13 gennaio 2016 - Primo contatto

Che fine ha fatto la Vector?

Quando ero alle medie ci sfondavamo di “Top Quartetto”, un gioco che chi ha imparato a sconfiggere la noia con i Game Boy non ancora retroilluminati dovrebbe conoscere: si divideva tra i giocatori un mazzo di carte in cui ognuna rappresentava un qualcosa (di solito un veicolo militare, corsaiolo o comunque cazzuto) con una serie di caratteristiche e prestazioni. A turno si sceglieva una caratteristica e “chi l'aveva più grosso” vinceva.

Una delle libidini maggiori era quando, giocando con il mazzo “Auto da Sogno”, in mano ti capitava la Vector W8 Twin Turbo che, ok, non era la più forte del mazzo, ma sembrava un'astronave ed era cattiva come il lato oscuro della Forza.

La sua voce “Potenza: 442Kw/600CV” poteva battere la Cizeta Moroder V16T, che alzava l'asticella del livello figaggine con i suoi 16 cilindri, anche se nulla poteva davanti ai 1000CV e ai 400Km/h della Lotec C 1000. E stiamo parlando del 1992, quando la Bugatti Automobili doveva ancora fallire, altro che Veyron!

Ebbene abbiamo sfoderato un po' di nomi da intenditori, ma è soprattutto della Vector (assaporatene il nome, provate a pronunciarlo a denti stretti, non vi sale un po' di brivido sulla schiena?) che vorrei parlarvi.

La Vehicle Design Force lanciò nel 1979 la Vector W2, un prototipo con V8 Chrevolet e molte influenze aeronautiche che mantiene ancora il record di 160.000 Km di test percorsi. Tutta esperienza messa a frutto con la W8, la nostra paladina, dotata di un turbo-boost regolabile dal pilota capace di sfoderare, al banco e con i settaggi al massimo, più di 1200CV. Ne furono prodotti 22 esemplari.

I guai iniziarono nel 1993 con la presa di controllo da parte della MegaTech e il lancio della Avtech WX-3 (con offerta promessa di 600, 800 o 1200CV), che restò un prototipo a causa del licenziamento del fondatore della compagnia Gerald Wiegert.

Seguirono nel 1996 la M12, imparentata con la Lamborghini Diablo e schierata in alcune competizioni, e la SRV8, il cui unico prototipo uscì pochi giorni prima che la ribattezzata Vector Aeromotive chiudesse i battenti.

Ma se gli anni '80 furono il tempo dei sogni e i '90 delle delusioni, gli anni 2000 furono anche per la Vector gli anni della speranza: rinata come Vector Motors Company portò nel 2007 al “Concorso Italiano” la concept della WX8, che avrebbe potuto essere “una buona idea con i fari di una Supra”.

E qui la casa madre, dal suo mai aggiornato sito (sono vari anni che ogni tanto torno a darci una curiosa occhiata), parla di 430 Km/h e oltre 1850CV per la sua “Vector WX8 Hypercar, a tactical jet fighter for the street”.

Già… ma l'attenzione ai “grandi numeri” non è più la stessa: dalla Veyron alla Koenigsseg passando per Bristol Figther T, Hennessey Venom, SSC Aero e chi più ne ah più ne metta, ormai il gioco del “ce l'ho più grosso” ha perso mordente.

Se mai vedremo la WX8 in strada rischierà di essere solo un tardo remake di un bolide anni '90… ma forse non esiteremmo a metterla comunque nel mazzo.

A proposito: che fine ha fatto la SSC che fece tanto parlare di se per aver strappato alla Veyron un paio di record?

Mi sa che ne riparleremo...

di Enrico Gussoni

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