29 gennaio 2017 - Primo contatto

NextEV Nio EP9

È esplosa sul web in pochissimi giorni. È bastato un giro al Nurburgring per far impazzire ogni testata che scriva di automobili gridando alla novità: hypercar! Elettrica! cinese! Una mano fortunata che non capita tutti i giorni:  la Next-EV Nio EP9.
Eppure esistono altre pretendenti sulla piazza per questa gloria ad emissioni zero. Ad esempio la Rimac Concept One da 1088 cv e 1600 Nm o la nascitura Dendrobium da Singapore, di cui per il momento è stato solo rilasciato un video in computer grafica che mostra la natura elettrica e l'ispirazione alla SCG 003.
C'è però,a mio avviso, una ragione molto importante per cui puntare sulla Nio a danno delle ultime due e di altre simili che forse qui dimentichiamo.

In Cina ogni anno viene installata, solo per l'alimentazione a carbone, una produzione di energia elettrica pari a quella totale italiana. Ogni anno a oriente c'è una nuova Italia alimentata a carbone che brucia in continuazione.
Ma la stessa sete di profitto e crescita che ha portato a questo fenomeno ha già iniziato ad invertire la tendenza, non per una qualche profonda convinzione zen, ma perché l'ecosostenibile sta diventando anche eco-nomicamente-appetibile.
 Avendo costruito una potenza economica degna di entrare nella storia basandosi sui combustibili fossili, la Cina ha ormai le capacità per poter investire nella conversione verso una nuova rete energetica più efficiente e riuscire a guidare il cambiamento che sta ormai avvenendo su scala globale. O almeno a cavalcarlo.

Se però la questione non ha destato molto interesse fino a qualche settimana fa, quando abbiamo visto nei nostri telegiornali la gialla nebbia di Pechino, un aspetto di questo cambiamento di rotta non è sfuggito ai media: l'inserimento cinese nel mercato delle auto elettriche.
La Silicon Valley, infatti, sta vedendo il fiorire della nuova mobilità elettrica di cui sempre più spesso ci troviamo a parlarvi in queste pagine e lo sta facendo con sempre maggiori quantità di capitale cinese.
La Faraday Future di cui vi abbiamo parlato ne è un esempio, come anche la Lucid Air foraggiata dalla venture capital cinese Tsing Capital.

Dopotutto la Cina è da anni il più grande produttore di automobili al mondo, potendo contare sia su marchi autoctoni che non, ma non è mai riuscita veramente ad imporsi fuori dai propri confini rimanendo solo un grande produttore per un grande mercato: quello interno.
Elon Musk, però, ha dimostrato con Tesla che era possibile aprire un varco nel mercato dell'automobile (a detta di tutti impenetrabile) e, ora che quel varco è aperto, si inizia a sgomitare per entrarci.

L'occasione è troppo ghiotta: l'automobile ha sempre offerto, dalla sua nascita, un'occasione per le industrie nazionali di rafforzarsi in competenza, ricerca e, soprattutto, prestigio.
In tutto questo la Nio EP9 è un recente frutto. Una nuova pietra miliare.

Si tratta della prima supercar totalmente (e dichiaratamente) cinese. Ed è una supercar elettrica.
Ha già conquistato l'onore delle cronache per le sue prestazioni mozzafiato: 1 megawatt di potenza (1360 cv), 313 km/h, 0-100 in 2.7”, una downforce generata dall'aerodinamica attiva pari al doppio di quella di una Formula1 e, immancabile, un record al Nurburgring di 7'05”12.
Presenta soluzioni tecniche all'avanguardia, come la disposizione laterale delle considerevoli batterie agli ioni di litio (come i serbatoi di benzina sulla Lancia D50) e una tecnologa derivante dalla Formula E, per la precisione dal team Next-EV già campione del mondo. La paternità è della società cinese Tencent, la terza società su internet più grande al mondo dopo Google e Amazon.

Si tratta a tutti gli effetti di una hypercar che punta dritta alla giugulare delle paladine europee LaFerrari, Porsche 918 e McLaren P1, che godrà dell'esclusività di soli 6 esemplari e di un prezzo di oltre 1.200.000 €.
Il modo migliore per lanciare un marchio automobilistico: un colosso finanziario alle spalle, pubblicità e ricerca nel motorsport, una serie limitata ad altre prestazioni di esemplari vendibili ad un prezzo stratosferico.
Non a caso la stessa Tesla ha iniziato con una sportiva (la Roadster) su base Lotus Elise battendo sul tempo la Detroit Electric SP:01 (di cui poi non si è praticamente più sentito parlare).

La Nio EP9 funziona per davvero, è un progetto tecnologicamente valido e accattivante, sicuramente capace di emozionare. Poggia su solide basi finanziarie e sembra avere davanti a sé un programma ben avviato e delineato che ne fa, a mio parere, la prima vera hypercar elettrica degna di considerazione. Potrebbe addirittura trasformarsi in uno smacco per l'industria occidentale (diciamo “europea”) che, fermatasi all'ibrido, non ha ancora tentato un passo tanto estremo.
L'industria automobilistica cinese, dopo essere stata ignorata, sbeffeggiata e sfruttata dai corrispettivi occidentali, si prepara ora a portare battaglia su un nuovo campo in cui i grandi marchi del vecchio continente potrebbero essere ancora impreparati.

di Enrico Gussoni

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