anche tra le elettriche Tesla ha la Model X e Faraday Future lancerà come primo modello un SUV, la FF81. Un prototipo di quest’ultimo ha già raccolto un 40° posto assoluto alla Pikes Peak, la leggendaria cronoscalata americana.

Sarebbe interessante se la FIA o chi per essa organizzasse un campionato per questa categoria di vetture: belve ribassate da due tonnellate con ruote enormi, batterie di scarichi e motori con centinaia di cavalli a duellare tra i cordoli a suon di sportellate. Insomma esistono le corse di motrici e quelle pazze corse d’oltreoceano dove i fuoristrada da deserto saltano sulle rampe in circuiti perfettamente asfaltati. Sono sicuro che si potrebbe trovare una formula che faccia gola alle case (per sviluppo e, soprattutto, pubblicità) e al pubblico.

di Enrico Gussoni

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