31 maggio 2014 - Primo contatto

FERRARI 330 GT 2+2 COUPE'

Se ci dovessero essere tra di voi che poggiate gli occhi su queste parole dei Beatlesiani doc, sappiate che so anche io che Drive my car ha la paternità di Mac Cartney e non di John Lennon. Ma siate magnanimi, come titolo calzava a pennello. Soprattutto se considerate che richiama sia ad una macchina (car), sia, con un pò di fantasia, al fatto che è stata messa all’asta (YOU can drive). Fatta questa doverosa – e paracula – introduzione, passiamo alle cose serie. La Ferrari 330 GT 2+2 coupé , mostrata al grande pubblico durante il salone di Bruxelles alla fine del gennaio 1964, era diretta discendente della Ferrari 400 Superamica (si, si chiama così ndr.). Migliorata nel motore, la 330 GT godeva di tutta la potenza – ricordatevi sempre che stiamo parlando del 1964 – di un V12 Tipo 209 da 76 cavalli, che spingevano la vettura ad una velocità massima di 245 km/h. La carrozzeria, costruita ancora con i working class hero (citazione per fighetti) che battevano sulla lamiera con martelli come moderni scultori, venne disegnata e studiata dall’infallibile gusto Pininfarina che diede alla vettura una linea morbida, sinuosa e arrotondata, più piacevole e molto più sixties rispetto a quella di altri modelli del cavallino rampante. Forse proprio per questi aspetti John Lennon si innamorò della 330 GT, vettura che tenne per tre anni. Si dice che il giorno in cui Lennon ottenne la patente di guida, nel 1965, i marchi più prestigiosi – intuendo il ritorno pubblicitario – abbiano fatto sfilare sotto la casa del Beatle i loro modelli di punta, tra cui appunto la 330 GT del cavallino, su cui caddero gli occhi dell’autore di Lucy in the sky with diamonds. La 330 GT appartenuta a John Lennon è stata battuta all’asta con un valore di partenza approssimativo tra le 180mila e le 200mila sterline – in valuta nostrana tra i 210mila e i 230mila euro. Sicuramente, chiunque sia stato ad aggiudicarsi la prestigiosa vettura, è facile immaginarselo al volante mentre canta a squarcia gola:”Baby you can drive my car, yes i’m gonna be a star”.

L.L

di Leone Longoni

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