8 gennaio 2017 - Primo contatto

Faraday Future FF 91

Un anno fa scrissi un articolo sul guanto di sfida lanciato dalla neofita (e sconosciuta) Faraday Future al colosso delle vetture elettriche Tesla. Si trattava della FFZERO1 e, devo ammetterlo, non mi impressionò particolarmente. Anzi la loro concept da salone in stile “Vision GT”  mi fece quasi sorridere sulla bontà del loro progetto.
Un campanello d'allarme scattò quando la Casa cinese (con sede in California) acquistò il team Dragon Racing, un'eccellenza nella ricerca e sviluppo per la mobilità elettrica ad alte prestazioni, per correre nel sempre più chiacchierato (e affollato) campionato Formula E.

Poi è arrivato il Consumer Electronics Show di quest'anno…

Il 3 gennaio è stata presentata la Faraday Future FF91, anche se qualcosa era già stato anticipato in rete. Si tratta di un'auto familiare (a metà tra una berlina e un SUV come proporzioni) completamente elettrica con a disposizione 1060 cv e 1800 Nm di coppia.
Ebbene si, un'auto “per famiglie” con la potenza di una Bugatti Veyron e una coppia senza paragoni.
Una tale potenza permetterebbe a questo mezzo “primo della sua specie” (a quanto recita la Casa madre) di accelerare da 0 a 96 km/h (60 miglia orarie, il riferimento USA) in 2,39 s.
È già stato pubblicato in rete un video in cui un prototipo di FF91 ancora camuffato straccia su una pista di accelerazione una Ferrari 488 e una Tesla Model X.
Si tratta comunque di un bestione american-style lungo 5,25 metri, anche se il peso non è stato rilasciato.

La guerra dei numeri però non si ferma qui: una batteria da 130 kWh invece dei 100 kWh di Tesla, un'autonomia dichiarata di 700 km contro i 400 km della X e i quasi 500 della Tesla Model S.
Sfida lanciata anche nel campo della guida autonoma con 10 telecamere, 13 sensori radar e 12 ad ultrasuoni, un nuovo sistema di illuminazione esterna e la possibilità di “guida in remoto” per far uscire la vettura in autonomia dal posteggio e farsi venire a prendere in ufficio o davanti a casa.
Anche un altro punto molto caro alla casa di Elon Musk, ovvero la connettività, è teatro di scontro: la vettura è disegnata per conoscervi e riconoscervi. C'è una telecamera per il riconoscimento facciale per l'apertura della vettura e ogni utente avrà un identificativo a cui il computer di bordo assocerà preferenze e gusti.

Che questo sia solo l'inizio, però, è dato dal fatto che la Variable Platform Architecture, la piattaforma alla base della FF91, è, appunto, variabile e flessibile. Questo permetterà di adattarla a modelli diversi.
Lo stesso si può dire delle batterie concepite come assemblati di “stringhe” che possono essere riorganizzate (sempre a detta della Casa) molto facilmente.
Manca ancora un anno al lancio in commercio di questa “promessa” su ruote ed è possibile che alcuni dettagli non arriveranno in produzione, ad esempio le razze dei cerchi da 22” che dovrebbero modificare la loro posizione a seconda della velocità, mentre è assolutamente plausibile la presenza delle sospensioni attive e delle ruote posteriori sterzanti.

Ma oltre a tutta questa superba tecnologia c'è un'ultima cosa che Tesla e Faraday Future hanno in comune: un avversario.
Ebbene sì, perché la FF91 non ha fatto in tempo ad essere svelata che già all'orizzonte si è profilata la sagoma di una nuova concorrente nel mondo delle elettriche. Si tratta della Air, una berlina progettata dalla Lucid Motors (sempre in California, ovviamente), dalle linee eleganti, futuristiche e aerodinamiche. E con una potenza di 1000 cv.
Nascerà nel 2018 insieme alla FF91 con l'aiuto di Samsung e la tecnologia delle batterie che Lucid fornisce alla già citata Formula E.

Certo, dimentichiamo che, dopo mille peripezie e un uragano che gli ha distrutto la fabbrica, anche il vecchio Henrik Fisker vuole tornare sulla scena con la Fisker eMotion da 260 km/h e oltre 600 km di autonomia.
Insomma per chi non l'avesse capito Tesla non è più sola, o almeno non per molto ancora. Noi in Italia, intanto, attendiamo che FCA sforni la sua full-electric di alta gamma.
Dicono si chiamerà Maserati Alfieri...

di Enrico Gussoni

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