3 aprile 2016 - Primo contatto

Scoprendo AirPod: la volta buona per l'auto ad aria?

Noi di LetUDrive abbiamo avuto l'occasione di intervistare il Dott. Pier Paolo Pisano, Responsabile della Comunicazione di Airmobility, un'azienda che intende produrre, commercializzare e mantenere in funzione in Sardegna veicoli a zero e a bassissima emissione di CO2, alimentati ad aria compressa grazie alla collaborazione con la MDI SA dell'ormai famoso ing. Guy Nègre, ideatore del motore ad aria compressa moderno. Diciamo “moderno” perché, tecnicamente, anche i motori a vapore o a combustione interna sono “ad aria compressa”, ma qui la differenza sta che l'aria viene compressa fuori dal veicolo, che infatti la trasporta in bombole o serbatoi. Questo apre il problema della produzione ecologica di aria compressa a livello industriale, che però può risultare conveniente qualora si pensi, per esempio, ad un unico campo di pannelli solari per un impianto di produzione, piuttosto che a tanti piccoli pannelli per altrettanti veicoli.
È una discussione interessantissima riguardo a un sistema di propulsione che ormai da anni scatena le più accese discussioni sul web tra chi grida al miracolo e chi alla “bufala”, passando tra tutte le sfumature di grigio.

- Vorremmo partire da una generale descrizione di AirPod e delle sue caratteristiche (prestazioni,
prezzo di acquisto e gestione...)
Air Mobility produce, promuove e commercializza una nuova concezione di mobilità sostenibile basata sulla rivoluzionaria tecnologia ad aria compressa. Licenziataria del marchio MDI SA (Motor Development International), fonda la propria ragion d’essere nel patrimonio di know-how e di esperienze sia tecnico-industriali che commerciali di cui è licenziataria.
Nel 2014 AirPod si evolve alla versione 2.0 e passa da prototipo a veicolo di serie nel rispetto delle nuove regole della comunità europea. Il nuovo modello sarà prodotto in due versioni: motore 7 KW (guida con patente B) 80 km/h con autonomia di circa 120 km (circuito urbano); motore 4 KW (guida con patente A, motocicli) 45 km/h e stessa autonomia, entrambi dotate di un bagagliaio da 500 litri con incluso uno scomparto refrigerato da trenta litri. Si guida tramite joystick o in opzione può essere richiesto il volante.
La velocità massima è indicata in 80 km/h con 120 km di autonomia con il sistema “mono energy”, cioè con il motore funzionante ad aria compressa non trattata. È però prevista anche una soluzione più evoluta, che fa ricorso al riscaldamento dell’aria. In questo caso l’autonomia arriva a 300 km.
La AirPod ha una struttura in gel coat e fibra di vetro (la casa madre MDI SA fornisce il know-how e le attrezzature per la sua realizzazione) che permette di avere un peso molto contenuto, adatto a essere abbinato a una fonte di potenza limitata.
La carrozzeria del modello base pesa solo 280 kg, la combinazione fibra di vetro/resina poliestere - oltre ad avere un basso impatto ambientale – ha caratteristiche molto più sicure di un veicolo tradizionale. Infatti in caso di incidente ha una capacità di assorbimento dell’urto da due a quattro volte superiore all'acciaio. Sono inoltre in corso test su materiali naturali come sisal e lino, in alternativa alla fibra di vetro.
Airpod entrerà sul mercato con un modello base dal costo di €. 7500,00 + IVA, sarà destinata al trasporto di due passeggeri. La vettura ecologica low cost avrà costi di alimentazione e manutenzione molto bassi: con una ricarica di 3 euro l’AirPod potrà percorrere 120 km alla velocità massima di 80 km/h. Il rifornimento potrà avvenire in due modalità: collegando il veicolo ad una presa di corrente oppure con il trasferimento di aria compressa che potrà avvenire in stazioni abilitate. Nel primo caso il tempo di ricarica richiederà 3,5 ore con una alimentazione da 32 Ampere oppure in 7 ore con una alimentazione da 16 Ampere anche a casa propria. Nel 2° caso saranno sufficienti 2,5 €.

- Come nasce Airmobility e che rapporti ha con l'ing Guy Nègre e la MDI?
Airmobility srl nasce nel Novembre del 2012 da un gruppo di persone (professionisti ed Imprenditori) che hanno sposato il concetto della mobilità sostenibile come il sogno per il futuro. Con questo spirito, un socio di Air Mobility ci ha messo in contatto con l’ing. Negre che lui conosceva personalmente e da li è nata l’idea di realizzare il nostro sogno. Cioè realizzare una vettura che faccia fronte alle esigenze di mobilità con tecnologia hi-tech accessibili a tutti , che sia rispettosa dell'ambiente in cui viviamo.
L’autovettura ideata dall’ingegnere francese Guy Nègre, Ceo di MDI SA, sarà prodotta e distribuita a Bolotana (NU) da Airmobility srl. La scelta di questa tecnologia consentirà un’alternativa realmente sostenibile al trasporto urbano a combustibile convenzionale verso una nuova era ecocompatibile e rispettosa dell’ambiente.

- In questi giorni si avvia l'intallazione della catena di montaggio del vostro stabilimento di Bolotona-Ottana, mentre alcuni prototipi di AirPod sono già stati testati. Quali saranno i vostri prossimi sviluppi?
Tra Marzo ed Aprile completeremo tutti i lavori edili che abbiamo predisposto per rendere operativa la fabbrica di Bolotana, a seguire predisporremo la catena di montaggio dello stabilimento, che presumibilmente si concluderanno entro Giugno-Luglio con la realizzazione dei primi prototipi. Dopo i test su strada sarà avviata la commercializzazione presumibilmente entro il corrente l’anno.

