16 agosto 2015 - Prova su strada

Toyota GT86 e GT86-HKS

Finalmente ritorna sul mercato una 2+2 con lo spirito giusto per chi ama guidare, con un gusto classico in un abito moderno.

 

Eccola lì, parcheggiata, dall’esterno si nota il baricentro basso, la linea tagliente e i cerchi, che aimè appaiono un po’ piccoli rispetto alle forme della vettura.

Mentre mi avvicino, mi ronzano nelle orecchie tutti le voci sentite in questi mesi, di chi dice “E’ fantastica” chi “ E’ incompleta” e chi ancora “ un auto anche per tutti i giorni”. Cerco di liberare la mente e salgo senza pregiudizi, pronto ad ascoltare cosa mi racconterà questa macchina.

La vettura è molto bassa, appena 129cm ma anche chi è alto come me (191cm) non ha problemi a trovare spazio nell’avvolgente abitacolo, i sedili pelle alcantara danno un ottima impressione visiva. Il contagiri al centro, su sfondo bianco fa subito capire cosa è importante e cosa no in questa vettura. Senza perdermi in altre osservazioni di secondo piano, premo il pulsante rosso dello start e avvio il motore. Sound sommesso ma coinvolgente, pizzicando il pedale dell’acceleratore la risposta del motore è immediata, innesto la prima e inizio a percorrere i primi metri.

Subito mi colpisce il cambio, preciso e con una rapportatura perfetta . La GT86 fa subito capire, sin dalla prima curva che è iper-reattiva, mettendo in mostra tutte le sue doti, garantite da una forma fisica eccezionale, 1180Kg abbinati ad un baricentro a soli 46cm da terra.

Salendo lungo la strada tortuosa, mi rendo conto che il motore ama salire di giri e per farla correre è necessario cambiare almeno a 5500rpm. La guida è facile e spostando il controllo di stabilità VSC, prima su sport e poi disattivandolo completamente mi rendo conto che la facilità di guida è tutta merito della semplicità di questa vettura. Pochi fronzoli e ci si sente immediatamente un tutt’uno con lei, così ad ogni curva si osa un po’ di più e anche intraversarla è un divertimento e non una preoccupazione come avviene sulle sorelle più costose e pesanti. Qual è la pecca più grossa? Il motore. Se da una parte mi permette di tornare indietro negli anni, ricordandomi la toyota MR2, la Corolla , (con consumi più che accettabili, in autostrada sono riuscito a percorrere 13km/l e in città 9km/l), dall’altra sembra una scelta fuori dal tempo, in relazione al fatto che telaio e sospensioni sembrano possano supportare potenze ben maggiori.

Arrivato a destinazione, con lo scopo di verificare cosa comporterebbe avere una manciata di cavalli in più, estraggo l’arma segreta. Ad attendermi c’è una GT86 ipervitaminizzata, una vettura che da piccola, come Obelix deve esser caduta nel pentolone dove i Druidi cuocevano le loro pozioni magiche ed ora è dotata di una nuova forza.

Le modifiche sono solo due, i pneumatici passano da 215/45 R17 a 225/40 R18 semislick e il motore che viene dotato di Kit con compressore volumetrico HKS.

Tradotto in numeri, se in origine alla ruota aveva 199Nm e 184 cv, ora ha 270Nm e 237 cv. Un bell’incremento che si tramuta in divertimento assoluto. Finalmente il motore ha il giusto carattere e se si perde un po’ della linearità tipica dei motore aspirati, dall’altra si guadagna una spinta impagabile a medi e bassi regimi. Ora la “GT86 dei druidi” letteralmente vola da una curva all’altra stampando su di me e il mio compagno di viaggio, un bel sorriso di soddisfazione e godimento.

Il resto della giornata, è stata tutta di guida tra le curve ed io non ho più sentito il bisogno di guidare  la prima delle GT86, indice chiaro della mia preferenza.  Anche se, a questo punto, i freni meriterebbero un piccolo upgrade, visto che nell’utilizzo intensivo hanno accusato un po’ di affaticamento.

Di questa giornata riporto a casa, il ricordo e le sensazioni di due vetture, simili e così diverse allo stesso tempo. La natura è la stessa, entrambe vogliono divertire con la semplicità e la purezza tipica delle sportive leggere di almeno quindici anni fa. Lo fanno tuttavia in due modi diversi, la prima con un sapore retrò, senza le pretese di voler essere la più veloce 2+2 sul mercato e ci è riuscita, affascinandomi per la piacevole ed equilibrata guida che garantisce in ogni condizione. La seconda con un carattere più scorbutico e aggressivo, dove la guida diventa più impegnativa, perché il sovrasterzo è così facile da innescare che si tramuta in assuefazione. Mi sono sentito più vicino al mondo delle corse con il “motore HKS” e ritengo che questa sia la cavalleria che meritano lo chassis e le sospensioni.

 Cosa resta da dire?

A voi la scelta, potete comprarne una nuova e avrete la 2+2 con il miglior rapporto prezzo divertimento del mercato. Non esiste a 28.500 euro nessun altra vettura con queste caratteristiche.

Oppure potete comprare un usato o un km0 con 20.000 euro ed aggiungere il kit HKS per 5.000 euro. Così in garage avrete un mostro di felicità e chissà, se per sbaglio passasse di lì un druido, non mi farei scappare un cucchiaio della loro pozione, per aggiungere quel pizzico di prestazione in più che manca all’impianto frenante.

Peccato solo che la seconda soluzione, in Italia, sia tutt’altro che legale, ma non disperate, potete sempre togliere le targhe e tuffarvi in pista per sfruttare il potenziale di questa fun-car.

di Leone Longoni

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