30 gennaio 2016 - Primo contatto

Onore alle armi

Ogni anno l'evoluzione continua del mondo della tecnologia ci porta sempre più in là, verso il futuro. A volte con insuccessi, a volte con rivoluzioni straordinarie che cambiano il nostro modo di vivere. In questi giorni qualcosa è cambiato o, meglio, finito: la produzione del Land Rover Defender. Nella mattina del 29 gennaio è uscito, dalla linea di Solihull, il telaio numero 2.016.933, visibile erede di quel “Series I” del 1948 (sessantotto anni fa! non è da tutti pensionarsi con 68 anni di contributi, anche se in futuro... chissà!) che spuntò praticamente inaspettato da un marchio, quello della Rover, che produceva quasi esclusivamente auto di lusso.

Chiedete ad un bambino di disegnarvi una fuoristrada: probabilmente gli direte “Disegnami una jeep”, ma lui disegnerà una scatola cabinata dal profilo molto simile a quello di un Defender. Insomma: era chiaramente ispirato alla Willys con cui gli Alleati inseguirono i nazifascisti nelle loro inarrestabili avanzate in Europa, ma a sua volta fissò lo standard: britannicamente semplice, robusto (negli anni '90 la Rover affermò che fossero ancora funzionanti il 70% degli esemplari), inarrestabile…

Insomma, sembra proprio il momento buono per investire in un 4x4 con buone probabilità di rivalutazione: i prezzi, a seconda di serie, anno e condizioni, vanno da qualche migliaio di euro fino a oltre 50.000. Signori, fate il vostro gioco!

Possiamo dire che tutti gli altri produttori di 4x4 (ok, va bene, escludiamo Jeep) hanno imparato e seguito. Un fuoristrada era l'alternativa nel caso non aveste voluto un Land Rover.

L'abbiamo visto ovunque: dai deserti dell'Africa alle giungle dell'Asia centrale, sulle piste che si inerpicano tra i valichi dell'India o con le insegne della Protezione Civile durante inondazioni e calamità. Innegabile il suo contributo all'istruzione delle generazioni prestato scorrazzando documentaristi e reporter lungo le più assassine piste del pianeta, nonché turisti e, ovviamente, militari.

È sempre stato un tipo tosto, anche con il 50CV dell'esemplare originale, per non parlare delle orgasmiche versioni Bowler per i raid come la Parigi-Dakar: roba da invertire la rotazione terrestre ad ogni partenza!

Da anni, però, questo è stato un giorno annunciato: il calo delle vendite, il prezzo della benzina, il cambio del mercato… non ci hanno nemmeno provato a rendere ecologica questa bestia. Ibrido? Puah! L'unica cosa verde era, in alcuni casi, il britannico/militare della carrozzeria.

I cambiamenti della storia non avvengono mai di colpo e, anche le rivoluzioni cui accennavamo prima, si preparano poco alla volta; poi, un giorno, succede qualcosa per cui si può mettere una data sui libri o negli articoli e dire “Da oggi è così!”. Ora noi sappiamo che la Defender e i suoi predecessori non spariranno da un giorno all'altro, ma anzi ci accompagneranno ancora per decenni sulle strade di tutta la Terra, però sicuramente la fine di qualcosa iniziato 68 anni fa e che sempre per 68 anni ha continuato incessantemente (perché, ricordiamocelo, non è che c'è stato uno stop di qualche anno o decennio prima di un “rilancio Mini-style”) è un segno. Forse, tra tutto ciò che ci sta portando verso un nuovo modo di pensare la mobilità e l'automobile, questo giorno potrebbe darci una data degna di essere segnata nei libri di storia...

di Enrico Gussoni

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