4 marzo 2016 - Primo contatto

Spyker Preliator

È tornata! È tornata!
La Spyker è tornata, dopo la bancarotta volontaria di due anni fa, presentando al Motor Show di Ginevra la nuova Preliator: una due posti che riprende alla grande le linee e lo stile delle precedenti creature olandesi, evitando, però, gli eccessi di concept come la C12 di Zagato o la B6 Venator.


La casa dell'elica, ricordo dell'industria di aeroplani e vetture che arrivò seconda nella Pechino-Parigi del 1907 (dietro alla Itala di Scipione Borghese) e risorta negli anni 2000 grazie a Victor Muller per arrivare anche nelle competizioni di Le Mans, Fia GT e Formula1 (seppur con risultati non proprio eccellenti).
Le Spyker hanno sempre avuto un carattere strano, con quell'enorme estrattore sul muso da pesce; bocca stretta e lunga, fiancate tonde e strane prese d'aria cromate al posteriore. Auto lussuose ma comunque pure, in cui, ad esempio, mancava l'airbag per non rovinare la forma classica del volante in un abitacolo di pelle e cromature fitto di strumentazione in stile aeronautico. Aeronautico analogico, intendiamoci, da tempi, appunto, dell'elica…


La Prelietor mantiene molte di queste caratteristiche anche se si pulisce un po' la linea, lisciando le fiancate con un tre-quarti simile alla Lotus Evora e un posteriore essenziale ma efficace.
Presente anche l'affascinante leveraggio del cambio a vista (che una volta inserii in un progetto di storia dell'arte), mentre il cruscotto si arricchisce di tecnologia da caccia intercettore, ma alla “Desert Storm”, con indicatori a mirino proiettati direttamente sul parabrezza. Forse con un po' di buon senso, il volante si è inspessito per alloggiare l'airbag.
E, al centro, proprio dove dovrebbe stare e dove ne avremmo sempre voluto uno, un avviamento cromato in pieno stile missile balistico con tanto di sicura rossa. Fantastico!


Il motore è lo stesso 4200cc V8 del pre-fallimento, quando la Saab non riuscì a rilanciare il marchio nonostante le avveniristiche meraviglie da salone. Sprigiona però, ora, 530cv gestiti da un cambio manuale a 6 marce e capace di spingere questo gioiellino di 1390kg a 320 km/h.
Certo, prestazioni che devono ben essere pareggiate dall'esclusività dei soli 50 esemplari per giustificare il prezzo di 324.000€, ma la Prelietor sembra essere la degna erede di una ristretta stirpe di leggere opere d'arte raffinate e curate. Auto da salone, da concorso d'eleganza, ma anche capaci di affrontare strade toste e sfide interessanti. Ora questa sembra la scintilla di una fiamma rimasta per poco sopita sotto la brace, troverà un soffio in grado di alimentarla o il forte vento della competizione la spegnerà definitivamente?
A me, se non altro perché sono uno “spykeriano” della prima ora e perché adoro la ricchezza della proposta, viene da sperare in bene.
Vai, piccola Spyker, come recita il tuo motto: “Per il tenace nessuna via è impercorribile”.

di Enrico Gussoni

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