5 febbraio 2017 - Primo contatto

Pierpaolo Zampini ed Ecolibera

Pierpaolo Zampini è laureato in architettura al Politecnico di Milano con una tesi sugli Energy Plus building ed edifici Offgrid. Ha fondato Ecolibera, un'impresa che si occupa, appunto, della progettazione di abitazioni “energy plus”, ovvero totalmente indipendenti dal punto di vista energetico. La produzione del fabbisogno elettrico e termico include anche la ricarica di una vettura elettrica in modo indipendente dalla rete. Solo così, infatti, si evita di usare energia prodotta anche con combustibili fossili.
L'attenzione di Pierpaolo per questo aspetto non è solo legata all'anima ecologica che guida il suo business ma al fatto stesso che la diffusione di auto elettriche e case “ecolibere” andrà di pari passo.

“Le persone sensibili all'impatto ambientale che si preoccupano di avere un'auto ad emissioni zero –  ci spiega – vorranno avere anche case ad emissioni zero per far fronte alla critica, ad oggi giusta, di chi dice che comunque le auto elettriche inquinano”.

Su LetUDrive vi abbiamo già raccontato di questo aspetto e di come l'efficienza della produzione industriale dell'energia, in unione con quella intrinseca dei motori elettrici, sia a vantaggio di questi sui motori termici. Rimane il fatto che, ad oggi in Italia, il 43,3% dell'energia elettrica è prodotta da fonti rinnovabili (il 37,5% della domanda, visto che ne acquistiamo anche dall'estero)* e, in parte, ci illuminiamo anche con il nucleare.

Il motivo che ci ha portato a voler parlare con Pierpaolo, però, è la sua voglia di compiere, insieme alla fidanzata Liliana, il “giro del mondo” con la sua Tesla Model S da 85 kW.
Infatti, per “diffondere il verbo” della mobilità elettrica, ha deciso di viaggiare prima in Europa e poi attraverso gli States. Lo scopo è dimostrare che, grazie alla capillare rete di “supercharger” da 120 kW  di Tesla,  compiere lunghi tragitti con una Model S non è più scomodo che con una normale endotermica.
“La Tesla da 100 kW appena uscita percorre 630km con una sola ricarica viaggiando a 90 km/h. Viaggiando tra i 130 km/h e i 150 km/h, l'autonomia si riduce a 400 km circa. La mia auto è una 85 kW e percorre 300 km circa in autostrada a quelle velocità. Sì, ogni tre ore circa bisogna fermarsi per almeno mezz'ora per ricaricare all'85% - quota dopo il quale i supercharger diventano lenti – ma, se ci si pensa, lo si fa anche con le altre vetture per sgranchirsi le gambe o mangiare qualcosa.”

Il punto della questione non è semplicemente “l'auto elettrica”, ma l'auto elettrica “secondo Tesla” perché “per ora è l'unica veramente utilizzabile insieme forse alla Nissan Leaf, che però ha a disposizione colonnine fino a 50 kW (quindi che offrono ricariche più lente) ma non diffuse come quelle della Tesla. La maggior parte delle elettriche deve affidarsi a colonnine generiche (tipo quelle dell'Enel o di altri produttori per la rete) che ricaricano in anche 3 o 4 ore.”
“Tesla, inoltre, offre stazioni di ricarica posizionate nelle aree di servizio lungo le autostrade e non in centro alle grandi città. Questo le rende molto più comode per viaggiare.”

Certo, le reti di colonnine urbane utilizzate, ad esempio, da molti car-sharing, possono essere considerate, come vi raccontavamo qualche mese fa, in un'ottica di “smart grid” che renda più efficiente la distribuzione dell'energia elettrica. “Il progetto è molto interessante e deriva dal problema dell'accumulo dell'energia prodotta a intermittenza dalle rinnovabili ma, ad oggi, le automobili non sono configurate per restituire alla rete quello che accumulano nella batteria. Per rendere fattibile questo progetto servirà una speciale intesa tra i costruttori e i fornitori di energia. Se, ad esempio, manomettessi la mia Tesla per farle fornire energia a casa mia, perderei la garanzia.”

Quindi la struttura attuale della rete può supportare la mobilità cittadina ma mal si presta ad un utilizzo completo. Per questo “Tesla parte dal presupposto che l'auto possa essere ricaricata a casa e non ad una qualche colonnina a cui poi si deve andare a recuperarla una volta carica.”

Sembra che, però, la questione più che nella tecnologia sia nella mentalità: “Molti dicono che la Tesla costa troppo, ma forse non si pensa a quante vetture di quella fascia di prezzo, quindi sui circa 80.000€, si vedano effettivamente circolare. Se molti di quelli che oggi comprano BMW o Audi top di gamma scegliessero elettriche con prestazioni equivalenti o superiori, le economie di scala farebbero il resto, soprattutto per quanto riguarda le batterie.”
“In cinque anni, ma speriamo meno, avremo la possibilità di vedere auto elettriche davvero sfruttabili e davvero convenienti anche nel costo di acquisto.”

“In un anno e mezzo ho percorso 120.000 km senza pagare l'Area C, tagliandi (non obbligatori), parcheggi e… rifornimenti. Infatti per chiunque ha acquistato una Tesla prima del 15 gennaio 2017 la ricarica sarà sempre gratis (e ciò varrà per la macchina, quindi un eventuale secondo proprietario acquisterebbe anche questo beneficio), mentre ora si pagano 22 centesimi al kWh. Si fa comunque il pieno pagando quanto con un'utilitaria a metano, ma con prestazioni decisamente superiori. Inoltre anche l'assicurazione è agevolata”

E ora non resta che finire questo giro del Mondo “che non è un circumnavigare o percorrere in una volta sola – come a voler battere qualche record in stile Solar Impulse - ma un visitare quanti più paesi per dimostrare che è possibile. Il prossimo viaggio sarà in Russia, che come il sud Italia non è ancora totalmente coperto. Potrei affidarmi a caricatori di terzi ma preferisco usare le ricariche veloci di Tesla. Poi sarà la volta di Cina, Giappone e Australia. Quando arriveranno i supercharger anche in Sud America (a Mexico City ci sono già) andrò anche lì.”


*Dati Terna del 2014

di Enrico Gussoni

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