19 giugno 2016 - Prova su strada

Porsche 718 Boxster

“All’inizio mi sono guardato intorno, senza riuscire a trovare l’auto dei miei sogni. Così ho deciso di costruirmela da solo”. Questa la frase con cui Ferry Porsche provò a spiegare ciò che aveva concepito. La 718 è il ponte di connessione dal 1953 ad oggi, attraverso il quale si vuole riproporre il sogno e la purezza di una vettura a motore centrale e trazione posteriore, agile, scattante e affamata di curve.

Non vale nemmeno la pena di provare a confrontarla con la precedente 6 cilindri, la nuova Boxster è più leggera, più veloce e anche più efficiente. Sono nuove tutte le parti della carrozzeria, i fari sono Bi-Xeno, i motori innovativi, gli interni hanno nuove forme ergonomiche, solo la capotte è la stessa della serie precedente.

La 718 che ho il piacere di guidare è gialla e le linee sono filanti, vista lateralmente appare davvero bellissima con una continuità di forma  e una proporzione degna di firma d'artista. Il motore è boxster turbo da 2.0 litri  e soprattutto 4 cilindri, 300cv e 380 Nm. Questo significa 35cv e 100Nm in più a fronte di una riduzione dei consumi pari al 14%.

Al primo affondo del pedale acceleratore, la cosa che stupisce è l’assenza del turbo lag. Nonostante il 4 cilindri non adotti la turbina a geometria variabile (disponibile sulla sorella maggiore S), la coppia è già disponibile da 1950 rpm  e il motore sale rapidamente di giri sino a quota 7000, colpendomi con la sua elasticità e prontezza.

Su strada questo si traduce in un'ottima fruibilità, soprattutto nei percorsi ricchi di curve, dove abbinato al cambio PDK (di cui è dotata la nostra vettura), rende l’esperienza di guida completa e coinvolgente. Nel percorso attraverso la Lombardia, ho apprezzato moltissimo la doppia anima del cambio. Nella guida rilassata, con capotte rigorosamente abbassata, sa coccolarti, con cambi marcia dolci e impercettibili. Invece, quando volete assaporare il brivido sportivo, basta ruotare l’interruttore Mode al volante e posizionarlo su SPORT PLUS, allora le cambiate si faranno affilate e feroci.

Per un'esperienza quasi racing, potete posizionare la leva cambio in Manual: tirandola verso di voi salirete di marcia e spingendola verso la plancia scalerete, apprezzando le sensazioni di guida di un vero manuale.

Devo solo avvisarvi che il PDK così come l’interruttore Mode sono optional molto costosi, per avere il secondo dovrete acquistare il pacchetto Sport Crono. Solo così potrete poi comodamente scegliere tra 4 diverse impostazioni di guida senza mai togliere le mani dal volante e rilevare 0-100 mozzafiato grazie al cronometro sul cruscotto.

Nel tragitto verso Lecco, costeggiando le montagne sul lago, ho potuto concentrarmi sullo sterzo e sul sound dello scarico. Il primo è stato ridotto di diametro e ci tengo a sottolineare che esteticamente è perfetto, le linee pulite e le razze sottili si abbinano alla plancia e agli interni. Alcuni elementi richiamano il volante della 918 Spyder e purtroppo in un trionfo di pelle e di materiali pregiati, il selettore Mode con la ghiera in plastica, non è all’altezza degli altri comandi. Lo sterzo è sempre preciso, il rapporto di demoltiplicazione è stato ridotto per una guida diretta ed intuitiva. Ritengo sia uno dei punti di forza della vettura, dalle mani passano molte delle sensazioni di guida e sulla 718 il feeling è incredibile sin dai primi chilometri.

Tra le note dolenti invece devo aimè riportare lo scarico, non mi ha mai soddisfatto, sin dalla prima accensione. Risulta metallico e poco coinvolgente al minimo, dove è quasi nascosto ed ad alti regimi si trasforma in un latrato, sordo e con troppi db. E’ di certo caratteristico, ha progressività e vigore ma manca di qualità.

L’altro punto che mi ha lasciato perplesso riguarda la capotte, che ho abbassato subito dopo i primi metri, essendoci la possibilità di farlo sino a 50km/h. Nel viaggio di ritorno, invece, un temporale estivo mi ha obbligato a chiuderla e quando la pioggia ha smesso di battere , percorrendo l’autostrada A4, ho notato i fruscii in corrispondenza del montante . Se comparati alla concorrenza di sicuro la vettura si posizionerebbe tra le migliori, ma dalla Porsche, dal sogno Porsche, mi aspettavo una performance migliore.

Percorrendo gli ultimi chilometri, dopo una giornata intensa, mi rendo conto di stare davvero bene e di non accusare stanchezza, questo perché una delle doti della 718 è quella di garantire il comfort di chi guida in ogni situazione, di assecondare ogni sua esigenza senza colpo ferire, senza essere troppo invadente o troppo distaccata. Non è amore a prima vista, ma ti conquista con il percorrere dei chilometri, offrendoti tutto a portata di mano, con un'ergonomia convincente ed un'ottima dinamica. 

La 718 anche con il 2.0 litri 4 cilindri è dannatamente veloce, con 275km/h di velocità massima e uno 0-100 km/h in 4,7s, poi bisogna frenare e ci pensa un impianto in ghisa forato da 330x29 all’anteriore e 299x20 al posteriore che è sempre ben modulabile e non accusa fading.

Andar forte è facile per tutti, anche per i meno esperti, andar veloci o strappare il tempo sul giro è un'altra cosa e per farlo la Boxster richiede un po’ di impegno. Il 90% delle sue performance sono tuttavia raggiungibili da chiunque e questo è importantissimo, perché lascia in chi guida un senso di soddisfazione ad ogni chilometro percorso. La Boxster ci fa sentire bravi al volante ed è per questo che le perdono i fruscii, ma non il sound.

di Leone Longoni

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