3 ottobre 2015 - Primo contatto

Subaru Levorg

Quando si parlava dell’uscita di questo modello, sognavamo una nuova WRX station wagon.

L’ultima risale al 2006, quando la casa delle Pleiadi produsse quella che ancora riteniamo una delle migliori wagon sportive dagli anni '90 ad oggi.

Continueremo a sognare, perché la Levorg è acronimo di Legacy Revolution Touring e nonostante il pianale in comune con la WRX STI, dobbiamo dimenticare, le immagini dei titoli mondiali nel campionato del mondo rally e le caratteristiche da supersportiva; questa vettura appartiene ad un altro segmento ed ha altre ambizioni.

Il terreno della Levorg sono i lunghi viaggi e i passi alpini, perché non disdegna neve e fango, così come non ha paura di viaggiare a pieno carico, grazie il suo motore boxter 1.6 Turbo benzina da 170 cv e 250 Nm di coppia.

Il cambio è un CVT ed è proprio questo uno dei limiti di questa vettura. Mai all’altezza dell’elasticità del motore che riprende sin dai bassi regimi senza incertezze, con un turbolag minimo.  La casa nipponica scommette sull’affidabilità del cambio Lineartronic, che tuttavia non entusiasma e fa spesso desiderare nel listino un cambio manuale o un più moderno doppia frizione.

Il valore e i limiti di questa vettura si possono comprendere facilmente guardandola da lontano. Come si fa con un quadro di George Seurat bisogna allontanarsi per mettere a fuoco pregi e difetti.

All’esterno la linea è moderna, i gruppi ottici anteriore e il doppio terminale di scarico separato le danno un carattere sportivo. All’interno la visibilità è ottima, lo spazio per una famiglia è garantito da un ottima abitabilità e un bagagliaio da 522 litri. La guida è brillante, grazie al motore e alla trazione integrale normalmente ripartita 60% all’anteriore e 40% al posteriore che può essere trasmessa sino al 100% su un unico assale. 

E’ quella che possiamo definire una vettura di discreto livello, perché aimè, di domande ce ne lascia molte.

Non è una supersportiva, ma il computer di bordo indica perentoriamente un consumo medio di 10Km/l. Non proprio da Tourer come voleva essere questa vettura.  All’interno la disposizione dei comandi è un po’ confusionaria, troppi sul volante e mal disposti i restanti sulla plancia. L’impressione sulla qualità, al primo impatto è buona, con i sedili e il comando cambio in pelle, ma le plastiche e alcune rifiniture in finto carbonio sembrano aggiunte posticciamente.

Siamo tutti “fun” della Subaru e descrivere queste problematiche non è assolutamente semplice, forse molto deriva dal fatto che la vettura in realtà non era stata inizialmente pensata per il mercato europeo ma solo per quello giapponese. Sono stati i risultati delle vendite in quest’ultimo che hanno convinto il top management a portare la station wagon nel mercato EMEA.

Questo per dirvi, che la vettura non è certamente sbagliata, combatte con Volvo V60 e Mazda 6 senza grosse difficoltà. La dinamica del veicolo è nettamente superiore rispetto alle avversarie, ma a noi non piacciono le vie di mezzo. Quindi per il mercato europeo vorremmo due modelli aggiuntivi, un diesel, con la stessa potenza abbinato ad un cambio manuale e una versione al peperoncino, che faccia innamorare i papà più sportivi, sognare i rallisti, voltare la testa alle ragazze, sobbalzare le nonne che camminano sul marciapiede per il sound fastidioso.

Vogliamo una Subaru con la esse maiuscola, che sia diversa da tutte le altre; rude, spartana, arrabbiata e sfrontata. Come è sempre stata, perché a noi piace e piacerà sempre così.

Se le auto ci scaldano il cuore, accetteremmo più facilmente i consumi e il prezzo di 29.990 euro a cui è proposta la Levorg nell’allestimentoGT-S Sport Style Lineartronic. In fondo, anche della Legacy esisteva il modello STI S402, il cui unico voto  era stato, promettere il massimo delle performance per una berlina da 1490Kg.

Ci auguriamo presto di veder la Subaru tornare a fare le SUBARU.

di Leone Longoni

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