8 maggio 2016 - Primo contatto

Nuova Toyota Prius

È arrivata sul mercato da qualche mese ormai la nuova Toyota Prius, la IV serie, finalmente rinnovata nella linea (senza doversene per forza vantare, ma è questione di gusti…) e con ancora, ovviamente, lo spirito ecologico con cui nacque alla fine dello scorso millennio.
Se si pensa che il primo autoveicolo ibrido fu la Semper Vivus Lohner-Porsche del 1900 è sorprendente pensare che questa tecnologia se ne sia stata sopita per così tanto tempo. Insomma, di vetture elettriche è capitato di vederne in passato, per quanto si sia trattato di tentativi svaniti quasi subito dal mercato; ma dopotutto l'ibrido non è qualcosa di così insensato visto che unisce due diverse “comfort zone”, ovvero quella dei motori elettrici, che risultano efficienti anche nel fermo-riparti-fermo dell'uso urbano dove soffrono i motori a combustione, mentre questi ultimi sono ottimi nelle grandi percorrenze a velocità il più possibile costanti, come (si vorrebbe) in autostrada.
Diciamo che la chiudiamo qui, perché poi si aprirebbe il discorso del “ma è più inquinante estrarre il litio per le batterie o il petrolio per la benzina ecc ecc” con il sicuro rischio di divagare…


Torniamo a questa vettura in particolare: si è tolta, dicevamo, quell'aria da elettrodomestico di primi anni 2000 per abbracciare anche lei le linee aguzze e tese delle nuove Toyota che danno un'impressione in puro stile manga con la carrozzeria che sembra ripiegarsi e dilatarsi quasi a contenere il respiro di qualche creatura mitologica.
Eppure sotto questa pelle c'è ancora quell'auto da hippie, da profughi della generazione dell'amore, da persone che non si sono “arrese al sistema”…
O forse no? Forse oggi, nel 2016, lo sguardo è cambiato?
E come non potrebbe?
Quella che quando andavo alle elementari era lo zimbello di tutti i “car-guy”, l'auto da sfigato per eccellenza, la versione distorta di un futuro che non volevamo, ha dato il via alla serie ormai globalmente diffusa delle ibride. A partire dalle altre giapponesi si è arrivati alle europee e dalle utilitarie si è arrivati alle sportive, fino a vedere nell'ibrido non più solo un beneficio di efficienza, ma anche un vantaggio in efficacia prestazionale.
Forse non è da imputare alla piccola Prius l'arrivo dell'ibrido in Formula1 e a Le Mans? E senza questa progressione, avrebbero mai case come Ferrari e McLaren optato per delle hypercar ibride come LaFerrari e P1?
L'utilitaria più usata dalle stelle di Hollywood, però, proprio per questo paga pegno: se fino a qualche anno fa scegliere una Prius lanciava ancora un messaggio, adesso questa nuova berlina ibrida è diventata solo una tra le tante.
A 29.250€, fino a 122CV e 33,3km/l costa più della Mercedes GLA o della Ford Mondeo, ma tra le ibride chiede giusto qualcosa in più della Lexus CT da 27.850€. Più in basso solo due-volumi e piccole utilitarie.
Nel rinnovo dello stile gli ingegneri del Sol Levante non hanno, però, guardato solo all'estetica, ma anche all'aerodinamica (che aiuta a diminuire i consumi) e all'abbassamento del baricentro. Certo, non è un'auto con cui scialarsi in pista, ma sicuramente tra le curve se la caverà meglio che in passato anche grazie alle nuove sospensioni multilink al posteriore.


Adesso che parlare di questa vettura è diventato così normale, se non addirittura banale, viene da chiedersi chi e quando lancerà la prossima osteggiata rivoluzione...

di Enrico Gussoni

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