14 maggio 2017 - Primo contatto

Morgan Aero 8

Si dice che il tempo passi per tutti, ma se vi capita di fare visita ad una piccola manifattura di Malvern in Inghilterra, scoprirete che potrebbe non essere sempre così. La Morgan Motor Company è stata fondata nel 1909 da H.F.S. Morgan e da allora ha prodotto veicoli, a tre o quattro ruote, con uno stile e un processo produttivo pressoché immutati, mentre il controllo dell’impresa passava di padre in figlio. Da alcuni venerata e da altri bollata come un inutile esempio di eccentricità inglese, la Aero 8 nacque nei primi anni duemila e, per la prima volta dal 1968, Morgan propose un modello del tutto nuovo. Ricevute inizialmente alcune dure critiche al design, negli anni sono stati corretti alcuni difetti e quest’ultima serie è vincente. Quale che sia l’attuale opinione, è indispensabile un’attenta analisi di pregi e difetti, ma ancor più rilevante è interrogarsi e scoprire quale sia il significato di quest’auto, che appare uscita da una stampa ingiallita del secolo scorso e che tuttavia resta sul mercato. Allora, cosa la rende competitiva?

La Aero 8 è un’amabile contraddizione: è il risultato di una sintesi di stile del passato e tecnologie del presente. Non lasciatevi ingannare dal design unico e retrò di quest’auto, infatti, è stata presentata appena due anni fa al salone di Ginevra del 2015, dove la si è potuta ammirare per la prima volta. Certo è evidente il richiamo allo stile delle auto più esclusive e lussuose degli anni ’20 e ’30, così come ai principi degli anni ’60 in cui il riferimento era lo stile nautico. Si passa dal lunghissimo cofano anteriore con i fanali tondi ai passaruota, uniti al battitacco per facilitare la salita. Ma non molto più di questo, il design è stato accompagnato da principi aereodinamici del tutto in linea con i nostri tempi. Tra tutti l’altezza da terra: nelle auto di inizio secolo si aveva, generalmente, sempre una buona altezza che richiedeva, infatti, il predellino, mentre oggi la Morgan si alza da terra di pochi centimetri. Gli interni sono semplici, lussuosi ed eleganti e una volta riusciti ad entrare, senza rischiare di essere schiacciati dalla portiera che difficilmente rimane aperta per più di cinque secondi, sono incredibilmente comodi. La seduta è favolosa: si è completamente sdraiati, un ottimo accesso alla pedaliera e le posizioni ravvicinate del volante e della leva del cambio danno un certo senso di controllo e sportività. Ma è in quell’istante che ci si accorge del volante, unica nota stonata degli interni. Notando gli alloggiamenti per i comandi dei sistemi di infotainment, comunque non utilizzati, non si può far a meno di pensare che sia stato semplicemente importato da un’auto contemporanea. Vero è che questo tipo di volante consente l’inserimento dell’airbag per il guidatore e nel caso si scelga, come optional, la trasmissione con i comandi al volante.
Una contraddizione che però forse meritava una soluzione migliore.
La dotazione di bordo non è particolarmente ricca anche se vi sono diversi elementi a noi famigliari, come impianto audio, climatizzatore e cruise control. Per il resto gli optional si limitano all’infinita varietà di pelli, cuciture, legni e colori.

Come anticipato, non solo il design è unico, ma anche il processo produttivo. La Morgan realizza ancora interamente a mano tutte le componenti dell’auto, sfruttando l’abilità dei propri artigiani. La Aero 8, a differenza delle Morgan classiche realizzate dapprima in legno, è realizzata interamente in alluminio. L’assoluta flessibilità della manodopera consente di poter confezionare auto completamente su misura, permettendo al cliente di avanzare qualsiasi richiesta.
Questo a scapito dei costi e dei tempi di consegna: la capacità produttiva annuale si attesta su di un massimo di 700 auto comprendendo tutti i modelli, perciò non è raro attendere anche un anno per la propria vettura.

Se si amano le auto sportive vecchio stampo ci si può consolare dall’incredibile ruggito del motore BMW V8 da 4.8 L che grazie alla tradizionale leggerezza e agilità dei telai inglesi è in grado di accelerare l’auto da 0-100 in soli 4.5 s e di raggiungere la velocità massima di ben 273 km/h, prestazioni da vera sportiva.
Abituati ad auto molto più stabili, solide e controllate dall’elettronica, quando si guida una Morgan, ad un paio di centimetri da terra, in tutta la sua leggerezza, assordati dal rombo del motore e senza un briciolo di controllo elettronico anche i 100 km/h sembrano i 200. Le auto come questa sono in grado di trasferire ogni minima sensazione, ogni palpito del motore, ogni agente atmosferico avverso e di farvi vivere a pieno la velocità. Non farete mai il miglior tempo al Nürburgring, ma non potrete non divertirvi ed entusiasmarvi.

Traendo un bilancio, la chiave del suo successo è l’insana, instabile ma bellissima, moderna e a tratti posticcia semplicità e brutalità. La realtà è che piace più per i suoi difetti che per i suoi pregi: una Jaguar F-Type è altrettanto elegante, ma più veloce e costa la metà.
Tuttavia, la Morgan è la prova costante ed evidente che ci ricorda che un’auto non è un mero strumento per spostarsi da un luogo A ad un luogo B, ma un’opera che ci regala giorno per giorno un’esperienza unica. Ciò che ha permesso alla famiglia Morgan dopo tre generazioni e 108 anni di guidare ancora un’impresa di automobili è proprio il comprendere e vedere oltre i numeri sulla carta. Ed ecco che non importa se non è tecnicamente perfetta per la pista, se occorre faticare per controllarla e non si riesce a sfruttare al massimo la sua potenza, ma importa se è divertente guidarla, se è in grado di farci godere a pieno di strade poco trafficate o, indossato uno smoking, di distinguerci.

Oscar Wilde scrisse: “Possiamo perdonare ad un uomo l'aver fatto qualcosa di utile purché non l'ammiri. L'unica scusa per aver fatto qualcosa di inutile è di ammirarla intensamente.” Non so se dopo aver letto l’articolo abbiate deciso, come me, di desiderarne o comprarvene subito una per circa 120 000 €, ma spero almeno di avervi convinto ad ammirarla.

di Ivan Buffagni

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