26 marzo 2017 - Primo contatto

Frank Rinderknecht e Rinspeed

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Rinspeed è una casa automobilistica alquanto particolare. Nasce nel 1977 su iniziativa di Frank Rinderknecht per convertire le vetture di persone diversamente abili. Già nel 1979 presenta al Ginevra una WV Golf Turbo con luci rettangolari (il primo caso sul mercato).

Da allora quasi ogni anno si sono susseguite concept ed elaborazioni inimmaginabili e stupende: auto capaci di navigare come aliscafi o come sommergibili, sportive veloci o ammiraglie lussuose, ma anche piccole e a loro modo rivoluzionarie citycar.

Abbiamo potuto scambiare alcune parole direttamente con Frank Rinderknecht per andare un po' oltre i comunicati stampa copia-incollati. Poche battute che comunicano l'essenziale dello stile e dell'idea di Rinspeed.


Mr. Rinderknecht, può raccontarci come e perché è nata Rinspeed? Come ha avuto l'idea di fondare questa azienda?

Sono sempre stato guidato nella vita dalla passione e nel divertirmi in quello che facevo. Non ho mai avuto l'idea di fondare un'impresa, è semplicemente capitato quando avevo 21 anni e volevo conquistare il mondo.

Rinspeed sembra non avere limiti: lei ha toccato molti campi diversi nell'industria automobilistica e ne ha esplorati di nuovi (ad esempio con la sQuba, la prima auto sommergibile). Qual è la visione comune, l'obbiettivo che connette tutti I suoi lavori?

Ho dovuto fare cose che erano già state fatte prima, ma io desidero essere il primo a realizzare i sogni. “Anche io” è un'espressione che lascio agli altri.

Al Motor Show di Ginevra 2017 avete presentato la concept Oasis. Qual è la motivazione dietro e l'innovazione dentro questa curiosa city-car?

La Oasisi combina molte sfaccettature della mobilità urbana di domani. Abbiamo semplicemente voluto renderle tangibili, in qualche modo reali ed emozionalmente connotate.
(La Oasisi è un'auto elettrica che offre autonomia e connettività. Al suo interno vi è infatti un piccolo giardino sotto il parabrezza e la possibilità di operarvi come in ufficio, nda).

In questo periodo vediamo davvero molta evoluzione e nuove endenze nel mondo dell'automobilismo (auto a guida autonoma, connettività, auto elettriche…). Che cosa, per lei, è più importante e si svilupperà di più nell'immediato futuro?

Tutte queste tecnologie hanno bisogno di trovare (e troveranno) la loro via nell'industria dei trasporti. Ovviamente più sono immediati i benefici che offrono più velocemente veranno adottate.

C'è un campo in cui sarebbe interessato ad esprimersi ma che non ha ancora sperimentato? Un “sogno nel cassetto” che sta ancora aspettando di realizzare?

L'unica auto mancante che non abbiamo mai costruito, e che probabilmente mai faremo, è una vera auto volante. Vorremmo una conversione perfetta da uno stato all'altro, e viceversa, nel mezzo del traffico e senza fermare la marcia. Con la tecnologia attuale non lo riteniamo fattibile.

Parlando di Rinspeed in quanto azienda: quante persone lavorano per lei? Qual è la forza della vostra compagnia? Cosa vi rende unici?

Rinspedd è un'azienda unica e completamente disposta all'outsourcing (ovvero si avvale di esterni, nda). Io sono l'unico dipendente.
La forza del gruppo di lavoro con cui opero è la creatività e l'efficienza, oltre che la passione.

Rinspeed, oltre che nel design,  ha segnato passi importanti nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. Di che cosa è più orgoglioso? Quale progeto ritiene sia stato il più importante?

Il design gioca un ruolo minore, serve ad offrire un involucro carino. Le tecnologie implementate sono molto più importanti.
Probabilmente il prodotto più popolare che abbiamo creato è stato il volante multifinzione con comandi integrati (del 1985, nda) che oggi è presente su praticamente ogni nuova vettura prodotta.


Ora la domanda più importante: qual è la sua idea di “automobile”?

Oggi non c'è un'auto ideale per tutte le circostanze. A seconda di cosa si deve fare si sceglie un'auto specifica. Domani penso non ci saranno più “automobili”. O almeno non come le definiamo oggi.

di Enrico Gussoni

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