10 luglio 2016 - Primo contatto

Aggiungete un posto nella sala del trono!

Sono bastate davero poche ore perché l'inaspettato colpo apoplettico dovuto alla sua presentazione si spargesse nell'etere: la nuova Aston Martin AR-RB 001, che cambierà sicuramente nome prima di arrivare in strada nel 2018, è il frutto della giovanissima collaborazione tra la casa dal marchio alato e la scuderia Red Bull, precisamente il reparto Advanced Technologies capitanato dal leggendario Adrian Newey. Il che ne fa anche la prima vettura stradale che porti l'impronta del toro rosso.
Dopo le virtuali Aston DP-100 Vision Gran Turismo e la Red Bull X1, questa nuova hyper-car è la concretizzazione di molti, moltissimi sogni e progetti.
Si parte dall'aspetto: è dai tempi di una delle prime hyper-car, la Ferrari F50, che lo stato dell'arte tenta di imitare le vetture della “massima formula”, sia nell'aerodinamica tesa alla prestazione che nel richiamo estetico; ma qui sembra non esserci alcun contegno!
È più scavata della LaFerrari, ha più curve della McLaren P1 e, oserei dire, britannicamente più elegante anche della pulitissima Porsche 918. Il frontale sembra quallo di un prototipo da 24 ore di Le Mans ma è ben alzato da terra con un vistosissimo alettone, non un “semplice” spoiler che espande la linea frontale, ma una vera e propria ala sorretta da due montanti come in Formula1 che porta all'imbocco del fondo.
Qui, proprio come nelle vetture da gran premio, verrà generata probabilmente la maggior parte della down-force verso il posteriore che non è altro che un gigantesco estrattore. Altro che vistose minigonne aggiuntive: quest'auto è un immane convogliatore d'aria e penso si possa capire dalla vista da tre quarti posteriore in cui, dietro la paratia della ruota anteriore, si scorge la luce dall'altra parte della vettura.
Unico neo, forse, quel singolo e modesto tubo di scarico centrale che forse avremmo preferito un po' più aggressivo.
Sono proprio curioso di vedere come sarà la posizione di guida, anche se gli uomini di Gaydon anticipano come confortevole.
Certo, da un simile esempio di ingegneria, il cui prezzo oscillerà tra i 2,3 e i 3,5 milioni di euro, ci si potrebbe aspettare anche qualche comodità.
Ci piacerebbe ora metterci qui a giocare al “meglio delle 4” (che diventano 6 se si contano Pagani Huayra e Koenigsess Ragera) sviolinando dati e cifre, ma purtroppo per ora le indicazioni sulle reali capacità di questa belva sono generiche: il motore sarà un V12, per limitare il più possibile le vibrazioni, con un'aggiunta ibrida di ispirazione LMP1, ovvero più di supporto in accelerazione che come contributo alla potenza totale. Potenza che sarà “sopra la media dei prototipi da Le Mans – dicono i progettisti – ma sotto il loro massimo”. L'obbiettivo sarebbe quello di un rapporto peso-potenza di 1:1, quindi stiamo parlando di qualcosa tra i 1000 e i 1500CV in accellerazione e 300 o 400 in meno a regime. Tremate, Bugatti e compagnia!
Sono già previsti 25 esemplari in serie limitata da uso esclusivamente pistaiolo, come hanno già fatto Ferrari con la LaFerrari XX K e McLaren con la P1 GTR (la Porsche non si è ancora cimentata in questo genere di vetture, a loro basta vincere le gare vere).

Insomma la Aston Martin sembra voler definitivamente passare dalla filosofia “auto che vince non si cambia” con cui ci ha regalato una serie di coupé una più bella dell'altra (ma che sotto la carrozzeria iniziavano a perdere il passo con la concorrenza) ad un rinnovamento epocale, testimoniato anche dalla nuova DB10.
Noi, ovviamente, continuiamo a meravigliarci davanti a questi sogni semoventi chiedendoci se mai ci sarà un limite all'infuocata, folle e appassionante corsa verso la prossima regina del muro di camera vostra.

di Enrico Gussoni

Le foto

Altri articoli