16 ottobre 2016 - Primo contatto

Shell Concept Car

In quarta superiore dovetti compiere un progetto semestrale di storia dell'arte e, non avendo molte idee, partii da un “doodle” di Goggle raffigurante la Crown Hall di Mies van der Rohe. Intitolai il progetto “Less is More” e trovai, con questa citazione del mitico Colin Chapman, un collegamento con il mondo dell'automobile.
Così, mentre da un lato parlavo del Movimento Moderno e del funzionalismo, dall'altro parlavo della Mini, della Panda e dell'Audi TT di ispirazione Bauhaus arrivando fino al meccanismo del cambio a vista sulla Spyker C8. Nel mentre citavo velocemente anche un prototipo di cui avevo letto da poco: la T25 di Gordon Murray che penso esprima al meglio, oggi come allora, quella filosofia.

Il guru, il genio delle monoposto di Senna e Prost, il creatore della McLaren F1  (la prima hypercar) e della Brabham BT60Y, la prima formula1 a “muso alto” che avrebbe fissato l'impostazione di tutte le successive e, più di recente, dell'OX truck che Sir Torquil Norman vuole produrre per farne il nuovo veicolo commerciale del Terzo Mondo. Ebbene costui aveva nel 2012 presentato una city-car posteggiabile in un tavolo da ping-pong (2.5 m x 1.35 m) capace di portare tre adulti in modo ultraefficente.
Sembrava fosse rimasta un esperimento ma, in questi anni, il lavoro non si è fermato e ora, in unione con Shell e la Geo Technologies dell'ex-motorista Honda Osama Goto, è tornata con qualche aggiornamento per continuare lo sviluppo delle tecnologie future.

Shell? Un colosso dei carburanti impegnato in un'auto ad alta efficienza? Non chiedetemi quale trucco di marketing o altro ci sia dietro, forse il vento sta davvero cambiando un po' per tutti, ma l'importante è che parte delle ricerche di Murray e della sua squadra si stanno concentrando sulla diminuzione delle perdite interne del motore (in questo caso un piccolo tre cilindri motociclistico da 660 cc) dovute alla viscosità dell'olio che, a detta del progettista, possono inficiare addirittura fino al 5% dell'economia del propulsore.
Questo per indicare il livello di dettaglio a cui ci si sta spingendo per limare ogni possibile fonte di perdita.

Pesando solo 550 kg (77 in meno rispetto a 4 anni fa!) e avendo un cx di 0.29 la rinominata Shell Concept Car ben si accontenta dei suoi 43 cv di potenza e 64 Nm di coppia, consumando circa 2,6 litri di benzina per 100km (senza start&stop o sistemi ibridi).
La cura dell'efficienza di Murray, però, non è solo nell'utilizzo della vettura ma anche nella sua produzione: il telaio tubolare in iStream (un nuovo tipo di fibra di carbonio progettato proprio da Murray e che meriterebbe un articolo a se stante) fa si che questa compattissima vettura possa essere sicura e robusta ma anche tremendamente economica e intelligente da costruire, riducendo del 60% l'energia spesa per la costruzione di una normale city-car.
“Potrebbe viaggiare per 100.000 km – ha detto Gordon al giornalista Ollie Marriage - prima di aver consumato l'energia necessaria a produrre un solo SUV”.

La carrozzeria in pratica è formata da tre soli elementi e per entrare si apre la parte attorno al parabrezza che è incernierata sopra le ruote anteriori. All'interno di questa trovano posizione il guidatore (al centro, ormai caratteristica fissa delle vetture di Gordon) e due altri passeggeri arretrati al suo fianco in una disposizione triangolare. Rimane anche spazio per 160 l di bagagliaio.
Considerando che se ne possono posteggiare tre al posto di una normale berlina sembrerebbe che, se non il futuro dell'auto privata, almeno quello del car-sharing passi da qui o dalla sorella elettrica T27 (che però pesa 200 kg in più a causa delle batterie). Invece questa vettura rimarrà, chissà ancora per quanto, un laboratorio mobile per la ricerca.
Se non altro quanto fatto finora sembra essere ben lontano dal puro esercizio di stile avendo indicato più vie di miglioramento e portato su strada molte idee di cui sentiremo ancora parlare nei prossimi anni.

di Enrico Gussoni

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