6 novembre 2016 - Primo contatto

Quantum GP700

Per chi è nato nel cuore degli anni '90 un regalo molto atteso sotto l'albero di Natale alle elementari era “La RossaGig-Nikko, un'automobilina radiocomandata la cui pubblicità prometteva prestazioni eccezionali anche in fuoristrada. La mia è adesso smontata giù in cantina: non so se smise di funzionare quasi subito o proprio non funzionò mai ma ne rimasi alquanto deluso.
Fu solo qualche anno più tardi che rivalutai quel fallimento su ruote quando vidi l'auto a cui era ispirata: la Ariel Atom.

Molto probabilmente la sua fama la precede per vari motivi. Innanzitutto ha una forma praticamente unica nel suo genere: pur esprimendo a meraviglia il concetto di sportiva inglese essenziale (anche troppo) leggera e scattante, lo fa con una soluzione davvero originale che ha una semplicità “retrò” (il telaio tubolare) ma prestazioni e capacità ancora sfruttabili. Questo nonostante la produzione sia iniziata nel 2003 su un'idea del 1996.

Ne abbiamo conosciuto versioni “entry-level” con il 2.0 VTEC Honda alla 500 cv/550 kg, con il doppio V4 Suzuky-Hayabusa, ma l'ultima giunta all'onore delle cronache è la Aero-P presentata qualche mese fa.
Si tratta di una concept dotata di un fondo nuovo, studiato per sfruttare al massimo l'effetto suolo, e di due ventole elettriche in grado di “succhiare” l'aria da sotto la vettura (tecnicamente anche a 0 km/h) amplificando ancora di più l'effetto come succedeva sulle leggendarie Chaparral 2J e Brabham BT46B. Il fatto di avere delle ventole azionabili esclusivamente quando necessario invece che degli alettoni evita la resistenza di questi ultimi in rettilineo. Ciò si tradurrebbe, a detta della casa, in una maggiore efficienza.

Ma ultimamente sono arrivati aggiornamenti anche su un altro progetto legato alla Atom: quello del progettista australiano Jeff David (noto come Jay Dee), che si è già fatto un nome negli ultimi 40 anni in ambito motociclistico e automobilistico sia nella meccanica che nell'elettronica.
Jay acquistò una Atom III da 245 cv, incuriosito da come questa vettura cercasse di rendere “le sensazioni di una moto”, e iniziò a lavorarci pesantemente a 360° per dare vita alla JayDee 600 da 594 cv (con etanolo E85) e 701 kg dotandola anche di alettone anteriore e posteriore.

Una volta soddisfatto dell'esperienza compiuta Jay ha iniziato a lavorare al suo vero obbiettivo: la Quantum GP700.
Se si dovesse descriverla velocemente si direbbe che è una Atom carenata in grado (a 280 km/h) di generare abbastanza deportanza da viaggiare rovesciata.
È curioso come sul sito ufficiale si trovino alcuni dati espressi in una forma che i grandi costruttori non usano spesso: a fianco a “da 0 a 100 in 2.6 secondi” c'è scritto “accelerazione massima di 1.25G”, ovvero meglio che buttarsi col paracadute. Anche peggio il calcio nello stomaco che vi da una frenata: 1.9G a 190 km/h.

Quantum Performance Vehicles ha lavorato alla GP700 complessivamente per 7 anni spremendo ogni goccia di energia dall'Honda iVTEC, migliorando il controllo di trazione e cercando di limitare il più possibile i costi di utilizzo (che non vuol dire “renderla economica”).
Decisamente a farlo apposta la Quantum persa 700 kg e sviluppa 700 cv, è omologata per la strada (almeno… in Australia) e costa 140.000$ (poco meno di 130.000€). In pratica è il prezzo di un prototipo da cronoscalate o delle auto da track-day più esclusive. Visto come le varie Atom tendono a “mangiarsi” le pupille delle case più blasonate in pista…

Sugli scarni siti di Jeedee e della Quantum (essenzialisti come la vettura stessa) trovate dati di telemetria a riprova delle specifiche dichiarate e alcuni on-board interessanti.

di Enrico Gussoni

Le foto

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