19 marzo 2017 - Primo contatto

Salone di Ginevra 2017

È marzo e come ogni anno la blogosfera motoristica è intasata in ogni dove con le “novità” del salone di Ginevra, il Geneva Motor Show. Questo è infatti il primo grande salone dell'anno e, quindi, il “punto di riferimento” per le novità in arrivo. La mostra per eccellenza dove ogni brand si fa bello per il pubblico e per la stampa.
A ben vedere, però, le novità non sono poi così “nuove” e, alla fine, ogni anno si presenta più o meno la stessa scena. Andiamo ad indagare meglio quali siano le vetture veramente interessanti di questo salone.

Come sempre ce n'è per tutti i gusti: dalle improbabili concept degli studi più folli, come le tre presentate da Sbarro, alle utilitarie di tutti i giorni semplicemente aggiornate con qualche ninnolo o finitura. In mezzo ci sono le supercar elaborate dai tuner più pacchiani del pianeta come Mansory o i prototipi ad energie alternative con cui da anni le maggiori case fanno promesse che solo da poco hanno iniziato a mettere in pratica.

Dimentichiamo innanzitutto il premio di “Auto dell'anno”, con il dibatutissimo scontro Peugeot 3008-Alfa Romeo Giulia, visto che si tratta in effetti di auto dell'anno scorso già conosciute ormai in ogni minimo dettaglio.
Si potrebbe iniziare da una vettura veramente nuova che sta un po' in mezzo a quanto detto finora: la Jaguar I-Pace. Si tratta di un SUV elettrico con cui la Jaguar punta ad entrare nel nascente mercato del premium-”ecologico”. Lusso, forme grintose ma pulite, 400 CV, 700 Nm e 500 km di autonomia secondo il Nedc. Nemico numero uno: Tesla Model X.

Nel campo del “costoso, veloce ed elettrico” è riapparsa (cambata nella forma ma su una struttura simile) la Techrules di cui vi avevamo accennato già un anno fa, così come la Artega Scalo da 1020 CV elettrici che aspettavamo dal 2015.

Tra le supercar tradizionale, ci tocca dirlo, la Ferrari 812 Superfast è adombrata dalla McLaren 720S. Senza nemmeno entrare nel gioco dei numeri che lascia il tempo che trova (qualcuno disse “Come scegliere quale acciuga mettere sulla pizza”), l'aggiornamento spinto della F12 non regge il confronto anche solo con i fari aerodinamici della 720S.
Vorrei poi soprassedere sulla scelta del nome Superfast, probabilmente la più infelice dopo l'obrobrioso LaFerrari per il quale il grande vecchio Enzo (colui che disse “La mia auto migliore è quella che devo ancora costruire”) si sta ancora rivoltando nella tomba.

A proposito di aerodinamica e gare di cifre più grosse, della AR-RB 001 vi avevamo già parlato tempo fa. Adesso che è stata presentata al grande pubblico come Valkyrie, non sembra aver però suscitato la reazione delle ultime hypercar. Sarà (e non me ne voglia Adrian Newey che stimo e saluto) che questo tipo di vetture da sogno è passato dal campo della sorpresa a quello dell'abitudine.
Dopotutto sono passati 12 anni dalla Bugatty Veyron e 15 dalla Ferrari Enzo.

Svariati gradini più in basso troviamo probabilmente la vettura più attesa: la Alpine A110. Erano anni che se ne parlava, da quando è stata presentata la Renault-Dallara RS01 e si chiacchierava la partnership Renault-Caterham. Ora sferra l'attacco a Porsche, Lotus e Alfa Romeo 4C con i suoi 252 CV e un pacchetto stile-contenuti azzeccato che unisce il tributo all'originale con tecnologia degna del confronto con le rivali.

Passando al piano delle auto per noi pallidi mortali, dopo la sfilza di aggiornamenti più o meno profondi, forse la vettura più interessante è la C-Aircross Concept, che evolve le forme della Cactus in 4.15 metri. Dentro le forme tonde e i colori giocattolosi, però, la sostanza ha poco a che fare con l'automobile in se: non si accenna quasi a prestazioni o dotazioni disponibili quanto alla connettività dell'infotainment ed a frivolezze come la telecamera sullo specchietto di cortesia per poter far sapere al mondo che “Sono in coda anche oggi :( #maiunagioia”.

Ford ha lanciato la terza generazione della Fiesta ST, la prima con il tre cilindri Ford Performance. Fiat, di contro, si è presentata in forze con una flotta annunciata. La notizia sta nella versione S-Design di 500L e Tipo.
Tra le auto di serie il record più interessante è quello di “Skoda più potente di sempre” (se si esclude forse qualche carro armato) per la Octavia RS 245: 245 CV, 370 Nm, DSG 7 marce e classe da vendere.
Sicuramente, però, quella che mi ha personalmente sorpreso di più è stata Tata che con la sportiva due posti Racemo (190 CV e 201 Nm) dice chiaramente di non voler salire di livello. Ancora.

Un piccolo cenno va concesso alla ritrovata Kyburz e-Rod, che per primi in Italia provammo nel settembre scorso, ora dotata di parabrezza.
Infine, togliendomi una piccola soddisfazione personale, c'è anche un'auto volante: la Pop.Up creata da Italdesign e Airbus. Più che un futuro tangibile si tratta di un'idea di mobilità alternativa: la piccola utilitaria elettrica, iperconnessa, autonoma eccetera può autonomamente giuntarsi con un quadricottero (sostanzialmente un grosso drone) per spiccare il volo.
Affascinante, ma vorrei vedere se l'anno prossimo qualcuno se la ricorderà.

La carrellata è sicuramente breve e non esaustiva, ma forse l'immagine che si delinea è sufficientemente rappresentativa.
Il Geneva Motor Show è un salone straordinario e magistralmente organizzato, che attira praticamente ogni marchio del globo con i relativi appassionati. Bisogna però ricordarsi che, infondo, è uno “show”.

di Enrico Gussoni

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