5 giugno 2016 - Primo contatto

In strada entro fine anno la nuova ATS GT

Abbiamo intervistato Daniele Maritan, titolare di ATS Automobili, per farci accompagnare alla scoperta di questa realtà motoristica italiana sconosciuta ai più ma che sta già spargendo i suoi frutti nel mondo e che nei prossimi mesi lancerà la sua nuova creatura. Un'impresa che non vuole fermarsi ad “assemblare” sogni artigianalmente ma vuole puntare in alto con una sportiva in serie limitata che accetta la sfida con i grandi nomi delle strade italiane e non.

Iniziamo con l'introdurre i nostri lettori alla vostra azienda: da dove nasce ATS? Perché, con i molti marchi italiani scomparsi dopo aver fatto la storia, si è scelto di rilanciare proprio Automobili Turismo e Sport?

Di marchi storici ce ne sono ma hanno tutti problemi di registrazione (nel senso che non si capisce bene chi siano i proprietari) o sono irraggiungibili: ad esempio noi partecipammo all'asta per il marchio DeTomaso ma c'erano in lizza multinazionali con budget ben più grandi dei nostri.
ATS, poi, è importante, anche se non per la conoscenza che il pubblico ne ha ora, per quello che ha significato negli anni '60: basta poco tempo per capire di cosa si sta parlando quando si tirano in ballo nomi come Chiti o Bizzarrini…
Inoltre ATS aveva già una GT, mentre molti suoi corrispettivi (ad esempio Siata) producevano quasi esclusivamente barchette. Possiamo così riproporre una sorta di prosecuzione in chiave moderna.

La vostra produzione, in attesa della nascitura GT, vede un prototipo pensato per la pista e una spider in stile anni '50: due vetture molto diverse, potrebbe presentarcele?

Il modello Sport riprende l'attività originale di ATS che produsse effettivamente barchette per la pista e le corse in salita. Fa concorrenza alle vetture prodotte, ad esempio, da Radical per l'impiego in scuole di pilotaggio (soprattutto all'estero, dalla Svizzera agli USA) o per clienti appassionati di track-day. Abbiamo evitato un impegno ufficiale nelle corse perché siamo una realtà ancora piccola e, soprattutto a livello organizzativo, difficilmente reggeremmo il confronto con esperti come Osella o, appunto, Radical. Comunque i riscontri prestazionali che abbiamo ottenuto ci indicano che la vettura reggerebbe il confronto.
Ne produciamo circa 20 all'anno, tra cui anche una versione stradale, e ha un costo di manutenzione e riparazione davvero basso.

La Stile 50, invece, non si riferisce a nessun precedente modello ATS ma si ispira come concetto alle vetture scoperte del secondo dopoguerra ed è stata pensata per soddisfare una parte di clientela appassionata di vetture d'epoca ma scontenta dei problemi di utilizzo di vetture storiche, soprattutto per quanto riguarda l'affidabilità.
La Stile 50 è totalmente artigianale ma con una meccanica moderna e affidabile: l'esemplare dei test ha percorso senza problemi 15.000km in un mese.
È in commercio da qualche mese in due versioni: Speedster, con un motore turbo da 210CV, e una versione con il motore della Honda S2000 elaborato dalla Spoon fino a 290CV. Quest'ultima è stata commissionata su misura da un cliente che però ci permetterà di produrla in altri quattro esemplari.
Visto il costo elevato di motore, cambio e differenziale stiamo pensando di produrre una versione comunque aspirata ma con un motore di serie.

Manca ormai poco all'arrivo della nuova ATS GT: che dettagli potete anticiparci per quanto riguarda prestazioni, caratteristiche e prezzo? Come nasce questa vettura?

