28 febbraio 2016 - Primo contatto

Alfa Romeo Nuova Giulietta

“Tutti in piedi sul divano -  direbbe qualcuno – per la Nuova Giulietta”. Il lancio internazionale, pompato e atteso, ha attirato migliaia di appassionati, ma, se i più cinici possono essere rimasti sorpresi, sarebbe banale dire che ci sono dei delusi. Più che novità si tratta sicuramente di un'ottima “evoluzione”, un raffinamento totale a livello tecnologico ed emozionale, ma forse sarebbe stato meglio non “bruciarsi” l'aggettivo così, per quello che sembra più il canto del cigno di un modello che compie 6 anni e che ha già goduto di un cospicuo restyling nel 2013. Insomma: benché le condizioni al contorno non fossero perfette (il lancio rallentato della Giulia, i mercati pazzerelli...) poteva sembrare lecito sognare qualcosa di davvero "nuovo".


Si era arrivati a sentir parlare di una segmento C a trazione posteriore (e subito orde di commenti da alfisti sfegatati su un così bello smacco per i mangia-crauti…), ma non c'è stata nessuna rivoluzione di tale portata.
Certo, il risultato non è male: a partire da 22.200€ fino ai 34.900€ della “Veloce” con 240CV, passando per circa 18 allestimenti motore/cambio, la sfida è su rivali come Audi A3, BMW Serie 1 e, anche se è un po' di un altro stile, la DS4 del nuovo marchio Citroen che vuole scavarsi una nicchia nel segmento “C-lusso”. L'Alfa Romeo ha scagliato varie e ottime frecce dal suo arco: il TCT doppia frizione (lo stesso della 4C) accoppiato all'1.6 Multi-jet da 120cv rappresenta l'offerta di lancio di questa elegante dama.
Dama un poco rivestita che non muta i fari in stile ionico, raffinato quanto semplice segno di stile inconfondibilmente italiano: sono ancora attuali in mezzo a fanalerie sempre più stravaganti e futuriste. Speriamo che rimangano anche in futuro nella gamma.


Qualche altro dettaglio rinvigorisce la linea sinuosa, che sembra una scultura di Donatello rispetto alle forme scavate e brusche delle attuali BMW o Lexus, che fanno pensare di più alle “Forme uniche” di Boccioni; spingendosi fino al punto di corda tra attraente ed eccessivo con il contorno rosso della  griglia inferiore.
Gli interni sembrano all'altezza della concorrenza, anche se avrebbero potuto adeguarsi un po' meglio all'arditezza degli esterni, che con l'estrattore ben visibile e i doppi scarichi mette subito in chiaro ha la voglia di correre di Forrest Gump (anche se l'estrattore, in effetti, sa di finto).
Nuovi cerchi da 16” e 17” nuovo sistema UConnect da 5” per navigazione, intrattenimento e social e vari altri accessori Business-Super come i comandi sul volante in pelle e gli specchietti riscaldabili a regolazione elettronica.
Storceranno il naso i più infoiati sapendo che il modello Veloce, il top della proposta, sostituisce la Quadrifoglio. C'è comunque di che gioire per gli sportivi con tutte quelle chicche che rendono l'auto più veloce… anche da ferma: cerchi da 18”, Alcantara, terminali più cattivi e finiture testosteroniche.


E da qua in poi è come gettare una bistecca in un canile: alfisti contro buggari, nostalgici e neofiti, si scateneranno dietro tastiere e banconi da bar con la tiritera da cui non saremo mai assuefatti del “ma le vere Alfa… È un'auto con l'anima… e non vale il prezzo… ma senti che rombo… ma quanto beve...”
Diciamocela schietta: è un buon mezzo, che anche qualora mancasse il rapporto prezzo/qualità di certe avversarie, rinforzerebbe senz'altro con uno stile comunque unico.
Perché, per bravi che siano, tedeschi e giapponesi certe cose non le faranno nemmeno tra…
Maledizione: ci sono cascato anch'io!

di Enrico Gussoni

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