15 agosto 2014 - Primo contatto

AUDI SPORT QUATTRO

Premessa:

In principio ci fu l’Audi Quattro. Era il 1980, e per 11 anni la casa automobilistica di Ingolstadt produsse quasi dodicimila esemplari di un’auto che divenne mito, punto di partenza per nuove versioni e modelli che ancora oggi vengono cercati tra il web e i garage di tutto il mondo. Ribattezzata URQuattro all’uscita della Sport – dove UR, in tedesco, indica “l’originale” -, l’Audi Quattro al suo debutto al Salone di Ginevra del 1980 venne presentata con un cuore pulsante da 2,1 litri turbo, in grado di erogare la potenza di 200 CV e di spingere la tedesca ad una velocità massima di 220 km/h.

Tuttavia, come i seguaci più sfegatati delle quattro ruote già sanno, non è certo il motore ad aver fatto entrare di diritto l’Audi Quattro nell’Olimpo delle vetture. Come si evince dal nome, al contrario, è una tecnologia che, prima della casa di Ingolstadt, nessuno nel Vecchio Continente aveva ancora provato a montare su un’auto della stessa categoria. Parliamo, come i più tra voi avranno già capito, della trazione integrale. Un vero e proprio marchio di fabbrica, da quel momento in poi, per l’Audi, che adottò la trazione integrale permanente (AWD, diversa dalla 4WD che può essere invece inserita e disinserita passando all’anteriore) su tutta la serie di vetture, nuovi modelli e ammodernamenti compresi, della categoria Quattro.

Audi Sport Quattro:

Fatta la nostra doverosa introduzione al mondo delle Quattro, occupiamoci ora del modello che da il titolo a questo tuffo nel passato.

Innanzitutto, una piccola parentesi Rallistica – importante, fondamentale quando si parla di Audi Quattro, non dimenticatelo -: già la URQuattro, tra il 1981 e il 1983, si distinse sulle piste di categoria aggiudicandosi titoli marche, numerose tappe e, soprattutto, due titoli del Campionato Mondiale Rally grazie alla Quattro A1 (1983) e alla Quattro A2 (versione di ‘aggiornamento’ rilasciata a metà 1983).

Ora, con tutti gli elementi al loro posto, passiamo alla Sport Quattro. Iniziata a produrre nel 1983, il debutto tanto su strada quanto su pista avvenne l’anno dopo, nel 1984. Proprio per ottenere l’accesso al Campionato Rally Gruppo B, secondo il regolamento di allora, l’Audi dovette omologare almeno 200 esemplari della Sport Quattro (224, in tutto) in versione stradale, vere e proprie rarità che furono vendute ad un pubblico selezionato e particolarmente facoltoso, visto il prezzo elevato (180 milioni delle vecchie lire). Forte di un 5 cilindri cui, tuttavia, è stata leggermente abbassata la cilindrata in vista dell’omologazione al Gruppo B, la Sport Quattro stradale ha prestazioni elevate, con 306 CV di potenza, una velocità massima di 250 km/h e un’accelerazione, da 0 a 100 km/h, che viene coperta in 4,8s.

Di tutt’altra pasta, invece, è l’Audi Sport Quattro nella sua versione da competizione. Alleggerita nel peso (dai 1298 Kg della stradale a 1090 Kg), con un motore potenziato che sviluppa fino a 450 CV, quest’ultima ha il suo più grande successo nella Pikes Peak International Hillclimb, vinta nel 1984.

In seguito, vista la possibilità che veniva lasciata nel Gruppo B di presentare, a determinate condizioni, evoluzioni di una vettura, i costruttori di Ingolstadt pensarono e realizzarono prima la Sport Quattro S1, poi la Sport Quattro S1 E2. Entrambe, nonostante il lavoro della Audi, soffrirono durante la loro attività al concorrenza della Peugeot 205 Turbo 16 evo, auto appositamente costruita per il Gruppo B Rally. Tuttavia, con una potenza massima partita da 500 CV, passata per 540 e arrivata in ultimo fino a 600, la Sport Quattro S1 si tolse, negli anni, qualche soddisfazione: nel Campionato Mondiale Rally del 1985 vinse una sola volta, a Sanremo, ma nello stesso anno, e poi di nuovo nel 1986, si aggiudicò la Pikes Peak sbaragliando la concorrenza.

Last but not least, nel 1987, dopo l’abolizione del Gruppo B, l’Audi lanciò la Sport Quattro S1 E2 Pikes Peak, che grazie alle sue ottime prestazioni (600 CV a 8 mila giri al minuto) e all’assetto aerodinamico accuratamente studiato, riuscì a piazzarsi prima davanti proprio alla rivale numero uno, la già nominata Peugeot, segnando un nuovo record nel tempo in pista concludendo il tracciato sotto gli 11 minuti.

Insomma, con o senza successi in pista, non si può certo dire che l’Audi, per quanto riguarda la tecnologia, l’allora innovazione della trazione integrale, non abbia fatto storia. Basti pensare che ancora oggi, l’anima stessa delle Quattro, continua a rivivere in veri e propri modelli o in concept della casa tedesca, passando per la RS5, presentata a Ginevra ormai quattro anni fa, fino alla Sport Quattro concept mostrata al grande pubblico nel 2013, ibrida con un cuore da 700 CV, un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in 3,7s e una velocità massima di 305 Km/h.

 

 

di Leone Longoni

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