La macchina sarà presentata entro fine anno in versione stradale, dopo averla presentata al Top-Marques di Monaco l'anno scorso con un modello statico. Inizieremo i test il mese prossimo.
Sarà praticamente una rivoluzione per la nostra struttura: pensiamo di scindere le due produzioni, quella della GT e delle altre due vetture, perché effettivamente questa sportiva sarà un vero salto di qualità.
Per la nostra piccola azienda è stato un investimento davvero importante e portato avanti con non pochi problemi dal 2012 quando abbiamo presentato i primi disegni.
Si piazzerà in una fascia di mercato abbastanza sguarnita: sarà sopra alle supercar “industriali” come Ferrari e Lamborghini che, senza ovviamente nulla togliere, sono prodotte in serie e quindi con una diversa distribuzione dei costi, ma comunque ad un prezzo e delle prestazioni contenute rispetto alle odierne hypercar di marchi che hanno nomi e mezzi ben più grandi dei nostri.
Abbiamo molti partner esterni per garantire la massima qualità: l'artigianale sarà solo nel “vestito” e nella sua personalizzazione, mentre sotto sarà una “sportiva vera”, non qualcosa in “stile inglese”.

Si tratterà di una due posti sportiva artigianale di piccolissima serie: quali ritenete essere le sue dirette avversarie nel mondo delle sportive?

Non abbiamo riferimenti particolari: guardiamo poco alla concorrenza per spingere di più verso l'identità del marchio storico; dopotutto molti dei clienti di cui abbiamo già riscontrato l'interesse sono collezionisti che magari possiedono già la GT originale e non si fermano a guardare solo le prestazioni: deve essere bella!
Pur non potendo darvi troppe anticipazioni posso darvi un'idea dicendovi che sarà comunque lunga  4.5m e larga 1.95m, quindi non proprio “piccola”.

Il vostro impegno nelle competizioni con la Sport ci fa sperare in una versione da gara anche di questa nuova GT: è un'aspettativa fondata?

In questo momento no, sempre perché l'impegno sarebbe davvero grande per la nostra struttura, ma la macchina si presterà a questo possibile uso: abbiamo già iniziato a sentire delle scuderie che potrebbero essere interessate a condurre la questione in privato.
A seconda del successo del modello stradale potremmo prendere in considerazione un impegno ufficiale in questo senso, ma la vettura nasce per la strada ed è questo il primo obbiettivo.

Ci potete descrivere ATS oggi? Chi sono le persone dietro a queste supercar?

Innanzitutto siamo seri: dopo i mille problemi che abbiamo avuto (tra cui una battaglia legale per il marchio finita davanti al giudice l'anno scorso, ndr) siamo ancora qua. Siamo in sette, più qualche collaboratore esterno, e con la fine dell'anno saremo in una decina dovendo assumere qualche nuova leva per la produzione della GT.
Stiamo anche lavorando per ristrutturare la sede di Borgomanero per creare un vero e proprio atelier dove presentare ed esporre le vetture. Nel frattempo stiamo sviluppando la vettura con un'impresa di Torino.

In questo momento l'attenzione è concentrata sul lancio della GT, ma poi? Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono nuove direzioni che vorreste intraprendere?

Non potendo sfornare nuovi modelli troppo vicini l'uno all'altro abbiamo studiato la GT affinché possa subire varie trasformazioni nei prossimi anni.
Ho conosciuto Horacio Pagani e mi ha sempre ispirato la sua visione di azienda automobilistica, la cura del cliente e della vettura. Stiamo seguendo molto questo profilo.
Lo stesso vale per Luca Mazzanti, di cui sono amico (e che noi di LetUDrive abbiamo intervistato qualche tempo fa, ndr) e, anche se facciamo prodotti molto diversi, seguiamo la stessa visione e ho una grande stima di lui.

Insomma la macchina non invecchierà presto: continueremo ad aggiornarla ed a migliorarla ed a produrre edizioni limitate e speciali.
L'obbiettivo per il futuro resta, però, quello di “essere solidi”: se l'essere piccoli per un certo senso ci aiuta sotto il profilo del rischio è anche vero che in tanti si stanno improvvisando costruttori di automobili, ma la questione è poter essere qui tra dieci anni a fare un'altra intervista con voi e, soprattutto, poter garantire ancora l'assistenza ai nostri clienti, cosa importantissima per chi spende certe cifre per una vettura.

Noi di LetUDrive speriamo davvero di seguire anche questa avventura nel mondo delle quattro ruote, sperando di poter presto assaggiare il sound di questa nuova nata.

Per chi volesse conoscere meglio ATS il loro sito è www.ats-automobili.com

di Enrico Gussoni

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