- Che mercato sperate di poter servire (grande pubblico, uso industriale interno, commerciale...) e con che quantità? Come sarà organizzata la vostra distribuzione?
La Sardegna da alcuni decenni si è contraddistinta come fucina di innovazione. L’imprenditoria moderna è più attenta all'esigenza di nuovi mercati ed alla capacità di proporre nuovi modelli di sviluppo dove l'innovazione tecnologica è al centro dell’economia. Sicuramente è un progetto impegnativo: la Sardegna in quanto mercato molto ristretto (1.600.000 abitanti) ben rappresenta la “nano-fabbrica" che si sta realizzando con una capacità produttiva di 1000 unità/anno che però si ripromette di replicare il progetto in diverse dimensioni nelle altre regioni d’Italia.
Il target principale pensiamo sia individuabile in un pubblico con una spiccata sensibilità ecologica. Inoltre, i costi di acquisto e gestione molto contenuti diventano appetibili per un pubblico molto più vasto (flotte aziendali per mobilità cittadina, car sharing). Pensiamo che il mezzo migliore per raggiungere il target sia una mirata comunicazione pubblicitaria sui media tradizionali e sulle più moderne piattaforme on-line.
Notevole interesse hanno dimostrato le pubbliche amministrazioni, le aziende di car sharing e società commerciali per sostituire il parco macchine del tipo city car.

- Come vede la competizione tra AirPod e i suoi potenziali corrispettivi full-electric?
Secondo noi non sussiste una competizione diretta tra detti mezzi: innanzitutto perché noi non dobbiamo riciclare nessun elemento che sia nocivo all’ambiente, mentre le auto elettriche hanno il problema della dismissione delle batterie di accumulo, inoltre sia il costo di vendita che quello di gestione sono sicuramente a favore del progetto aria compressa. Saranno i clienti a fare le scelte.

- Da quando MDI lanciò Eolo nel 2003 sono successe molte cose: cambi di programma, nuove concept, teorie del complotto... Qual è lo "stato dell'arte attuale" nel campo delle auto ad aria compressa e quali sono i prevedibili futuri sviluppi?
Molti utenti ci chiedono quali sono le difficoltà che si possono incontrare nella produzione di qualcosa di così innovativo. Da un punto di vista tecnico, nessuno. Le problematiche che hanno caratterizzato la fase sperimentale iniziale sono state tutte risolte ed oggi l’unico ostacolo potrà venire dalla mancanza di capitali e della scarsa propensione delle banche a finanziare qualcosa che non conoscono. Pertanto il nostro impegno, e lo scopo principale delle nostre manifestazioni ancor prima di iniziare la produzione è rivolto a far conoscere e toccare con mano il veicolo.

- L'ing. Nègre, oltre ad essere un luminare in campo motoristico, ha proposto anche una filosofia di distribuzione non banale, con tante (circa 50) officine da 7000 unità/anno sparse in tutta Europa. A che punto è questo progetto? Come si inserisce Airmobility e il vostro stabilimento di Bolotona-Ottana in tutto ciò? Quali sono gli aspetti, secondo Lei, più critici e interessanti di questa "localizzazione" della produzione?
Nel 1999 MDI ha immaginato e creato il concetto di concessionario/costruttore/partner: fabbriche chiavi in mano per la produzione di automobili a livello locale.
A differenza dei grandi impianti di assemblaggio classici (particolarmente inquinanti), il concept MDI prevede diversi micro-stabilimenti di produzione in tutto il mondo. Queste fabbriche producono l’80% del veicolo che viene poi commercializzato nella stessa area geografica dove è stato prodotto.
Questo concetto consente una diminuzione drastica dei costi e dei problemi logistici legati al processo convenzionale (trasporto presso il punto vendita, scorte, pezzi di ricambio per i rivenditori, materie prime, ecc.) con conseguenti benefici all’ambiente.
Nel concetto di produzione MDI i fornitori vengono scelti in modo da ridurre i costi della logistica e dei trasporti. Tutti gli acquisti sono gestiti presso l’unità centrale di committenza privilegiando i fornitori locali per quanto possibile, beneficiando del vantaggio di un’economia di scala acquistando all’ingrosso.
Un confronto tra il sistema di produzione convenzionale e il concetto MDI, sulla base della stessa quantità di veicoli prodotti annualmente, fornisce i seguenti risultati: 1/3 della supeficie necessaria, 1/4 delle dimensioni di una fabbrica di assemblaggio convenzionale, 1/5 degli investimenti, il 30% in più di dipendenti.


In sintesi, i principali vantaggi del metodo di produzione MDI sono la miglior ripartizione dell’energia necessaria per la produzione e l'abbattimento dell’inquinamento causato dal trasporto sia delle materie prime che dei veicoli finiti, mentre dal punto di vista economico-sociale si punta all'incentivazione dell’occupazione locale, al fatto che il capitale rimane nel paese di produzione, si acquistano auto prodotte localmente, diminuiscono le tasse di importazione e si ha un trasferimento di conoscenze e know-how rilevante. Sempre rimanendo in ambito di costi si hanno strutture piccole e facili da gestire, una logistica drasticamente diminuita e nessuna scorta poiché i pezzi di ricambio vengono prodotti successivamente grazie a un metodo di produzione semiartigianale e all'uso di tecniche e metodiche produttive innovative.

di Enrico Gussoni

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