6 agosto 2015 - Prova su strada

Civic Type R

La vecchia generazione FN2, se non per il sound, aveva frustato gli appassionati che l’avevano acquistata memori della gloriosa EP3.

Era davvero una vettura incompleta, forse anche per questo ci tengo a dire sin da subito che la nuova, è una storia tutta nuova.

Dall’esterno le forme sono estreme, una vettura da corsa sotto tutti i punti di vista. Sarà che sembra disegnata dal vento, infatti la vettura ha diffusore anteriore, fondo piatto ed estrattore al posteriore, il tutto per incollarla al suolo sin dalle basse velocità. I cerchi sono da 19’ gommati 235/35 per contenere i dischi da 350mm.

Dentro vi è tutto ciò che di più moderno si può trovare su una vettura, dai sistemi ADAS al navigatore passando per l’Honda Connect. Sedili avvolgenti, volante tagliato nella parte bassa e sullo schermo la telemetria. Sono pronto è ora di rivelare l’Hulk che si nasconde sotto questo vestito.

Giro la chiave e si risveglia, sound cupo , nemmeno a dirlo, da track car! Contribuisce a farmi sentire un po’ pilota , anche solo mentre sposto la vettura nel parcheggio e sogno, di uscire da un box in un finesettimana di gara.

Nei primi chilometri la utilizzo in modalità Normal, cercando di conoscerla e da subito si apprezza il comando cambio corto, preciso e diretto. Il grip è molto elevato e il sottosterzo quasi assente. Le sospensioni sono già molto rigide, non oso immaginare cosa accadrà passando alla modalità + R.

Il motore è sempre pronto, 310cv e 400Nm per darvi qualche numero, spinge bene dai 2500 rpm e nonostante arrivi sino a 7000 rpm, conviene cambiare a 6500 rpm , gli ultimi 500 giri sono solo di allungo.

Quando seleziono la modalità +R le sospensioni diventano il 30% più rigide, lo sterzo più diretto e la type R si trasforma in una lama affilata restituendomi finalmente le sensazioni che mi aspettavo.

Svolto Verso Oropa, una strada tutta curve in salita e inizio davvero a guidarla, la vettura risponde immediatamente ad ogni input, nonostante qualche goccia di pioggia la trazione è ottima e si sente molto il lavoro del differenziale autobloccante. Il posteriore è sempre leggero e se la prima volta che lo si percepisce si sollevano le sopracciglie, si impara presto che è anche grazie a questa leggerezza, mai pericolosa , che si possono impostare le curve e chiuderle rapidamente con poco angolo di sterzo. La strada viene divorata in un sol boccone e la voglia di guidarla cresce ad ogni chilometro, con l’intendo di saggiare tutte le sue doti.

Dopo altri cinquanta chilometri percorsi, sono certo: questa macchina è il nuovo serialkiller delle hothatch. Affascinante all’esterno e coinvolgente alla guida. I difetti sono tanti, non riuscirete a passare un dosso senza battere i denti e piangerete per il vostro fondoschiena sul pavè ma quando percorrerete una statale lungolago, un passo alpino o andrete ad un track day non avrete rimpianti, le emozioni che vivrete vi ripagheranno.

di Leone Longoni

Le foto

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