21 settembre 2016 - Primo contatto

Saleen S7 LM

Saleen è un nome davvero poco noto qui in Italia: se provaste a fare una rapida ricerca pensereste che si tratti del “solito elaboratore americano” che modifica muscle-car nell'estetica e nel motore.
Eppure non è così: secondo la legislazione statunitense la Saleen non è un mero assemblatore ma una vera e propria casa automobilistica. Viste le dimensioni si tratta di un “unicum” interessante.
Ma non vogliamo parlarvi delle sue Camaro, Mustang e addirittura Tesla pesantemente rielaborate, quanto dell'unica vettura effettivamente progettata e prodotta interamente dalla Saleen: la leggendaria e vittoriosa S7.

L'avrete vista con a bordo Jim Carrey in “Una settimana da Dio”, ma io la conobbi a Monza negli ultimi anni della sua presenza agonistica.
Nata nel 2001 e prodotta fino al 2006 corse (e vinse) in numerosi campionati, tra cui la Le Mans Series e lo straordinario campionato FIA GT1, quello in cui correva la Maserati MC12, per intenderci. Un campionato che permetteva anche alla Ferrari Enzo (attraverso la MC12, appunto) di confrontarsi in pista con gli avversari diretti, mentre oggi simili vetture frequentano i tracciati solo per blindatissimi eventi monomarca.

Esternamente le differenze tra la versione stradale e la versione R sembravano risiedere solo nell'assenza di sponsor sulla prima. La forma era in perfetta sintonia con quella di altre stradali “da corsa” dei primi anni 2000, come la Moesler Mt 900: alettone senza fronzoli, abitacolo molto avanzato e una linea che, da tonda e affusolata all'anteriore, degradava in un largo posteriore. Il tutto riempito di prese d'aria come branchie di squalo.
Aveva 575 cv e 712 Nm di coppia che salivano a 760 cv e 949 Nm nella versione Twin Turbo (TT) del 2006.

Oggi, per festeggiare i suoi 20 anni, la Saleen S7 tornerà in 7 esemplari denominati LM, in tributo alla vittoria raccolta alla 24 ore di Le Mans del 2010, quando rimase l'unica GT1 in pista dopo una gara devastante.
Sarà mossa da un motore V8 (e non potrebbe essere altrimenti) da 7 litri a cui la casa madre accredita non meno di 1000 cv.
Si porta quindi la sfida nel campo delle hypercar, sempre più affollato di contendenti più o meno esclusivi (della LaFerrari, ad esempio, sono stati prodotti ben 500 esemplari).

La S7 LM, benché svegli i ricordi dei nostalgici e riaccenda gli animi dei fanatici della “unica vera supercar americana” (che è poi quello che alla Dodge dicono della Viper e alla Chevrolet della Corvette…), sarà sostanzialmente un remake. Infatti dalla prima immagine diffusa non si notano particolari modifiche nell'estetica e le performance dichiarate richiamano quelle della S7 TT “competition package”, dotata anch'essa di circa 1000 cv, estrattore posteriore, finiture in carbonio e alettoni.

È un po' un peccato anche considerando che nel 2008 la Saleen presentò la S5S Raptor, una due posti con un 5.0 litri da 650 cv e una linea che richiederebbe davvero pochi ritocchi per competere con le più attuali sportive di Ferrari, McLaren e Lamborghini.
Purtroppo, benché con i suoi 180.000$ costasse circa un terzo della S7, non fu mai prodotta a causa della sopraggiunta crisi economica.

Che questo “revival” in tiratura limitata della S7 stia preparando il ritorno della dimenticata S5?

di Enrico Gussoni

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