17 aprile 2016 - Primo contatto

“We long held the desire to create a road car that truly reflects our racing activity at Le Mans”

La notte è buia, di quelle senza luna, le strade sono deserti neri dove semafori lampeggianti scandiscono il tempo. Di tanto in tanto qualche bagliore spezza la monotonia ma di colpo un suono sordo risveglia la notte.

446 cavalli arrabbiati, figli di un V8 4.7 litri, sbuffano, soffiano, scalpitano e gridano da due canne in titanio. La GT8 sfugge rapidamente, ma le teste non possono far altro che voltarsi e gli occhi cercarla, splendidamente aggressiva nella livrea Lime- Racing.

Così ho fatto anche io, colpito dalle forme brute e allargate delle carreggiate.  Tracciate e sottolineate dal color lime acceso e dai profili in carbonio delle minigonne e dello splitter.

Il carbonio regna anche all’interno, sulla plancia, nei sedili e nei pannelli porta. Il vetro è in policarbonato e i passaruota, anch’essi in carbonio, alloggiano cerchi in magnesio APP-TECH, la batteria è stata alleggerita di 17Kg,  per garantire  100Kg  in meno della versione V8 Vantage “ classica”. L’ago della bilancia si ferma infatti a 1510Kg.

Buon tentativo ma le GTE che competono nel campionato internazionale sono 400kg al di sotto in questa versione e i cavalli si attestano a circa 480.

Verranno prodotte 150 vetture i cui fortunati potranno acquistare scegliendo tra cambio manuale e Sportshift II.

Mi sorge solo una domanda; sarà come la Vantage N24 Stradale?

Mi spiego meglio, se si ripercorre la storia Aston Martin sino al 2007, nell’elenco delle vetture prodotte si incontra la N24, di fatto una Vantage che il cliente poteva “rielaborare” con l’assistenza della casa madre per ottenere una vettura più simile a quella che aveva corso alla 24 Ore del Nurburgring.

Di fatto tuttavia la vettura che ne scaturiva era un ibrido, troppo pesante (1330Kg) per fare la differenza sulle concorrenti in pista e troppo scomoda per essere usata su strada, basti pensare che veniva rimossa anche l’aria condizionata. Non riuscì così a mettere in imbarazzo la 911 GT3 RS di allora, sua diretta rivale.

Nonostante questo dubbio, la GT8 mi piace e lo fa perché è indubbiamente affascinante, ha nei suoi sedili, nella posizione di guida e nel rombo sapore di motorsport. All’esterno è aggressiva e il colore è davvero unico. Forse perché amo le tonalità accese, ma lo trovo adatto alla tipologia di vettura e all’immagine che la casa costruttrice vuole trasmettere.

 

Ora conoscete il suo potenziale, sapete che dentro di lei c’è nascosta un po’ dell’esperienza della Le Mans. La frase riportata nel sottotitolo,  di David King,  è di certo impegnativa, non vi resta che crederci o no e firmare l’assegno di 207000 euro, a voi la scelta!

 

 

di Leone Longoni

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