18 maggio 2016 - Primo contatto

Audi R8 selection 24h

Non è la vittoria che l'Audi sperava di dover festeggiare, ma l'occasione non è da scartare e così, dopo aver perso la 24 Ore di Le Mans che ha segnato il ritorno alla vittoria della Porsche e aver vinto, però, la 24 ore del Nurbirgring, la casa dei quattro anelli ha deciso di produrre una limited edition denominata Audi R8 Coupé V10 Plus “selection 24h.
La supercar di derivazione Huracán, che deve il suo nome al prototipo che ottenne la prima vittoria di un diesel alla storica maratona della Sarthe, celebra così l'ennesima conquista nei campionati per gran turismo di tutto il mondo in cui, in questi ultimi anni, ha raccolto più di un centinaio di vittorie.


Il V10 dal DNA Lamborgnini adesso supera di poco i 610CV e ha una coppia di 560Nm, che non saranno i 700Nm della barchetta da pista, ma sono comunque un bel calcio nel sedere!
L'Audi dichiara che almeno metà dei componenti è derivato dalla LMS che compete, appunto, in campionati come la Le Mans Series  o il Blancpain GT. Sicuramente la colorazione bianco-girgio segnata di rosso, molto simile a quella delle coupé ufficiali, il carbonio a vista e lo spoiler posteriore aiutano a rendere davvero piena di cattive intenzioni la faccia di un'auto già di per sé molto aggressiva. Le linee tese e decise della nuova generazione infatti, pur mantenendo la forma pulita e la linea semplice della concept Le Mans Quattro del 2003, hanno perso in essenzialità guadagnando in carattere.
2003! Fa sentire un po' vecchi, o almeno ben cresciuti…
Va bene che la R8 definitiva fu lanciata nel 2006, ma ricordo di quando la vidi al primo Motor Show di Bologna cui andai e quando ci giocavo su Gran Turismo 4… alla PlayStation2!


Se io adesso scrivessi “supercar sobria” sembrerebbe un'idea poco raccomandabile, eppure in buona parte era questa l'impostazione della R8 (di cui, per un attimo, si pensò anche ad una versione diesel con il V12 TDI) che è andata via via sfumandosi nell'acceso confronto con le avversarie cui si trovò in serrato confronto, mentre per molti sarebbe dovuta rimanere una supercar “low-cost” non all'altezza delle Ferrari o Lamborghini a motore centrale. Poi è arrivata la Iron Man Edition e nessuno ha più potuto dire nulla.
In questa versione ancora più raffinata il servosterzo è dinamico e le sospensioni sono le adattive magnetic ride, mentre i fari non sono a LED ma laser. Per fortuna (o “purtroppo”, potreste pensare) il loro scopo non è polverizzare i cattivi ma illuminare la strada ad una distanza e con una chiarezza compatibile con le prestazioni della vettura e la sicurezza. Chi li ha provati dice che dopo non se ne può più fare a meno, ma non mi è mai capitato di vedermeli sparati in faccia dal retrovisore.


330km/h e 0-100 in 3,2” sono numeri degni dell'eroe corazzato, anche se all'Audi sarebbero disposti a vendere anche un paio dei loro anelli per avere qualche brevetto di Tony Stark, ma questo ritrovato della tecnologia alemanna saprà bene, per quasi 230.000€, far capire cosa si prova ad avere il coltello dalla parte dell'acceleratore.

di Enrico Gussoni

Le foto

Altri articoli