13 settembre 2015 - Primo contatto

OPEL Corsa OPC

Si vede subito, la nuova OPEL Corsa OPC finalmente può portare con orgoglio il proprio nome.

Come primo obbiettivo ha quello di farti andare veloce e i dati parlano chiaro; 0-100 in 6.8s e 230 km/h di velocità massima.

La versione base parte dai 21.800 euro e il prezzo sale sino a 25.000 euro con il Performance Pack. D’obbligo, non tanto per i sedili Recaro, i freni Brembo e i cerchi da 18 pollici; ma per gli ammortizzatori sviluppati dalla Koni e il differenziale autobloccante.

Il differenziale è di per certo il cuore di questa vettura, la trasforma in una divora curve, mettendola tra le hot hatch più interessanti del momento.  In casa OPEL tuttavia non si sono dimenticati del divertimento ed è per questo che il freno a mano è meccanico e sotto il cofano scalpitano 207cv che assieme ai 280Nm rendono lo sterzo elettrico nevrotico e molto spesso frustrato da tutta questa esuberanza.

Interessante e valido il cambio manuale a cui viene accorciata la leva di qualche millimetro rispetto alla versione precedente.

Chi conosce l'antenata nella sua versione più rude, la Nürburgring Edition, starà sicuramente pensando che non è il caso di acquistare un altro giocattolo in cui gli ammortizzatori sono sostituiti da blocchi di marmo, soprattutto considerando lo stato delle nostre strade e il costo delle otturazioni dentali che l’antenata faceva saltare ad ogni dosso o pavè. 

Stop!

Smettete di pensare e andate a provarla, i nuovi ammortizzatori con la tecnologia di smorzamento selettivo in funzione della frequenza, denominato Frequency Selective Damping (FSD) fanno il loro dovere e permettono una guida disinvolta anche in città.

Questa vettura ci ha convinto e stupito, permette allo stesso tempo di andare al lavoro in centro a Milano e partecipare all’ultimo dei track day. Qualche pecca l’abbiamo trovata, come la posizione di guida un po’ alta e il costo del differenziale autobloccante (2.500 euro), ma una cosa è certa, la nuova OPEL Corsa OPC alza l’asticella delle piccole hot hatch. 

di Leone Longoni

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