15 gennaio 2017 - Primo contatto

La strada solare è una buona idea?

A Tourouvre-au-Perche, in Francia, è da poco stato inaugurato un chilometro di strada dal costo di 5 milioni di euro.
La cifra fuori dal comune sta in una pavimentazione fuori dal comune: pannelli solari Wattway in grado di produrre, a detta dei costruttori, gli 800 kWh di energia al giorno necessari per illuminare il paesino. È stato un progetto che ha avuto un certo riscontro mediatico ma di cui sono stati forniti pochi numeri.
Un'analisi interessante è quella fatta da Tom Lombardo,  professore e redattore in ambito ingegneristico, che ha esposto qualche semplice conto sulla faccenda.

Si tratta di 2800 m^2 di pannelli solari policristallini PV rivestiti in modo da poter resistere alle sollecitazioni del traffico. Parliamo quindi di un impianto dalla potenza stimata di 420 kW considerando che le celle rivestite hanno un'efficienza del 15% rispetto al 20% delle normali celle PV che si installano normalmente sui tetti delle case.
A questo proposito il costo di quasi 12€ per watt è quattro volte il costo di un normale impianto fotovoltaico montato a terra o, appunto, su un tetto.

Un primo problema è che gli sviluppatori del progetto Wattway, ovvero la Colas Group, sostengono che la strada sia mediamente occupata al 10% dai veicoli che la utilizzano, il che comporta una riduzione della potenza generata. A ciò si aggiunge l'ombra che questi proiettano a terra. In più c'è da considerare che normalmente i campi fotovoltaici vengono pensati per poter orientare i pannelli stessi in modo da mantenere sempre l'inclinazione ottimale con il Sole. Ciò è impossibile con i pannelli che pavimentano la strada e da ciò deriva un'ulteriore perdita (calcolabile con strumenti come pvwatts.nrel.gov) di circa il 12%.
A questo andrebbero aggiunte le perdite per la polvere e lo sporco che più facilmente si accumulano su una strada che altrove.

Un aspetto decisamente più tecnico riguarda la gestione elettronica di un campo di pannelli solari nel quale la produzione di elettricità varia così frequentemente di zona in zona con il passaggio delle singole vetture sui vari pannelli. A seconda di come è organizzata la connessione tra gli stessi, questo può indurre ulteriori perdite ma soprattutto sovraffaticare il sistema stesso, con aggravati costi di manutenzione e gestione.

In sintesi sembra che il gioco non valga la candela anche considerando possibili sviluppi futuri delle tecnologie impiegate. Se non altro l'impatto economico è senz'altro notevole considerando di poter investire la stessa somma in impianti tradizionali almeno quattro volte più potenti.
Si tratta comunque di un esperimento interessante ma il governo francese (così come gli altri) dovrebbe aspettare a vederne bene i risultati e a soppesarli adeguatamente sulla bilancia prima di dare il via libera ai prossimi 1000 km già pianificati di “strade solari”.

di Enrico Gussoni

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