11 maggio 2016 - Primo contatto

Jaguar XKSS

Diretta discendente della C-Type, nata per vincere alla Le Mans era, anzi è la D-Type.

 

Guardandola da fuori io non posso far altro che notare la somiglianza con uno squalo, seppur dallo sguardo un po’ smarrito, ma si tratta di sola apparenza. Lei è una predatrice e come tale è sempre pronta a scattare , mordere e divorare asfalto e avversari.

Dotata di un motore 6 cilindri 3.442 cm3 con doppio albero a camme e tre carburatori doppio corpo Weber era in grado di sprigionare 285 cv a 5750 rpm, su soli 800 kg di peso.

La vettura sfrecciava sui circuiti internazionali a ben 270 km/h e vinceva alla 24 Ore di Le Mans 1955, 1956 e 1957.  Dopo questi successi al fondatore William Lyons venne in mente di realizzare una versione stradale, che la stessa Jaguar definì " la prima supercar al mondo". Forse esagerando, ma essendo un oggetto che racchiude parte della storia del motorsport, non battiamo ciglio e accettiamo la forte affermazione.

William decise di costruirne 25 stradali, per precisione dovremmo dire, convertirle a stradali. Prese infatti 25 D-Type da competizione e iniziò a trasformarle in vetture per tutti i giorni o quasi. Il sogno tuttavia si bruciò: il 12 febbraio 1957 un incendio distrusse lo stabilimento di Browns Lane e nove Jaguar rinominate XKSS andarono perse.

Oggi ci sentiamo di fare i complimenti alla Jaguar che a distanza di 59 anni ha deciso di riportare in vita le mancanti, finendo ciò che William aveva iniziato.

Facciamo i complimenti a braccia alzate,  perché la XKSS fa parte di quel lotto di vetture che definiamo VERE, nate dalla passione e dal sacrificio. Nate prima come vetture per divertire e vincere. Tutto in questa vettura ancora oggi emoziona proprio come allora, i pannelli in alluminio, il volante ampio a tre razze, la linea sinuosa studiata per tagliare l’aria. Semplicemente ci piace e invidiamo molto i 9 fortunati a cui consigliamo di guidarla, guidarla, guidarla!

di Leone Longoni

Le foto

Altri articoli