4 dicembre 2016 - Primo contatto

Vintage New Life

Ho conosciuto Denis Naletto ad una serata sulla mobilità sostenibile a Tradate. Era lì per presentare il progetto Vintage New Life, che tra tradizione e innovazione vuole contribuire a lanciare anche in Italia una filosofia diversa riguardo all'automobile. Anche d'epoca.

L'officina Vintage Garage di Lozza, vicino a Varese, appare subito ordinata e vivace, con una fascia blu lungo la parete con il nome dell'azienda scritto in corsivo giallo. Molto anni '50.
Il parco macchine rende subito l'unione di passato e presente: un'Aston Martin DB6 mi guarda col cofano aperto appena entro, mentre sul ponte è poggiata una Mini dei giorni nostri.
Denis mi accoglie nel suo ufficio piccolo e ordinato, alle sue spalle un poster ricorda la sua collaborazione e amicizia con il collezionista Corrado Lopresto: si tratta di foto della Stola S81 Stratos, una concept statica che Denis e i suoi artigiani hanno reso una vera e propria automobile aggiungendovi la meccanica.



Dopotutto l'esperienza di Naletto dal 1992 ad oggi è stata davvero vasta: dalla Lancia, con cui ha avuto anche esperienze nei prototipi sport come Lucchini e Osella, alla Volvo, con cui si è formato fino ad ottenere il prestigioso “Passaporto Tecnico” della casa stessa. Poi il mondo del lusso, con le Ferrari GT da corsa del gigante svizzero Kessel, infine Bentley e Rolls-Royce.
È durante quest'ultima esperienza che scopre il mondo delle auto d'epoca e inizia a conoscere i desideri e i bisogni dei clienti.
Da due anni ha avviato, insieme a due colleghi e con alle spalle una rete di artigiani e conoscenze, la sua officina, Vintage Garage appunto, in cui si punta ad essere “il più possibile autonomi” nella completa gestione del cliente e della sua vettura.

Un'importante svolta avviene a gennaio 2016: entra in vigore (su pressione dell'Unione Europea) il decreto 219/2015 sulla possibilità di trasformare vetture M ed N1 in veicoli elettrici. Denis non si fa trovare impreparato: già da 7 anni lavora con amici nella riqualificazione elettrica di modelli nati con il motore termico per l'estero. “Prima per fare questo in Italia la burocrazia costava circa 2000€ […] ma siamo comunque arrivati tardi perché i francesi ad esempio sono avanti di qualche anno e già vengono a rivenderci le loro conversioni. È lavoro in meno per noi.

Fiero e italianissimo esempio di quale sia l'idea dietro questo progetto è una Fiat 500 d'epoca, bianca scintillante, proprio al centro dell'officina. Una delle cinque già convertite e omologabili come quadricicli.
L'obbiettivo è quello, come dice il nome del progetto, di ridare “nuova vita” a tutte quelle vetture “del popolo” di cui è pieno il nostro territorio ma che non ha più molto senso usare quotidianamente: 500, maggiolini VW, Renault R4."

La conversione è totalmente reversibile – ci spiega Naletto – perché è giusto che, trattandosi di veicoli storici, un giorno qualcuno possa volerli riportare allo stato originale. Noi togliamo il motore termico e il serbatoio e aggiungiamo il motore elettrico e le batterie collegando la trasmissione originale. Lasciamo il cambio, poi se uno non vuole usarlo gli basta lasciare una marcia alta e andare.
All'inizio i collezionisti e gli appassionati storcevano il naso (soprattutto in Italia, all'estero fanno carte false per avere un'auto vintage italiana ecologica) ma poi gliel'ho fatta provare ed è piaciuta.
"Detto questo, io non elettrificherei mai una DB6, ma ci sono persone che magari ne hanno due uguali e una la tengono originale, mentre l'altra la elettrificano per andarci al lavoro tutti i giorni. È questione di status.

Me ne hanno chieste in versione aperta degli hotel dalla Spagna, per i turisti […] Voglio creare un brand, farmi conoscere con vetture personalizzate.
E la fervida iniziativa di Denis si sta facendo conoscere in fretta, con il passaparola nel “giro” degli appassionati, sul web e incontrando la gente agli eventi e nelle scuole: “ Penso che la mia generazione sia stata l'ultima ad aver ancora avuto a che fare con cose come i carburatori. Ora i ragazzi che incontro nelle scuole sono più interessati (e mi ha sorpreso) all'ecologia che al rumore del motore.”
“Io ho lavorato su motori a 12 cilindri con potenze elevatissime, ma adesso voglio fare qualcosa nel mio piccolo per cercare di cambiare in meglio questo mondo e l'elettrico è il futuro.

Non c'è solo idealità, però, in questo progetto, ma anche la consapevolezza che molto lavoro si sta perdendo nel mercato delle storiche, con molti clienti che “le portano all'estero”. Si cerca quindi di aprirsi a nuovi prodotti, nuovi servizi non solo per riparare queste vetture ma per “mantenerle vive” con continuità durante l'anno (in definitiva ad un costo minore), facendo rete perché “se si vuole andare avanti bisogna collaborare”.

Mi sono dato quattro o cinque anni di tempo per vedere se riesco, sempre a rischio mio e di quanto ho reinvestito dopo questi anni, se no dovrò andarmene anch'io e seguire qualcuno dei miei clienti che mi dicono <se vieni qui ti finanzio quello che vuoi>, ma io non voglio lasciare il mio paese. Secondo me questo progetto funziona, però bisogna fare i fatti.
Dopotutto le vetture convertite vengono lasciate in prova due giorni agli interessati, affinché possano capirne appieno ogni aspetto, senza limitarsi alle parole.
A metà 2017 presenteremo anche una 500 Abarth moderna ibrida (una soluzione che io vedo solo sulle auto odierne, perché è inutile avere l'elettrico accoppiato con un termico che non sia almeno euro4) con in dotazione un KERS che fornirà circa 100 cv in più per 10 secondi”.
   
Nel deposito dell'officina, sotto i teli, decine di vetture di ogni epoca e tipo aspettano restauri e trasformazioni o, semplicemente, sono conservate in attesa dei propri padroni. Tanti sono anche i progetti e le idee di Denis (alcune non ve le possiamo ancora svelare) e ci salutiamo parlando delle nuove batterie al grafene, che in mezzo chilo contengono la carica delle tradizionali al litio da 3.6 kg per un costo poco superiore, un'altra rivoluzione.


Discorsi ambiziosi ma pragmatici, che appassionano…
Per questo torneremo quanto prima per raccontarvi come si guida una storica elettrificata. State connessi!

di Enrico Gussoni
foto di Enrico Gussoni

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