26 ottobre 2016 - Primo contatto

Electric GT Championship

Pochi altri periodi della storia della tecnica hanno visto un'effervescenza simile a quella che in questi ultimi anni sta investendo il mondo della mobilità elettrica: il “fenomeno Tesla” ormai di impatto planetario, la nascita della Formula E in antagonismo alla Formula1 turbo-ibrida, la diversa sensibilità del pubblico e un serio quanto globale cambio di prospettiva da parte di molte case costruttrici (nonché di governi nazionali) sottolineano ogni giorno di più che questa, piaccia o no, sarà la strada maestra del futuro.
Noi di Letudrive, come sa chi di voi ci legge più spesso, siamo molto attenti a questa evoluzione che seguiamo con curiosità e critica il più possibile oggettiva, che si tratti dei prototipi di Faraday Future o della nuova Kyburz eRod.
Ultima notizia di questi giorni è che Audi, dopo 18 anni di successi alla 24 Ore di Le Mans in cui ha conquistato la prima vittoria per un motore diesel e la prima di un ibrido, ha deciso di ritirarsi da questa competizione per poter meglio impegnarsi proprio in Formula E con il team ABT Audi.

Nell'immediato futuro, invece, una nuova disciplina sportiva (ma sempre con l'occhio rivolto alle strade di tutti i giorni) vuole aggiungersi a questa rivoluzione: si tratta del nascituro campionato Electric GT che è stato presentato ufficialmente ieri 25 ottobre a Montecarlo da Mark Gemmell, CEO di Electric GT Holdings.
Dal 2017 10 squadre porteranno in pista due Tesla Motors Model S in versione P85+ ciascuna che, a parte l'ala posteriore e le modifiche riguardanti la sicurezza dell'abitacolo, saranno il più possibile simili al modello stradale. Il tutto con l'appoggio della FIA come di enti e club nazionali.
Un monomarca quindi, anche se gli organizzatori non chiudono la porta al futuro ingresso di altri costruttori facendo i nomi di Mercedes, con la SLS AMG Electric Drive, Citroën con la sua concept ElectricGT, Rimac (un piccolo costruttore croato di supercar full-electric) e altre che potrebbero aggiungersi. Una fra tutte è la già citata Faraday Future che vuole presentare entro la fine dell'anno il modello stradale con cui intende portare in campo la guerra ormai già dichiarata a Tesla.

Quello che stanno facendo i promotori della Formula E – ha detto Gemmell – per diffondere nel mondo la mobilità sostenibile è semplicemente fantastico. È stato all'e-Prix di Montecarlo l'anno scorso che abbiamo deciso di andare oltre l'esibizione che stavamo pianificando e di indagare seriamente la possibilità di creare una nuova categoria del motorsport a zero emissioni che utilizzasse auto di produzione”.
Dopotutto, come abbiamo già avuto modo di scrivere, nessuna combinazione di marketing, calcoli al computer o test di collaudo potrà mai avere un impatto potente come quello dato dalla competizione sportiva.

Il calendario della prima stagione conterrà 7 appuntamenti tra cui una tappa italiana: Barcelona-Catalunya, Donnigton Park, Mugello, Nurburgring, Assen, Estoril e Madrid-Jarama.
A portare in pista i 416 cv e 600 Nm delle Tesla S EGT ci saranno anche nomi già conosciuti come Stefan Wilson, Vicky Piria, Dani Clos, Leilani Munter e l'ex-F1 Heinz-Harald Frentzen  che ha già condotto dei giri di test al Paul Ricard in Francia.
Partner ufficiali saranno anche Pirelli per gli pneumatici e OMP per la sicurezza.

Se questa nuova idea saprà attirare piloti e costruttori come ha fatto la Formula E (in cui adesso sono impegnati a vario livello ABT-Audi, Renault, Williams, McLaren, Dallara, Venturi e Faraday Future) allora magari anche il pessimismo dei “petrolhead” più convinti potrebbe tramutarsi in una nuova speranza per il futuro.

di Enrico Gussoni

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