7 maggio 2017 - Primo contatto

Vetture da corsa stradali

Normalmente succede che le auto da corsa siano, almeno nell’ambito delle gran turismo, l’evoluzione delle vetture da strada raffinate al massimo per la prestazione pura in pista. A volte succede il contrario invece, ovvero qualcuno inverte il processo rendendo utilizzabili su strada vetture espressamente da corsa.
Non parlo solo delle vetture “da omologazione”, ovvero quegli esemplari che spesso i costruttori sono stati costretti a produrre per questioni regolamentari (in quanto appunto le vetture da corsa dovevano essere derivate da corrispettive stradali) ma vere e proprie belve da “pista e basta” omologate per la strada.

Il mio esempio preferito è la Vanwall GPR V12 da Formula1 del 1958 omologata per la strada da Mark Hales. 360 cv e 508 Nm con cambio quattro marce, serbatoio di benzina a “rinfrescare” le spalle del pilota e nessun tipo di confort.
Giusto per citare un’altra meraviglia del genere, qualcuno in California è riuscito ad omologare per le pubbliche strade una Maserati MC12 Corsa. Si tratta di uno dei 12 esemplari track-only che la casa del tridente produsse per celebrare i successi nel campionato Fia GT della sua stratosferica belva da pista.
Il V12 da 755 cv è addirittura 125 cv più potente di quello da gara, limitato per questioni regolamentari.
1150 kg di macchina senza ABS a poco più di 1 mm dall’asfalto con circa 2 metri di alettone posteriore.

Scendendo, ma non di molto, tra le vetture più “umane” si trovano esemplari come la Ferrari 360 Challenge Stradale, che prende il nome dalla vettura usata nel monomarca del cavallino e che ha avuto negli anni come successori le corrispettive 430 e 458.
Peso, assetto, aerodinamica… tutto rielaborato in base all’esperienza del Ferrari Challenge e delle corse Fia GT, cambio di derivazione F1 e un telaio in alluminio pesante un terzo rispetto a quello in acciaio della 360 Modena.

Anche Porsche ha spesso prodotto versioni speciali Rennsport (RS) delle sue Coupé arrivando nel recente passato ad esemplari destinati quasi esclusivamente ai track-day, con roll-bar interni e sedili privi di imbottitura. Le varie GT3 RS che si sono susseguite negli anni hanno quanto mai avvicinato le versioni da strada a quelle da pista dicendo la loro in un mercato (quello delle corse per piloti gentlemen e di appassionati di track-day) di cui Porsche detiene sicuramente una bella fetta; sono infatti più di un centinaio gli esemplari da competizione che Porsche vende per ogni modello.

Proprio considerando questa tradizione e capacità sarà curioso vedere quale sarà il prossimo passo in questa genealogia di mangia-asfalto ora che Porsche ha dispiegato in pista la 911 RSR.
Questa è la più estrema versione di 911 impiegata nei massimi campionati mondiali (WEC e IMSA) nell’anno 2017 ed è rivoluzionaria per la storia della casa di Stoccarda. Si tratta infatti della prima 911 a motore centrale della storia (che forse si sia accorta che una Cayman con più cavalleria avrebbe potuto superare una 911?), soluzione attuata per reggere il confronto con Ferrari e Ford (che corrono rispettivamente con la 488 GT3 e GT LM).
Il 6 cilindri boxer da 4 litri, castrato a 510 cv per le restrizioni regolamentari, spinge il peso altamente racing di 1243 kg grazie a pneumatici posteriori da 31 cm.
Si perderà la caratteristica trazione sul bagnato ma la nuova soluzione permette di avere una distribuzione dei pesi ottimale (fu lo stesso Ferdinand Porsche ad introdurre il concetto di motore centrale sulle Auto Union degli anni ’30) e, grazie alla redistribuzione degli ingombri, un estrattore posteriore maggiorato. L’ala posteriore è quella del prototipo 919 Hybrid che corre (e ha vinto) a Le Mans nella massima categoria.

Sarebbe entusiasmante se Porsche decidesse di creare una stradale ispirata alla RSR 2017, una due posti in stile Renault Clio V6 pensata per la vita in circuito ma omologabile per la strada.
Potrebbe essere sicuramente un colpo invidiabile verso i diretti avversari come Ferrari e Lamborghini e non così improbabile se si considera il prossimo arrivo di un altro eccezionale schiaffo alla tradizione: sembrerebbe, infatti, cha anche la prossima Corvette sarà a motore centrale.
È stato immortalato l’anno scorso un probabile muletto della Chevrolet Corvette C8 che dovrebbe debuttare tra il 2018 e 2019. Dopo una storia iniziata nel 1953 e portata avanti a suon di motori anteriori e culminata con la modernissima e raffinata (nel senso tecnico) C7, sembra che la via per tenere il passo con le avversarie sia… unirsi a loro.


(La foto di copertina è una Porsche GT3 RSR 2012 reinterpretata in versione stradale senza sponsor ne ala posteriore dall’artista Khyzyl Saleem)

di Enrico Gussoni

Le foto

Altri articoli