6 luglio 2016 - Primo contatto

Sono tornati i temerari delle macchine volanti

Nel 1910 un manipolo di strampalati piloti si radunò con i propri mezzi più pesanti dell'aria all'interno del circuito di Brookley prima di partire per una trasvolata di 25 ore e 11 minuti alla volta di Parigi. Questo secondo la storia inventata del celebre film “Quei temerari sulle macchine volanti”, che però rende degno onore a coloro che, per i motivi più disparati, già discutibili all'epoca e ad oggi assurdi, decisero che volare sarebbe stato un modo ottimo per andare da un punto all'altro.
Ebbene di questo avemmo la prova, come potemmo altresì dare ragione a coloro i quali, in quegli stessi anni, puntavano su quattro ruote ben piantate per terra.
I “temerari” però non passano mai di moda e trovano sempre come adattarsi al progredire dei tempi e delle sfide.

Ecco così che è nata la Flying Car Racing: la prima organizzazione per competizioni tra auto volanti. Si, avete capito bene.
Se pensavate che le automobili volanti fossero roba buona per i Jetson o Star Wars, beh, vi siete persi qualche passaggio: dalla Aerocar del 1949 alla Terrafugia Transition, gli organizzatori indicano una ventina di tentativi, più o meno seri e più o meno “finanziati”, finora realizzati per ottenere un veicolo volante omologato per la strada.
La maggior parte sono aeroplani con le ruote smontabili o pieghevoli e qualcosa-più-che-moto con rotori da elicottero o parapendii; ma ha tutte le sembianze di un inizio!

Secondo Dezso Molnar, inventore della Molnar G2, nel mondo ci sarebbero un centinaio di veicoli del genere. A questi è aperto l'invito a trovarsi l'anno prossimo in California per guidare e volare lungo un percorso di 322km fino in Nevada. Sulla terra corrisponde alla leggendaria Route 66.
Le soluzioni, come dicevamo, sono molteplici per quanto ancora improponibili agli occhi di noi autisti del mondo reale: c'è la ZeeAero di Larry Page (il fondatore di Google) con i suoi 10 motori elettrici, l'autogiro PAL-V della Carver con un'elica pieghevole da elicottero ed una più piccola spingente, mentre altre come la Samson Motorworks sono per ora ancora “su carta”.

Le più interessanti sembrano essere la PAL-V e la Terrafugia Transition, poiché sono quelle che, per ora, sembrano essere state sviluppate con un impegno di tipo industriale più che da “garagisti”. Entrambe portano due occupanti, ma hanno un'impostazione molto diversa: la prima è una sorta di triciclo (con i posti longitudinali) che si guida come un'automobile ma piega in curva come una moto ed in volo potrebbe essere facilmente scambiata per un ultraleggero, mentre la seconda è un aeroplano con  quatto carrelli molto bassi in grado di piegare le ali e portarsele appresso. L'innovazione di quest'ultima sulle sue preceditrici è la doppia coda bassa che riduce (relativamente) gli ingombri nell'uso su strada.
La PAL-V pesa 665kg e può arrivare a 910kg con il carico. Ha un motore da 200Cv in grado di spingerla a 170km/h percorrendo 12km/l per 1200km di autonomia e con un ingombro di 4x2x1,6m.
Ben più grossa la Terrafugia con un ingombro “di posteggio” di 6x2,3m e un'altezza di 2m che però si traducono in 8m di apertura alare. Il suo motore Rotax da 100Cv può portare oltre 220kg di carico utile (tra cui, si specifica, valige e sacche da golf) a 160km/h per 640km (più la riserva).
Ok, ma… un prezzo?
Si parla di circa 200.000€ per la PAL-V e 250.000€ per la Terrafugia.

Purtroppo questo breve riassunto della situazione attuale non è esaustivo, ma ciononostante può aiutare a mostrare come il folle sogno dell'auto volante sia ancora inseguito da imprenditori azzardati ed inventori visionari che, però, mostrano anche tanta voglia di concretizzare tutto ciò con le prove dei fatti.
Allora pronti, via! E che vinca il migliore!

di Enrico Gussoni

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